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Ausilio: "L'Inter aveva per le mani Gabriel Jesus, ma lui preferì andare da Guardiola..."

Ausilio: "L'Inter aveva per le mani Gabriel Jesus, ma lui preferì andare da Guardiola..."

Il 15/01/2019 alle 22:41Aggiornato Il 15/01/2019 alle 22:42

Un rammarico per il ds dell'Inter? Sicuramente il mancato acquisto di Gabriel Jesus, nonostante i nerazzurri avessero ormai trovato l'accordo con il Palmeiras.

Ausilio torna a parlare? Sky ha riproposto l’intervista intera effettuata al direttore sportivo dell’Inter, intervista che ha rilevato altri particolari interessanti sull’operato di Ausilio in nerazzurro nelle ultime stagioni. Uno dei rimpianti più grandi? Il mancato acquisto di Gabriel Jesus e peccato per la cessione di Kovacic.

L’Inter aveva trattato Gabriel Jesus, ma...

" Lo abbiamo trattato per un mese, la nostra offerta era anche superiore a quella del Manchester City. Il Palmeiras preferiva venderlo a noi. Poi il ragazzo, tramite i propri agenti, ci fece sapere che preferiva giocare per Guardiola"
Gabriel Jesus of Manchester City celebrates

Gabriel Jesus of Manchester City celebratesGetty Images

La cessione di Kovacic? Solo per un tornaconto economico...

" È stato venduto, a differenza di Coutinho, per un motivo economico, in quanto eravamo in una situazione oggettivamente difficile. La cifra? Un po’ inferiore di 40 milioni, c’erano una serie di bonus che poi vennero riscossi dall’Inter dato che in quella stagione poi il Real Madrid vinse tutto. Nella finale di Milano del 2016 eravamo tutti a tifare Real..."
Mateo Kovacic, Inter, Lapresse, 2014

Mateo Kovacic, Inter, Lapresse, 2014LaPresse

Il Triplete del 2010? Anche Ausilio ha avuto la sua parte...

" In quell’Inter c’ero e ho dato il mio contributo anche attraverso la scelta di alcuni calciatori. Quali? Se penso a Pandev e Balotelli, due che facevano parte di quella squadra e che venivano dal settore giovanile… Io comunque sapevo quali fossero le mie responsabilità, diverse da quelle di Branca e Oriali. Ho avuto una fortuna, di aver potuto lavorare con tutti. Ho iniziato con Mazzola, per lavorare poi con Terraneo, Branca, Oriali, fino a diventare direttore sportivo in prima persona. Da tutti loro ho rubato qualcosa e ho imparato. E penso di aver dato una mano a tutti loro, che me lo hanno confermato successivamente"

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