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Fra incidenti ed invasioni di campo, follia nelle amichevoli Cagliari-Pogon e Brescia-Vojvodina

Fra incidenti ed invasioni di campo, follia nelle amichevoli Cagliari-Pogon e Brescia-Vojvodina

Il 13/10/2019 alle 13:04Aggiornato Il 13/10/2019 alle 13:24

Due spiacevoli episodi hanno contraddistinto le amichevoli andate in scena nei weekend: prima e dopo la sfida Cagliari-Pogon le due tifoserie sono venute a contatti e hanno dato vita a scontri prima del match e dopo il fischio finale mettendo a ferro e fuoco il centro di Cagliari. A Orzinuovi invece un gruppo di tifosi serbi ha sospeso la partita per un invasione di campo.

Dovevano essere due amichevoli per tenersi in forma in una domenica in cui, causa pausa delle Nazionali, i campionati erano bloccati. Invece Cagliari-Pogon e Brescia-Vojvodina si sono trasformati in pretesti per guerriglia, invasioni di campo, menar le mani ed infangare, una volta di più, lo sport e il calcio.

Incidenti a Cagliari, tavolini e sedie usati come armi: 6 polacchi arrestati

Un venerdì di pura guerriglia. La scintilla che ha fatto scatenare la tensione fra le due tifoserie si innesca intorno alle 19.30 davanti alla Curva Nord della Cagliari Arena. I 128 tifosi polacchi sbarcati nell’Isola arrivano allo scontro con alcuni supporter rossoblù. Un tifoso cagliaritano, finisce in ospedale per accertamenti, ma grazie all’intervento delle forze dell’ordine tutto sembra finire lì. Nel post gara invece succede il putiferio: le due tifoserie, che evidentemente si erano promesse battaglia nel post gara, si danno appuntamento nel centro storico di Cagliari (nel quartiere Marina, per la precisione) dove scoppia la guerriglia, tavolini e sedie di ristoranti vengono usate come vere e proprie armi e compare pure qualche bomba carta. Il caos dura circa 10 minuti, il tempo per le forze dell’ordine di sedare la rissa e bloccare i responsabili. Alla fine il bilancio parla di 6 persone, fra i 30 e i 47 anni d’età, che hanno trascorso la notte in cella e hanno patteggiato 4 mesi di reclusione con la condizionale.

Brescia-Vojvodina sospesa, tifosi serbi in campo alla ricerca di bandiere albanesi

A Orzinuovi invece era tutto iniziato con le due squadre in campo tra gli applausi e con una maglietta bianca in onore di Sinisa Mihajlovic. Nulla lasciava presagire il peggio ma il clima si incendia subito quando, oltre la recinzione dello stadio al 6’ della ripresa, appaiono delle bandiere dell’Albania. Gli animi si scaldano in tribuna e pure in campo, il tecnico del Vojvodina Lalatovic al 27’ viene espulso ma si rifiuta di uscire scaldando ulteriormente gli animi e minacciando di ritirare la squadra. Il match (per la cronaca vinto dalle Rondinelle 2-1 coi gol di Donnarumma,Bisoli e Djuricin) viene sospeso per un quarto d’ora fino a quando il presidente Gajic convince l’allenatore a tornare sui propri passi. Il clima però è rovente e i tifosi serbi decidono di invadere il campo per dare la caccia alle bandiere albanesi. Trattenuti dalle forze dell’ordine nello stadio vengono fatti uscire solo nel tardo pomeriggio, quando vengono scortati fino al pullman che li riporta in patria.

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