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In viaggio col sand volley 4x4: tra stelline emergenti, beacher esperte e la coppia olimpica

In viaggio col sand volley 4x4: tra stelline emergenti, beacher esperte e la coppia olimpica

Il 25/07/2016 alle 14:21Aggiornato Il 25/07/2016 alle 23:32

Abbiamo seguito la tappa di Pescara del Lega Volley Summer Tour, con vittoria della Supercoppa italiana per Scandicci guidata dalla colombiana Kenny Moreno Pino (MVP). Video, immagini e tanto divertimento dal gusto olimpico con la coppia azzurra Ranghieri-Carambula

La Savino Del Bene Scandicci si aggiudica la tappa pescarese del Lega Volley Summer Tour, terza dopo Cervia e Riccione. Una vittoria che oltre ai punti validi per lo scudetto di sand volley 4x4, che si assegnerà la prossima settimana a Lignano Sabbiadoro, le consegna anche la 12° Supercoppa italiana (firmata XS Power Drink). Un successo nel segno di Kenny Moreno Pino, colombiana ultima arrivata nel club toscano, stella della manifestazione ed eletta MVP della tappa quale indiscussa dominatrice. Le sue schiacciate, insieme a quelle della compagna Sara Loda, le difese di Enrica Merlo e le alzate di Giulia Carrara, hanno fatto la differenza soprattutto in finale consentendo alla formazione di Stefano Sassi di chiude con un secco 2-0 sulla Pomì Casalmaggiore (vincitrice della 1° tappa a Cervia).

Kenny Moreno Pino

Kenny Moreno PinoEurosport

Formula vincente

Una bella manifestazione quella organizzata da Lega Volley e Master Group Sport che ha raccolto l'elite del volley italiano (beach e indoor) in un'atmosfera festosa e seguita sugli spalti, con il pienone dell'ultimo giorno. Un bel segnale da parte di uno sport prettamente stagionale ma che produce atleti di livello, purtroppo poco seguiti e pubblicizzati, costretti ad autofinanziarsi per poter partecipare ai tornei internazionali (vedi crowdfunding di Greta Cicolari).

Forti in campo, ma fuori...

Oltre a quanto accade in campo, con gesti atletici e scambi di primissimo livello, è ciò che sta attorno al mondo del beach (o sand) volley il bello di queste manifestazioni, per chi ama lo sport e per chi avvicinandosi alla spiaggia si ferma ad ammirare i corpi statuari delle atlete (o atleti in caso di tornei maschili), molte delle quali non sfigurerebbero su riviste patinate o passerelle d'alta moda. Difficile, ad esempio non essere colpiti da Beatrice Parrocchiale, una delle più giovani del gruppo e sicura promessa del volley azzurro. Il libero della Pomì Casalmaggiore, di proprietà del Bisonte Firenze (A1), è una delle più belle sorprese dei match pescaresi e qui, dopo una delle prime partite, ci racconta le sue impressioni sul torneo e le differenze con la pallavolo indoor.

Giulia Toti: dalla montagna al mare

Non poteva mancare all'appello Giulia Toti, ex azzurra e in assoluto tra le migliori sulla sabbia, che abbiamo piacevolmente imparato a conoscere allo Snow Volley tour dello scorso aprile a Plan de Corones, vinto in coppia con Greta Cicolari. Con lei, che ormai si presta simpaticamente alle nostre interviste dimostrando di avere una bella parlantina, abbiamo toccato diversi temi: dalla rinuncia alla Nazionale, che l'avrebbe (ri)voluta per il preolimpico dopo averla scaricata lo scorso dicembre, a un pronostico sulle prossime Olimpiadi che vedranno tre coppie italiane al via (due maschili e una femminile).

Quella strana coppia olimpica

Il tema olimpico è chiaramente di strettissima attualità e grazie alla loro nuova partnership con XS Power Drink, abbiamo raggiunto proprio una delle coppie maschili che saranno a Rio: Alex Ranghieri e Adrian Carambula. Definiti uno strano mix a livello tecnico, atletico e linguistico – conosciutisi sulle spiagge di Miami praticamente per un caso del destino – sono particolarmente carichi per i Giochi, i primi della loro carriera e pertanto emotivamente molto sentiti. “Non vediamo l'ora di iniziare: partiamo con l'idea di poter arrivare almeno in semifinale, il sogno sarebbe una medaglia”, dice l'italo-canadese Ranghieri. “Abbiamo due modi diversi di giocare ma messi insieme funzioniamo bene: lui con le sue skyball (battute molto alte riesumate da un beachvolley vecchio stile, particolarmente vincenti), io a fare lo Spiderman, dietro a prendere tutto”, aggiunge con discreta sicurezza nei propri mezzi. Tra una chiacchiera su come si sono conosciuti e quali sono le aspettative nel vivere il primo villaggio olimpico ("stiamo studiando le ragazze più belle", scherza Ranghieri), impossibile non soffermarsi sui due pericoli più grossi per gli atleti che andranno in Brasile: gli attentati terroristici e Zika (virus che ha colpito il continente sudamericano recentemente). Adrian Carambula, uruguaiano di nascita, non vuole immaginare che tutto ciò possa condizionare la manifestazione sportiva più importante del pianeta: “Non possiamo pensare che accada qualcosa perché altrimenti non dovremmo nemmeno andare. Fare le Olimpiadi sarà un'emozione pazzesca e sarà un vero peccato dover saltare la cerimonia di apertura, ma giochiamo presto il giorno dopo e sarebbe troppo stancante. Zika non mi preoccupa: siamo stati già parecchio tempo a saggiare le sabbie brasiliane per allenarci e non possiamo partire con queste preoccupazioni”. A parole sicuramente non hanno paura, di niente e nessuno: questo è un messaggio incoraggiante.

Alex Ranghieri e Adrian Carambula beach volley Italia

Alex Ranghieri e Adrian Carambula beach volley ItaliaEurosport

I loro risultati, insieme a quelli delle altre due coppie partecipanti, rappresenteranno le speranze azzurre sulla sabbia, con il sogno nemmeno troppo nascosto di ambire a una medaglia. L'esperienza olimpica, come ogni quattro anni, sarà un bel traino per questa disciplina, che ha poco spazio sui media ma che d'estate, per gli evidenti motivi di cui sopra, acquista valore e tanti nuovi appassionati.

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