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Da meteora all'Inter alla vetta del campionato turco col Başakşehir: la rivincita di Emre Belozoglu

Dall'Inter alla vetta del campionato turco col Başakşehir: la rivincita di Emre

Il 02/11/2016 alle 10:01Aggiornato Il 02/11/2016 alle 11:34

Dal nostro partner Agenti Anonimi

Finito il campionato 2013-2014 di seconda divisione turca, l’Istanbul Buyuksehir Belediyesi (Istanbul BB) ottiene la promozione in Super Lig, ma il sindaco della capitale Kadir Topbas, dopo molte contestazioni dei cittadini, decide di chiudere la società di proprietà comunale (una pratica usata spesso in Turchia). Ma la squadra era stata promossa, come si poteva ovviare a questa lacuna? In un modo molto semplice, il 5 giugno 2014 viene fondato l’Istanbul Başakşehir.

La neonata società, non gioca più nell’enorme Ataturk Stadium, impianto da più di 80.000 posti di cui ne venivano realmente occupati poco più di 5.000, ma nel nuovissimo impianto che è il Fatih Terim Stadium, che era stato costruito proprio per l’Istanbul BB. Appena insediatosi sulla panchina arancio blu, il tecnico Abdullah Avci ha dichiarato ai suoi giocatori il suo obiettivo: Europa League. Impensabile per chiunque che una squadra nata pochi mesi prima potesse arrivare a disputare anche solo una partita in campo europeo. Ma poco dopo l’inizio del campionato quell’obiettivo non sembra più così irraggiungibile. Il Başakşehir gioca bene mettendo in difficoltà le squadre più blasonate come Galatasaray e Besiktas. Ai primi rifila un sono 4-0 ai secondi strappa un punto con un ottimo 2-2. Mister Avci riesce a mettere in un campo una formazione compatta e volta al sacrificio (4-2-3-1). A fine campionato il Başakşehir è quarto ce l’ha fatta, è in Europa! Al terzo turno preliminare di Europa. Uscirà proprio qui contro gli olandesi dell’Az. Anno seguente stessa storia, quarto posto e preliminari. Stesso risultato, eliminazione per mano dello Shakhtar Donetsk. In due anni dalla nascita, l’istanbul Başakşehir ha disputato due grandissimi campionati che gli hanno permesso di affacciarsi in Europa, ma la sorte ha voluto che incontrasse squadre esperte in campo internazionale.

A cura di Tommaso Prantera e Filippo Rivani

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