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Facciamo i conti: a gennaio non conviene investire

Facciamo i conti: a gennaio non conviene investire

Il 17/12/2015 alle 20:14

Prosegue la nostra rubrica economica. Siamo andati a vedere le ultime cinque sessioni di calciomercato invernale, per capire la convenienza degli investimenti di “riparazione”: il rischio flop è molto alto. Meglio il prestito o il giocatore in cerca di rilancio. Diverso il discorso per chi era stato opzionato l’estate precedente o viene bloccato per quella successiva

Gennaio si avvicina. Tra poco più di due settimane, dopo la sosta natalizia, aprirà ufficialmente la sessione invernale di calciomercato. Tante squadre, dalla Juventus alla perenne ricerca di un trequartista fino alla Roma col disperato bisogno di difensori, la attendono con palpabile ansia. Premesso che “riparare”, lo dice già il termine di per sé, è peggio che costruire, ci siamo posti dei banali, ma non scontati, quesiti: ma è utile investire svariati milioni di euro nel calciomercato invernale? Che cifre sono state spese negli ultimi anni? E quanti si sono rivelati affari? Per rispondere abbiamo preso in esame le cinque più recenti sessioni di calciomercato, confrontando costi di acquisti ed eventuali successivi vantaggi, sia sportivi che economici. Ne è venuto fuori un quadro abbastanza delineato (fonte cifre Transfermarkt).

LA TOP 5 DELLE SPESE A GENNAIO (2011-2015)

Giocatore Costo in milioni di euro Squadra
Gennaio 2015
Doumbia 14,4 Roma
Gabbiadini 12,5 Napoli
Correa 8,2 Sampdoria
Yanga-Mbiwa 7,7 (riscatto) Roma
Bonazzoli 4,5 Sampdoria
Gennaio 2014
Hernanes 18 Inter
Jorginho 9,5 Napoli
Ghoulam 5 Napoli
Henrique 4 Napoli
Nainggolan 3 (prestito) Roma
Gennaio 2013
Balotelli 20 Milan
Kovacic 11,5 Dinamo Zagabria
Rossi 10 Fiorentina
Constant 8 (riscatto) Milan
Paloschi 6,5 (riscatto) Chievo
Gennaio 2012
Vargas 13,5 Napoli
Gilardino 8 Genoa
Viviano 8 Palermo
Padoin 5 Juventus
Vazquez 4,5 Palermo
Gennaio 2011
Ranocchia 18,5 Inter
Pazzini 18 Inter
Ruiz 8,5 Napoli
Biabiany 7 Sampdoria
Antonelli 7 Genoa

DA HERNANES A DOUMBIA: OCCHIO AL (SOVRA) PREZZO

Nella tabella potete osservare i cinque calciatori più pagati (prezzo del cartellino) delle ultime cinque “finestre” di mercato a gennaio in Serie A. Ovviamente non abbiamo considerato nelle top-5 i prestiti poi riscattati a giugno, ma solo gli esborsi di denaro effettivi in quella determinata sessione. Dai quasi 20 milioni (bonus compresi) spesi per Ranocchia, proseguendo con i sette di Biabiany alla Samp, passando per i 13,5 di Eduardo Vargas (Napoli), gli otto per Constant (Milan), i 18 per Hernanes (Inter) o i quasi 15, più recenti, per Doumbia (Roma), ci accorgiamo che quasi sempre gli investimenti più onerosi a gennaio non hanno prodotto risultati entusiasmanti. Ci sono, ovviamente, le eccezioni (Balotelli va al Milan per 20 milioni a gennaio 2013, segna 12 gol e trascina i rossoneri ai preliminari di Champions o Pazzini all’Inter per 18 nel 2011, che segna nove gol da febbraio a maggio), ma in generale la tesi a comune: giocatori sovra-pagati e in futuro difficili da rivendere.

