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Se un villaggio da 750 abitanti si gioca la Serie A: ecco il Termalica Nieciecza, Chievo polacco

Se un villaggio da 750 abitanti si gioca la Serie A: ecco il Termalica Nieciecza, Chievo polacco

Il 28/10/2015 alle 17:15Aggiornato Il 28/10/2015 alle 18:08

Da amatori a professionisti in dieci anni grazie agli investimenti della Bruk-Bet, azienda leader delle pietre per pavimenti, ora gli arancioblù dell'elefantino sognano di approdare in Europa e replicare l'impresa del Lech Poznan al "Franchi"

In "Giungla Polacca" Ryszard Kapuscinski, il più grande reporter di tutti i tempi, aveva tracciato un ritratto fedelissimo dei villaggi rurali del paese in epoca post-bellica: scollegati ed isolati dal mondo, abitati da gente che bramava più un paio di scarpe che una manciata di zloty e che, da sola, si costruiva la stazione ferroviaria per far passare il treno da quelle parti per poi fuggire, in cerca di un lavoro. A distanza di pochi decenni è cambiato il mondo ed uno di quei villaggi della Polonia meridionale, Nieciecza, 750 anime a 17 chilometri da Tarnow, ne è diventata "ombelico" sia industriale che sportivo con il mitico Fc Termalica BB, il club del villaggio, che dopo un'entusiasmante scalata lunga 10 anni attraverso tutti i livelli del calcio polacco, la scorsa estate ha conquistato per la prima volta la massima serie, la Ekstraklasa. In cui peraltro si sta togliendo non poche soddisfazioni, transitando con una certa disinvoltura a metà classifica.

Tra villaggio e azienda

Si diceva di Nieciecza: a inizio millennio, da queste parti, ha messo radici la Bruk-Bet (ecco spiegato l'acronimo "BB"), azienda leader nel campo delle pietre da pavimentazioni. Così, nel 2004, come spesso accade un po' ovunque nel mondo, la coppia di proprietari Danuta e Krysztof Witkowski, decide di spendersi nel calcio, rilevando la squadretta di amatori del minuscolo paese, rinforzandola e rendendola protagonista di una vertiginosa scalata fino ai vertici del professionismo. Una storia che ricorda un po' quella del Chievo, con alcuni distinguo: la dinamica relativa alla proprietà (l'azienda che detta legge nel mondo dei pandori e dolciumi vari) è molto simile, per quanto l'ambito abbia maggiormente a che fare con una Mapei, che ha deteriminato le fortune del Sassuolo. Poi cìè l'esiguo numero di abitanti, per quanto i 4500 clivensi siano esattamete sei volte tanto i residenti di Nieciecza, una realtà fondamentalmente isolata, al contrario del quartiere di una grande città come Verona. Ma, insomma, il termine di paragone tutto sommato calza. Eccome.

Un gruppo compatto. E quell'ex Livorno dimenticato da tutti

I giocatori del Termalica indossano uno sgargiante completo arancione con inserti blu e come simbolo hanno un simpatico elefantino. Il team, compatto e coeso, è composto quasi esclusivamente da giocatori polacchi, resisi protagonisti della straordinaria promozione in Ekstraklasa. Gli stranieri, in tutto, sono solo 4: gli slovacchi Pavol Stano (difensore centrale) e il trequartista Dalibor Pleva, la punta ucraina Volodymyr Koval e il centrocampista centrale ceco Mario Licka. Quest'ultimo è una vecchia conoscenza del calcio italiano: acquistato nel mercato invernale della stagione 2004-2005 (il 27 gennaio 2005, per l'esattezza) come miglior giovane della Repubblica Ceca nel 2003. Coi labronici finì per fare solo 4 presenze (partì titolare in quel pirotecnico Parma-Livorno 6-4), la sua stella negli anni si spense ma ora al Termalica è un vero e proprio leader.

Obiettivo Europa (Se il Lech batte la Fiorentina, allora...)

Come non credere alle parole di Krysztof Witkowski, co-artefice di questo autentico miracolo sportivo? "Non saremo soddisfatti finché non ci qualificheremo per una competizione europea". Già. E, a ben vedere, a Nieciecza, dopo la clamorosa vittoria del Lech Poznan a Firenze in Europa League, si è giocato molto sul fatto che il Termalica avesse da poco sconfitto lo stesso Lech in Ekstreklasa, tanto da considerarsi migliore del club viola, secondo quella stessa successione logica per cui i dilettanti del Lucento, avendo battuto la Juve nella prima amichevole dell'esttate 2014, sarebbero stati superiori al Real Madrid, sconfitti dai bianconeri in semifinale di Champions. Intanto si lavora sullo stadio, il "Bruk-Bet", portandolo da 2.262 posti a sedere a 5mila. Perché nel calcio, talvolta anche la matematica può diventare un'opinione. E i sogni non li ferma nessuno.

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