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Del Piero: la prima pagella è comunque ottima

Del Piero: la prima pagella è comunque ottima
Di Eurosport

Il 07/04/2013 alle 09:23Aggiornato Il 07/04/2013 alle 09:32

Diamo i voti alla prima esperienza australiana dell'ex capitano della Juventus. Voti sicuramente positivi, peccato per i risultati del suo Sydney

Stagione finita e tempo di voti per la prima stagione di Alessandro Del Piero nella Hyunday A-League australiana. Rendimento in campo ineccepibile e personaggio positivo che ha conquistato il pubblico e i media, peccato che il suo Sydney Fc abbia concluso anzitempo la stagione privando il torneo del suo uomo di punta nella fase cruciale. Una macchia pesante, ma si ripartirà da lui.

RENDIMENTO INDIVIDUALE 7,5: In 27 partite ne ha saltate solo 3, e una sola volta è entrato a gara iniziata: dal punto di vista fisico Del Piero ha retto l'impatto con un calcio aggressivo e un clima ben diverso da quello italiano, pur soffrendo un poco tra fine novembre e inizio gennaio. I numeri però sono dalla sua: 14 reti, miglior marcatore in una stagione della storia del Sydney Fc, il primo poker in carriera (nel 7-1 ai Wellington Phoenix ndr), tanti assist e giocate di classe che gli sono valse anche il prestigioso “Alex Tobin award”. Non male a 38 anni tutto sommato dai.

RISULTATI SQUADRA 5: La nota dolente. Del Piero ha fatto il possibile, e non è certo lui il colpevole della non qualificazione ai playoff quanto una difesa disastrosa che ha fatto acqua da tutte le parti, ma i fatti dicono che il Sydney Fc l'anno scorso chiuse quinto e centrò la post season mentre quest'anno, partito tra i favoriti, è rimasto fuori. Nemmeno in un torneo modesto come la A-League un giocatore di classe può vincere le partite da solo ogni domenica, si diceva che non sarebbe stata una passeggiata: tesi confermata.

LEADERSHIP 8: Di sicuro Alex Del Piero non è mai stato un piantagrane. E infatti anche fin dal primo giorno in Australia il numero 10 italiano si è messo a disposizione dei compagni senza far pesare troppo la sua carriera, correndo come pochi farebbero alla sua tenera età per dimostrare di non essere in vacanza. Fin dall'esordio, con un inglese non certo eccelso, non ha risparmiato nemmeno la voce in campo, con avversari e arbitri. Nessuna invidia e tanto rispetto dai compagni, l'unico a soffrire la sua presenza è stato il primo tecnico Ian Crook, che non ha retto la pressione.

TIFOSI E MEDIA 9: Alex di sicuro ha trovato un clima ben diverso da quello italiano ma non se la è certo tirata. Appena arrivato, in aeroporto, nei primi allenamenti e nel giorno della presentazione, come durante la stagione, al termine delle partite, Alex ha mostrato sempre grandissimo affetto verso quei tifosi (non solo italiani, va detto) che lo accorsero a settembre come un eroe, per autografi e foto, sensibilità verso i bambini nelle iniziative societarie, e disponibilità verso i media. Il Daily Telegraph quando si temeva una sua partenza ha ideato pure una petizione on-line.

MARKETING 8: La “Del Piero mania” che ha colpito Sydney dall'indomani dell'annuncio del suo arrivo e per i primi due mesi meriterebbe un 10 e lode: mai un calciatore aveva attirato tanta gente e portato tanti clienti nei negozi locali. La sua maglia numero 10 a lungo ha viaggiato a 500 unità giornaliere (per 150 dollari australiani cadauna), ma sono state vendutissime anche foto e altri articoli. Nel ristorante/bar dell'Allianz Stadium gli è stata dedicata persino una focaccia. Purtroppo i cattivi risultati alla lunga hanno fatto scendere vendite, incassi e interesse.

EFFETTO SUL CAMPIONATO 7,5: Qualcosa Del Piero ha già fatto, considerando che tra televisioni estere (anche Mediaset), sponsor, pubblicità e soprattutto la miglior affluenza globale allo stadio di sempre la Hyunday A-League non è mai stata così famosa. Non solo in Italia. Gli arrivi di Heskey e Ono sono stati sulla scia del suo, e peraltro l'attaccante inglese lo ammise pure a suo tempo. Però se veramente Del Piero è stato un fuoco di paglia o se ha aperto una nuova frontiera lo si capirà dalla prossima estate e dal mercato. Di sicuro la A-League ora è più credibile.

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