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L'ultima recita della Jugoslavia, lo squadrone polverizzato dalla guerra

L'ultima recita della Jugoslavia, lo squadrone polverizzato dalla guerra

Il 13/11/2016 alle 10:24Aggiornato Il 13/11/2016 alle 10:39

25 anni fa andava in scena al Prater di Vienna l'ultima gara ufficiale della Nazionale jugoslava, una squadra di fenomeni smantellata a seguito del terribile conflitto balcanico. E se quel rigore di Hadžibegić a Italia '90 fosse entrato...

13 novembre 1991, esattamente 25 anni fa: la Jugoslavia guidata dal santone Ivan Osim si sbarazza delll’Austria al Prater Stadion di Vienna grazie alle reti di Vladan Lukić e Dejan Savićević e conquista la qualificazione agli Europei del 1992 rendendo ininfluente la concomitante vittoria della Danimarca sull’Irlanda del Nord. I Plavi, i blu, hanno di che festeggiare ma la loro gioia è effimera: a causa dello scoppio della Guerra dei Balcani che avrebbe portato di lì a poco alla disgregazione della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia la UEFA decide di escludere la Nazionale di Osim da Euro 1992. Quella disputata contro l’Austria nell'autunno del '91 passerà così agli annali come l’ultima partita ufficiale della storia per i Plavi. Per una burla del destino a trionfare ai Campionati Europei in Svezia del 1992 sarà proprio la Danimarca avversaria della Jugoslavia nel Gruppo 4 di qualificazione. L’incubo vissuto dal popolo jugoslavo simboleggiò il lato oscuro della favola danese: risvolti che solo il fútbol sa offrire.

L'attimo in cui tutto poteva cambiare

Per mettere a fuoco il momento in cui la storia della Nazionale Jugoslava (e di quella del Paese che rappresentava?) poteva cambiare per sempre occorre spostare le lancette dell’orologio al 30 giugno 1990, ovvero al punto più alto mai raggiunto dai Plavi. Stadio Artemio Franchi di Firenze, quarti di finale del Mondiale di Italia 90: la Jugoslavia riesce a tener testa all’Argentina campione in carica nonostante una prolungata (e ingiusta) inferiorità numerica; quando il match giunge alla famigerata lotteria dei rigori sono addirittura gli slavi a covare i maggiori rimpianti. I ragazzi di Osim nel corso di quell'estate italiana erano trascinati da un superbo Dragan Stojković, ma oltre al dieci la squadra poteva contare sul genioSavićević e sul fine tessitore di centrocampo Robert Prosinečki (Boban non era della partita: il calcione rifilato a un agente federale per proteggere un tifoso croato prima di un incontro tra Dinamo Zagabria e Stella Rossa gli era costato una lunga squalifica).

Stojkovic - Jugoslavia - 1990

Stojkovic - Jugoslavia - 1990Eurosport

A fallire il penalty decisivo contro l'Albiceleste è capitan Faruk Hadžibegić, il cui piattone destro a mezz’altezza viene disinnescato da un balzo prodigioso del paratutto Sergio Goycochea: per i Plavi scorrono i titoli di coda del sogno mondiale. Cosa sarebbe successo se quel rigore fosse stato realizzato? Scenari controfattuali di questo genere hanno scatenato un dibattito ad ampio raggio: qualcuno si è addirittura spinto ad ipotizzare, non senza diretti riscontri da testimoni di quegli anni nefasti, che un eventuale trionfo della Jugoslavia a Italia '90 avrebbe cementato nuovamente l’orgoglio patrio placando le divisioni interne. Assai difficile da credere, ma dopotutto dove sono le controprove?

" Conservo intatto l’orgoglio per essere stato alla guida di quella squadra. Eravamo forti, individualmente e come collettivo: da una Nazionale ne sono state create 6 e tutte competitive. C’era una grande generazione di giocatori e io ho sempre cercato di far convivere le divergenze interne, senza mai andare a discapito del rendimento"

Parole e musica del deus ex machina Ivan Osim (rilasciate a Corriere.it), perfetta epitome della parabola di quella mitica e incompiuta Nazionale. Mentre gli allievi di Osim furono costretti ad arenarsi a un passo dal sogno, la Stella Rossa di Ljupko Petrović (undici tipo: Stojanović; Šabanadžović, Najdoski, Belodedici, Marović; Prosinečki, Jugović, Mihajlović, Savicevic; Pančev, Binić) sollevò la Coppa dei Campioni al cielo di Bari nella magica notte del 29 maggio 1991. Se il trionfo della Zvezda nella massima competizione continentale per club fu l'apogeo del calcio jugoslavo, la qualificazione a Euro '92 rappresentò il canto del cigno di uno squadrone smembrato da una guerra di indicibile ferocia.

Oggi la Jugoslavia giocherebbe così:

Jugoslavia - Best 11

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