Doumbia - Serie A 2014-2015 - LaPresse

Doumbia - Serie A 2014-2015 - LaPresseLaPresse

I FLOP PIÙ CLAMOROSI: DA ANELKA A PODOLSKI

Tal “Dídac Vilà Rosselló” venne pagato quattro milioni dal Milan nel gennaio 2011: una presenza e l’immediato ritorno in Spagna. Nella stessa sessione il Napoli acquistò Peppe Mascara dal Catania. Nel 2012 ci fu una serie impressionante di flop: Iaquinta a Cesena, Bojinov a Lecce, Caracciolo e Mascara a Novara, Maxi Lopez al Milan (1,5 milioni per il solo prestito), Palombo all’Inter, Emiliano Alfaro per 3 milioni alla Lazio, Ebagua a Catania. Nel 2013 la Juventus si assicurò il “pensionabile” Nicolas Anelka, la Lazio Louis Saha, mentre Kuzmanovic e Rocchi finirono all’Inter. Nel 2014 altra infornata: Essien al Milan, Bastos alla Roma, Helder Postiga alla Lazio, Anderson (dallo United) Fiorentina in prestito, Friberg e Ibson a Bologna, Belfodil a Livorno. Fino all’ultima sessione, nel gennaio 2015, quando Hugo Almeida fece “piangere” Cesena, il Milan non migliorò la sua situazione pur ricevendo Destro, Suso e Cerci, mentre, Shaqiri e Podolski, all’Inter, ed Eto’o alla Samp, accolti come salvatori, vennero salutati già a giugno. Insomma, anche senza spendere cifre folli, è difficile pescare occasioni a metà stagione.

DA BARZAGLI A SALAH, QUANDO C’È L’OCCASIONE DI RILANCIO

Abbiamo notato, però, che c’è anche margine di affare. Come? Puntando sulla motivazione del diretto interessato. Nell’ultimo quinquennio ha prodotto risultati, pur arrivando a gennaio e non costando follie, chi, magari con un prestito, coglieva i sei mesi di opportunità per mettersi in mostra e rilanciare la propria carriera. Pensate al Barzagli arrivato alla Juve per 300 mila euro nel 2011, o al Van Bommel del Milan (campione d’Italia), ad Amauri e ai suoi sette gol a Parma nel girone di ritorno, a Lodi e Bergessio che salvarono il Catania (sempre 2011), al Candreva della Lazio, a Emeghara al Siena, a Cannavaro che scelse il Sassuolo, a Taarabt col Milan o alla flotta arrivata a gennaio 2015: Pinilla in prestito all’Atalanta, Saponara a Empoli, Salah in prestito alla Fiorentina, Pavoletti e Niang al Genoa, Maxi Lopez al Torino. Fate un flashback mentale a analizzate bene le carriere di questi giocatori prima del cambio squadra a metà stagione: periodi bui dai quali c’era il conclamato desiderio di uscire. Necessità di avere un chance, voglia di dimostrare il proprio valore. Prezzo minimo, risultato garantito.

Gaffe Wilfred Bony - Manchester City 2015

Gaffe Wilfred Bony - Manchester City 2015Eurosport

LE BIG EUROPEE A GENNAIO NON FANNO FOLLIE

Sapete quale è la cifra spesa dal Bayern Monaco, prossimo avversario della Juventus, nelle ultime quattro sessioni invernali di mercato? Zero euro. Zero. Il Psg ha chiuso sotto i 10 milioni di spesa tre delle ultime cinque sessioni di gennaio, spendendo 40 per Lucas nel gennaio 2013, dopo averlo però già bloccato (e di fatto acquistato) l’estate prima. Barcelllona e Real Madrid hanno entrambe chiuso a zero quattro delle ultime cinque finestre invernali e solamente in questa stagione, i catalani, concretizzeranno gli acquisti di Aleix Vidal e Arda Turan, già presi in estate, ma ufficializzabili nel 2016 per il blocco di mercato ai blaugrana. In Premier il mercato invernale è più dinamico, ma il Chelsea ci penserà tre volte prima di spendere i 31 milioni investiti l’anno scorso per Cuadrado e il Man City farà altrettanto considerati i 33 dilapidati per Bony. L’Arsenal ha speso 10 milioni (e tutti per Nacho Monreal) nelle ultime quattro sessioni invernali, lo United ha chiuso a zero tre delle ultime cinque. Insomma, l’antifona è comune e forse anche i nostri club dovrebbero imparare: le squadre si costruiscono e si progettano in estate. A gennaio si ritocca, senza esagerare, altrimenti aumenta il rischio concreto di sperperare denaro.

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