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Icardi, Wanda e un'Inter messa alle strette: l'addio può essere la soluzione giusta?

Icardi, Wanda e un'Inter messa alle strette: l'addio può essere la soluzione giusta?

Il 09/01/2019 alle 23:42Aggiornato Il 09/01/2019 alle 23:53

L'annosa querelle sul rinnovo del contratto riaccende il dibattito sul rapporto tra la società, il centravanti e la moglie-agente. Aspetti positivi e negativi di una possibile separazione estiva, ora non più così inimmaginabile.

" Il rinnovo di Icardi è molto lontano. Ci sono club molto importanti interessati all'acquisto di Mauro e noi siamo molto lontani da un accordo. Non ci è arrivata una proposta soddisfacente da parte dell'Inter. Non è logico rinnovare alle stesse cifre che Mauro prende ora. Abbiamo un rapporto molto buono con due club grandi di Spagna, che sono molto interessati a Mauro"
Wanda Nara and Mauro Icardi

Wanda Nara and Mauro IcardiGetty Images

Quanti episodi controversi...

Dall'episodio di Reggio Emilia contro il Sassuolo al capitolo contro gli ultrà nerazzurri nella propria autobiografia, gli episodi controversi dall'arrivo di Icardi all'Inter (estate 2013) non sono mai mancati. Non è un caso che non tutti abbiano apprezzato la decisione della società di apporre sul suo braccio una fascia di capitano che, nel corso della storia, era già stata di Giacinto Facchetti e Javier Zanetti. E qualcuno si chiede se non sia proprio lui a "usare" Wanda per battere cassa, nascondendosi dietro l'esibizionismo da prima pagina della moglie. Poi, chiaro, c'è la questione economica: un attaccante così, con una simile capacità di tenere in mano un intero reparto offensivo, porterebbe nelle casse dell'Inter una cifra altissima. Forse sufficiente per rimodellare la rosa sulla falsariga di quanto accaduto nell'estate del 2009, quando l'Inter perse Ibrahimovic ma accolse Lucio, Thiago Motta, Eto'o, Sneijder, Milito. Come si sia conclusa quella stagione, non c'è neppure bisogno di ricordarlo.

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...ma nessuno in A è decisivo come lui

Poche storie: in Serie A non esiste un centravanti puro più forte di Icardi. Anche il nervoso Higuain e il discontinuo Dzeko si collocano un gradino sotto. Sempre in doppia cifra dal 2014, sempre sopra i 20 gol tranne nel 2015/16 (in quella stagione si è fermato a 16), nonostante da tempo stia raffinando anche la partecipazione alla manovra oltre alla capacità realizzativa: dove lo si trova un altro così? Nel bene e nel male, Maurito è diventato un simbolo del club. Temuto, ma anche rispettato dagli avversari. Un patrimonio calcistico a cui difficilmente si potrebbe rinunciare a cuor leggero. E l'Inter, che due anni e mezzo fa ha resistito agli assalti di un Napoli da poco orfano di Higuain, lo sa bene.

Da Cavani a Benzema: servirebbe un sostituto "di peso"

Altra questione da tenere in considerazione: in caso di cessione, chi potrebbe rimpiazzare Icardi al centro dell'attacco dell'Inter? Quando arrivò dalla Sampdoria, Maurito non era che un ventenne attaccante di splendide speranze, reduce dal primo campionato in doppia cifra della carriera, ed è dunque possibile che Marotta e Ausilio possano ricalcare le orme di quell'operazione, andando a scovare un altro giovane da far crescere. Ma la realtà recente indica esattamente il contrario: i nerazzurri hanno deciso di alzare l'asticella e di puntare su elementi pronti sin da subito, fatti e finiti per affrontare senza titubanze ogni competizione. Ieri Nainggolan, Asamoah e de Vrij, domani Godin. Nomi buoni per rendere meno traumatico un divorzio, al netto di uno stipendio che oggi rimane fuori portata? Personaggi come Cavani e Benzema, ad esempio. Mica semplice.

Mauro Icardi esulta dopo il gol dell'1-1 contro il PSV, Getty Images

Mauro Icardi esulta dopo il gol dell'1-1 contro il PSV, Getty ImagesGetty Images

La nostra opinione: le due parti facciano uno sforzo reciproco

In conclusione, tra il "perché privarsi di Icardi" e "perché fare uno sforzo per accontentarlo", noi propendiamo per quest'ultima scelta. Perché, come già spiegato, oggi Icardi è l'Inter e l'Inter è Icardi. Maurito è il centravanti che spaventa le difese, il simbolo che fa vendere le magliette, il capitano. Di mezzo c'è una questione tecnica, ma anche sentimentale. Cederlo equivarrebbe a smontare uno dei punti fermi della rosa di Spalletti. Per questo è auspicabile che la società e Wanda Nara possano reincontrarsi e provare a trovare dei punti d'avvicinamento. Il rinnovo, checché ne dica chi parla di rottura totale, è ancora possibile.

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