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Dai paragoni con Buffon al prestito al Kasimpasa: la strana parabola di Simone Scuffet

Dai paragoni con Buffon al prestito al Kasimpasa: la strana parabola di Simone Scuffet

Il 16/01/2019 alle 19:17Aggiornato Il 16/01/2019 alle 22:48

Nell’estate 2014, dopo il debutto in Serie a 17 anni con l’Udinese – la squadra della sua città -, il portiere classe 1996 ha declinato (“per crescere e completare gli studi”) l’offerta dell’Atletico Madrid. Da quel rifiuto è iniziata un’altra carriera, piena di panchine e delusioni. Ora, lontano da casa, per la prima volta, l’esame più importante.

Sembra quasi una maledizione: ogni volta che un giovane portiere emergente italiano viene paragonato a Gianluigi Buffon, subisce la scure di un improvviso depauperamento della carriera professionale. Il volto che più di tutti incarna questa parabola è quello, timido, di Simone Scuffet, passato ufficialmente in queste ultime ore dall’Udinese in prestito secco al Kasimpasa, massima divisione del calcio turco. Un club che sta ben figurando, nel gruppone delle quattro seconde in classifica che rincorrono (a -6) la capolista Basaksehir e composto anche anche Trabzonspor, Malatyaspor, e Galatasaray. Ma che certo non si tratta di una società di primo piano come quella che l’aveva cercato durante quella maledetta estate 2014.

Quella maledetta estate 2014

La squadra in questione era l’Atletico Madrid, rimasto abbagliato da come Scuffet aveva affrontato da 17enne la ribalta in Serie A. Classe 1996, aveva esordito nel match del 1° febbraio contro il Bologna, vinto 2-0 al Dall’Ara. Mister Francesco Guidolin lo aveva lanciato, un po’ a sorpresa, al posto del titolare Zeljko Brkic, per poi non toglierlo più. A giugno si erano quindi fatti avanti i Colchoneros, che avevano convinto l’Udinese con un’ottima offerta ma non il ragazzo e la sua famiglia, la cui priorità erano il termine degli studi superiori e la crescita nella squadra della sua città almeno per un’altra stagione (Scuffet era anche il primo giocatore friulano dopo Fabio Rossitto ad aver vestito la maglia dell’Udinese), prima di intraprendere il grande salto. Una scelta tanto saggia quanto nefasta. Da lì, infatti, succede di tutto.

Simone Scuffet Udinese 2018-2019 (Imago)

Simone Scuffet Udinese 2018-2019 (Imago)Imago

L’esclusione di Stramaccioni

All’Udinese Guidolin si defila e quella stessa estate arriva Stramaccioni. Che “non lo vede” e ben presto lo relega in panchina a favore di Orestis Karnezys.Le malelingue raccontano, inoltre, che non si tratta unicamente di una scelta del tecnico romano ex Inter ma anche di un mal di pancia manifestato dalla società bianconera, notoriamente abituata a stravendere i propri gioielli e che aveva dovuto rinunciare a una ricca offerta dalla Spagna.

Simone Scuffet, Udinese

Simone Scuffet, UdineseGetty Images

Sta di fatto che Scuffet, tra campionato e Coppa Italia, mette in fila solamente 6 presenze. Le prestazioni iniziano a farsi sempre più incerte e c’è bisogno di un prestito in Serie B con il Como, neopromosso e retrocesso già al termine della stagione 2015-2016. Scuffet torna a Udine ma gli viene sempre preferito Karnezis e poi addirittura il quarantenne Albano Bizzarri, chiamato inizialmente per fungere da chioccia”. La prima parte della stagione in corso sembra riconsegnargli la titolarità, soffiataglli tuttavia da Juan Musso. Ed ecco, allora, il prestito secco” in Turchia.

Dubbi e incertezze da dipanare. Lontano da casa

A questo punto vien da pensare che Scuffet abbia fatto bene ad accettare di rimettersi in discussione all’estero, davvero lontano da casa, per la prima volta. Può essere utile anzitutto alla sua personalità, che evidentemente non ha retto ai paragoni con Buffon. Un carattere dimostratosi debole. Un po’ come successo al classe 1993 Nicola Leali, anch’esso paragonato a Buffon a 18 anni, prima di intraprendere una lunghissima trafila tra bassa Serie A e Serie B, che lo ha portato oggi a Perugia e in questi giorni, probabilmente, al trasferimento al Foggia. Un accostamento al limite del nefasto anche per Gigio Donnarumma, rimasto tuttavia in un grande club come il Milan ma che, dopo la ribalta ottenuta a soli 16 anni, ha alternato colpi da fuoriclasse a interventi rivedibili.

Balotelli Leali - Milan-Frosinone - Serie A 2015/2016 - LaPresse

Balotelli Leali - Milan-Frosinone - Serie A 2015/2016 - LaPresseEurosport

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