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Milan, pro e contro della "spesa Real" Ceballos/Odegaard: giovani di qualità, ma non di proprietà

Milan, pro e contro della "spesa Real" Ceballos/Odegaard: giovani di qualità, ma non di proprietà

Il 21/06/2019 alle 14:16Aggiornato Il 12/11/2019 alle 10:40

Paolo Maldini reduce dalla missione di Madrid per convincere Florentino Perez a prestare al Milan i gioielli della Casa Blanca professa ottimismo. Tutti i pro e i contro della nuova strategia rossonera di mercato.,

" Buone notizie per Giampaolo? Sempre buone notizie. Ottimismo per questo nuovo Milan? Sempre, sì."

Con queste parole il neo direttore tecnico del Milan Paolo Maldini ha commentato ai microfoni di Sky Sport il blitz a Madrid effettuato in compagnia del Chief Football Officer Zvonimir Boban. Il nuovo corso del Milan comincia ormai a delinearsi: se non per quel che concerne i nomi dei giocatori, quanto meno nella rinnovata linea editoriale improntata a profili qualitativi e rigorosamente giovani. Districandosi con attenzione tra i paletti del fair play finanziario, ça va san dire; in quest’ottica ben si inserirebbero gli innesti di Dani Ceballos, Martin Ødegaard o chi per loro (mentre Isco rimarrebbe una chimera). Analizziamo pro e contro della nuova filosofia varata dall’amministratore delegato e direttore generale Ivan Gazidis.

Martin Ödegaard con la maglia del Vitesse

Martin Ödegaard con la maglia del VitesseGetty Images

Perché sì: qualità e fosforo, non serve altro

Da sempre il settore nevralgico del campo dice molto, se non tutto, del reale valore di una squadra: è un dato di fatto che negli ultimi 5/6 anni il Milan ha avuto “centrocampi” disfunzionali e piuttosto ruvidi. L’acquisto di Rade Krunic e la ricerca di profili alla Ceballos o Ødegaard sono sintomatici delle intenzioni dei responsabili dell’area tecnica di concerto con mister Giampaolo: i rossoneri proveranno a imbastire un centrocampo con tre interpreti che garantiscano il giusto mix di qualità e quantità con l’aggiunta di un trequartista in grado di assistere due punte di ruolo. Sarà un Milan dunque più sbarazzino e “tecnico” quello che darà la caccia al quarto posto valevole per la qualificazione in Champions League: se Juventus, Napoli e Inter paiono ineluttabilmente di un’altra categoria dietro sarà bagarre vera e qualora il Diavolo piazzasse i giusti colpi avrebbe la possibilità di centrare l’obiettivo innalzando nel contempo l’asticella del bel gioco.

Gli effetti collaterali: giocatori di passaggio?

Gli scenari di mercato sono ancora sfocati ma è irragionevole pensare che un Milan alla disperata ricerca di un “patteggiamento” con l’UEFA che gli garantisca di essere escluso dalla prossima Europa League e di ottenere condizioni più morbide per il pareggio di bilancio possa sborsare 30, 40 se non addirittura 50 milioni di euro per i gioielli della Casa Blanca. Più realistico pensare a prestiti secchi oppure a prestiti con diritti di riscatto onerosi e magari condizionati da clausole di recompra. Giovani di qualità, dunque, ma non di proprietà sulla stregua di quanto accadde ad esempio per Deulofeu: strepitoso nel suo unico anno in rossonero e di fatto lasciato ritornare alla casa madre senza la possibilità di compiere il benché minimo passo per trattenerlo a Milanello.

2016/17 Milan Deulofeu esulta dopo il gol

2016/17 Milan Deulofeu esulta dopo il golGetty Images

L’altro rovescio della medaglia è che il Milan non potrà puntare sui (giovani) cavalli sbagliati: nella piazza rossonera non si sviluppano i giovani ma si devono ottenere i risultati nell’immediato, visto e considerato che la stessa pazienza dei tifosi è ridotta ai minimi termini. Giusto concedere fiducia e beneficio del dubbio al nuovo corso, ma saranno i protagonisti in campo e fuori a dover traghettare i tifosi dalla loro parte. Che la rivoluzione abbia inizio.

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