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Piatek è il centravanti giusto per il Milan? I dubbi dell’affare più caldo di gennaio

Piatek è il centravanti giusto per il Milan? I dubbi dell’affare più caldo di gennaio

Il 15/01/2019 alle 17:57Aggiornato Il 15/01/2019 alle 18:18

Via Higuain, dentro il polacco: un effetto domino concreto, nonostante i rossoneri non abbiano ancora fatto pervenire un'offerta concreta al Genoa. Dai numeri alla questione tattica: i pro e i contro di un'operazione che può accendere il mercato invernale.

Oggetto sconosciuto a giugno, acquisto copertina ad agosto dopo la quaterna rifilata al Lecce in Coppa Italia, capocannoniere a sorpresa del campionato per gran parte del girone d'andata. E, ora, uomo mercato della finestra invernale. Un'ascesa, quella di Krzysztof Piatek, che ha attirato l'attenzione del Milan, attento a non farsi sorprendere da un possibile addio di Gonzalo Higuain in direzione Chelsea e fortemente interessato al polacco. "Aspettiamo offerte - ha detto il ds rossoblù Giorgio Perinetti a 'RMC Sport' - Il Milan sa che noi vorremmo tenere il giocatore fino a giugno, ma valuteremo eventuali proposte". Insomma, si può fare davvero. Ma la vera domanda da 100 milioni di dollari è un'altra: sarebbe davvero Piatek l'attaccante giusto per Gattuso?

Un centravanti puro: tanti tiri, tanti gol

Partiamo dai numeri. 13 gol in campionato, di cui 9 nelle prime 8 gare disputate dal Genoa, e un altro provocato (l'autorete dell'atalantino Toloi prima di Natale), sono il miglior biglietto da visita possibile da presentare al tavolo del calciomercato. Piatek è un centravanti puro, di quelli che toccano un pallone e ne trasformano in oro due. Appena 606 le palle giocate nelle prime 19 giornate, più di 1000 in meno rispetto al leader di questa statistica (Brozovic, con 1615): fanno 32 a partita di media, pochine. In sostanza, non si parla certo di un centravanti di manovra, ruolo sempre più di moda nel calcio moderno, ma di un lupo d'area di rigore. Nemmeno l'assist è esattamente nelle sue corde: zero, da agosto a oggi, i passaggi smarcanti che hanno portato al gol di un compagno. Semmai Piatek cerca moltissimo la porta, questo sì: è terzo in A per conclusioni tentate, ben 61, dietro all'imprendibile Cristiano Ronaldo (addirittura 93) e a Insigne, che lo precede per due soli tiri. Anche per questo la sua percentuale realizzativa, paradossalmente, non è altissima.

I numeri di Piatek in Serie A

PRESENZE 19
GOL 13
ASSIST 0
TIRI IN PORTA 61
% REALIZZATIVA 20%

Piatek al Milan: perché sì

Risponde un'altra classifica: quella del rendimento offensivo delle 20 squadre di A, che vede il Milan piazzarsi appena al nono posto con 26 reti realizzate. Tra le prime 8, i rossoneri sono la squadra con il peggior attacco. Colpa soprattutto del dicembre nerissimo che ha visto Higuain e compagni rimanere a secco per 4 giornate di fila, Frosinone compreso. Una sterilità offensiva alimentata dal nervosismo dello stesso Pipita, attirato partita dopo partita da un individualismo inutile e poco produttivo. Ecco: forse è di questo che ha bisogno il Milan. Di un bomber più sereno, meno frenetico. Di una punta con pochi fronzoli. Di uno che, appena ha un pallone giocabile tra i piedi, sa come trasformarlo in oro. Caratteristiche che avevano consacrato lo strepitoso Higuain di Napoli, specialmente nella stagione dei 36 gol, e che sembrano essersi annacquate anno dopo anno: 24 centri nel 2016/17 con la Juventus, 16 la scorsa stagione, 6 da agosto a oggi. Se l'argentino sta vivendo uno dei periodi più complicati della propria carriera, il polacco ha 8 anni in meno (23 contro 31) ed è all'apice della parabola: quale miglior momento di questo per tentar la sorte in una grande?

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Piatek al Milan: perché no

Perché Higuain è pur sempre una certezza. Lo dice la storia, lo racconta il lussuoso curriculum dell'ex bianconero. Una carriera di gol in Argentina, Spagna e Italia, uno status di beniamino che il Pipita si è conquistato al Napoli prima e al Milan poi. Piatek, invece, non può che essere classificato sotto la categoria "incognite". Arriva da tre stagioni in doppia cifra, due delle quali, però, nel modesto campionato polacco. Al Genoa i suoi compagni hanno imparato ben presto a conoscerne movimenti, qualità e killer instinct, adeguandosi e giocando per lui, ma chi assicura che la magia possa proseguire altrove? Senza dimenticare che Piatek dovrebbe inserirsi a metà stagione in un contesto tattico completamente diverso, abbandonando il 3-5-2 di Ballardini, Juric e Prandelli e fungendo da punta centrale in mezzo ai due esterni offensivi di Gattuso. Dubbi sui quali il Milan ragiona attentamente, sperando di dissiparli in fretta. In un senso o nell'altro. Con la Supercoppa di Gedda, nella quale Higuain dovrebbe partire regolarmente dall'inizio, sullo sfondo.

Video - Da Koulibaly a Piatek: la top 11 del girone di andata

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