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Ancora Italia! Staffetta mista di bronzo nel biathlon: respinto il ricorso della Germania

Ancora Italia! Staffetta mista di bronzo nel biathlon: respinto il ricorso della Germania

Il 20/02/2018 alle 13:27Aggiornato Il 20/02/2018 alle 15:45

Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Lukas Hofer e Dominik Windisch conquistano la medaglia di bronzo dietro a Francia e Norvegia, confermando il terzo posto di Sochi. Windisch decisivo nella volata con la Germania per il podio: verdetto tinto di giallo con il ricorso dei tedeschi respinto dai giudici

Impossibile non partire dalla fine. L’Italia arriva terza in uno sprint finale, condotto da Dominik Windisch, in cui la Germania si deve arrendere. I tedeschi, però, fanno ricorso e la decisione dei giudici è lunga e sofferta. La staffetta mista del biathlon diventa un giallo, ma alla fine Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, Lukas Hofer e Dominik Windisch possono urlare ed esplodere in tutta la loro gioia. L’Italia del biathlon conquista la seconda medaglia nelle Olimpiadi di PyeongChang dopo quella dello stesso Windisch nell’individuale e conferma il bronzo di Sochi.

Tre interpreti uguali rispetto alla spedizione di quattro anni fa e una novità: quella di Lisa Vittozzi al posto di Karin Oberhofer a completare il quartetto.

La gara

Tutto secondo copione, per l’Italia, in prima frazione, con una Lisa Vittozzi da 10 e lode. Perfetta al poligono con grande rapidità, l’azzurra ha cambiato in testa, passando il testimone, seppur ideale, a Dorothea Wierer. L’atleta altoatesina si è ritrovata in pista con Laura Dahlmeier e ha retto bene nel primo giro. Al secondo poligono, però, la gara è cambiata: diverse atlete hanno sbagliato a causa di un vento fastidioso che ha portato a diversi bersagli mancati tra coloro che erano in piazzola. Tra queste anche Wierer, che ha dovuto usare tutte e tre le ricariche per coprire i cinque bersagli, arrivando al cambio con una trentina di secondi di ritardo da Dahlmeier che invece è riuscita a uscire dal poligono con un solo errore.

In terza frazione Lukas Hofer è riuscito a limitare gli errori, ma da dietro sia la Francia che la Norvegia si sono rimesse in piena corsa per la medaglia d’oro, cambiando assieme alla nazionale italiana a una trentina di secondi dal tedesco Arnd Peiffer. Dominik Windisch, di conseguenza, ha iniziato la sua ultima frazione con Emil Hegle Svendsen e Martin Fourcade, personaggi che non hanno bisogno di presentazioni. Già al primo poligono Fourcade ha salutato la compagnia dei due per andare a riportarsi sulla Germania, in piena lotta per l’oro. All’ultimo poligono il transalpino non ha avuto problemi e con uno zero rapido ha conquistato il gradino più alto del podio.

Alle sue spalle, Peiffer è andato in crisi e ha dovuto compiere un giro di penalità. Svendsen ne ha approfittato subito e con una sola ricarica è sceso dal poligono in seconda posizione. Dominik, invece, ha commesso un errore in più e ha avuto anche dei problemi a ricaricare la carabina: alla fine ha coperto l’ultimo bersaglio ed è uscito assieme al tedesco dalla zona del poligono. Nell’ultimo giro l’apoteosi. Windisch ha provato a forzare il ritmo in un paio di occasioni, ma successivamente ha scelto di aspettare la volata: nel rettilineo finale si è messo davanti e non ha lasciato alcuna speranza al tedesco che si è dovuto accontentare di una quarta posizione amara.

Oro alla Francia, argento alla Norvegia e bronzo all'Italia che eguaglia così il numero di podi nel biathlon ottenuto a Calgary 1988, quando la Nazionale italiana conquistò due bronzi, come nell’edizione attuale. Delusa la Germania di Laura Dahlmeier con Peiffer che ha sprecato un vantaggio di 30’’ sugli avversari nell’ultima frazione. Rigettato il ricorso dei tedeschi per la presunta scorrettezza di Windisch, l'Italia festeggia ancora nella staffetta dopo l'argento delle ragazze dello short track.

La dichiarazione

" Io ero davanti a Peiffer, non gli ho tagliato la strada ed ero davanti, così abbiamo vinto la medaglia. Lui mi ha detto che non era giusto quello che avevo fatto, io invece gli dicevo di sì. Penso che la giuria abbia deciso per noi perché eravamo dalla parte della ragione. Questa Olimpiade è un sogno, non pensavo che finisse con due medaglie: è davvero inaspettata e incredibile (Dominik Windisch)"
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