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Saranno famosi: i migliori 6 talenti del Campionato Primavera

Saranno famosi: i migliori 6 talenti del Campionato Primavera

Il 15/06/2019 alle 15:01Aggiornato Il 15/06/2019 alle 15:51

Con la vittoria dell’Atalanta sull’Inter nella finale scudetto, si è chiuso il Campionato Primavera. Da Kulusevski ad Esposito, sono svariati i talenti che si sono messi in mostra nel corso della stagione e che adesso accarezzano l’ingresso nel mondo dei professionisti. Andiamo ad analizzare i migliori.

Sebastiano Esposito: nome da pronunciare a bassa voce

  • NOME: Sebastiano Esposito
  • SQUADRA: Inter
  • ETÀ: 16
  • RUOLO: Attaccante
  • SOMIGLIA A: Arkadiusz Milik

Dopo la vicenda Zaniolo bisogna andarci piano: i tifosi dell’Inter hanno – comprensibilmente – paura di non riuscire più ad affezionarsi ad un talento generato dal proprio settore giovanile e, per giunta, vederlo furoreggiare con la maglia di una squadra rivale. Sebastiano Esposito compirà 17 anni il prossimo 2 luglio, ma ha ormai definitivamente abbandonato il nido dell’Under 17 per confrontarsi contro avversari di età e esperienza superiore. Ha collezionato 19 presenze con la formazione di Armando Madonna, partendo, però, dal primo minuto soltanto in 5 occasioni. Lo score non ne ha risentito minimamente, perché il ragazzo di Castellammare di Stabia ha gonfiato la rete per ben 8 volte, due delle quali nella semifinale playoff contro la Roma, subentrando a venti minuti dalla fine.

Luciano Spalletti lo ha gettato nella mischia nel ritorno degli ottavi di Europa League contro l’Eintracht, facendo di lui il più giovane della storia interista ad esordire in Europa con i suoi 16 anni e 255 giorni. Attaccante moderno, mobile ed estremamente tecnico: gioca spesso fuori dall’area di rigore anche per sfruttare doti balistiche notevoli: un dato? In stagione – tra tutte le competizioni – ha realizzato 10 reti da calcio di punizione.

Dejan Kulusevski, strapotere a centrocampo per la Dea

  • NOME: Dejan Kulusevski
  • SQUADRA: Atalanta
  • ETÀ: 19
  • RUOLO: Centrocampista
  • SOMIGLIA A: Sergej Milinković-Savić

Un carro armato sul red carpet, potremmo definirlo così Kulusevski centrocampista e leader dell’Atalanta Campione d’Italia. La Dea lo ha soffiato qualche anno fa all’Arsenal, sborsando una cifra vicina ai 100mila euro e questa stagione ha indiscutibilmente giustificato sia l’interessamento dei Gunners sia l’investimento dei bergamaschi. Di padre svedese e madre macedone, il classe 2000 si è rivelato un jolly fondamentale per mister Brambilla. Capace di progressioni a tutto campo ma anche di passaggi illuminanti, si inserisce in area di rigore con puntualità e calcia praticamente da tutte le posizioni. In 23 presenze stagionali ha totalizzato 11 gol e 14 assist, bottino impreziosito dai 140 minuti in Serie A concessi da Gian Piero Gasperini, ancor più importanti considerando la corsa Champions degli atalantini. È un giocatore che crea superiorità numerica con i suoi stappi, al termine della sfida scudetto ha ricevuto il premio “Piermario Morosini” come migliore calciatore della Fase Finale del Campionato Primavera.

Vincenzo Millico, chiamatemi bomber (di razza)

  • NOME: Vincenzo Millico
  • SQUADRA: Torino
  • ETÀ: 18
  • RUOLO: Attaccante
  • SOMIGLIA A: Alessandro Del Piero

È mancato per tre mesi e il Torino ha gradualmente abbandonato la possibilità di strappare lo scettro all’Atalanta. Vincenzo Millico, prima dell’infortunio al bicipite femorale di febbraio era senza dubbio la stella del torneo: 26 reti in 21 partite fino allo stop forzato, numeri da vero goleador per una punta capace di segnare in tutte le maniere. Difficile da marcare in area, letale con le conclusioni da fuori. Ha un contratto che lo lega al club granata fino al 2023, costituendo una vera e propria risorsa per il futuro della prima squadra. Può ricoprire qualsiasi ruolo nel reparto avanzato: esterno sinistro in un tridente oppure prima o seconda punta, un attaccante completo e versatile. Nel 2014 è stato protagonista di uno scambio “involontario” tra Torino e Juventus, una sorta di sliding doors tra lui e Moise Kean che a pensarci oggi ha già qualcosa di premonitorio. Ha solo avuto bisogno di qualche anno in più il centravanti nato e cresciuto nel capolouogo piemontese, pronto a seguire le orme della sua anima gemella juventina. L’appuntamento con il grande calcio è questione di mesi.

Dusan Vlahovic, carisma da predestinato

  • NOME: Dusan Vlahovic
  • SQUADRA: Fiorentina
  • ETÀ: 19
  • RUOLO: Attaccante
  • SOMIGLIA A: Zlatan Ibrahimović

Quando a 15 anni diventi il più giovane professionista della storia del Partizan Belgrado, andare a cercare la data di nascita sulla carta d’identità è praticamente inutile. Ci ha visto ancora lungo la Fiorentina, abituata ad attingere gemme dalla culla del calcio serbo. Ha esordito (e segnato) in prima squadra a 16 anni ed è diventato il giocatore più giovane a disputare l’Eternal Derby, contro la Stella Rossa, battendo il record di Luka Jovic. Tutto questo giustifica il temperamento dell’attaccate Viola, nel finale di stagione stabilmente aggregato alla rosa di Pioli prima e Montella poi. 19 gol in 19 partite con l’undici di Emiliano Bigica, vincitore della Coppa Italia di categoria decisa proprio da Vlahovic nella finale di ritorno contro il Torino con un cucchiaio dal dischetto che ha letteralmente infiammato il Filadelfia. Centravanti mancino, fiscalmente incontenibile e dotato di ottima tecnica: i toscani hanno già in casa il 9 del domani.

Gianluca Gaetano e Alessio Riccardi, tesori di casa

  • NOME: Gianluca Gaetano/ Alessio Riccardi
  • SQUADRA: Napoli/ Roma
  • ETÀ: 19/18
  • RUOLO: Trequartista/ Centrocampista
  • SOMIGLIA A: Lorenzo Insigne/ Miralem Pjanic

Poteva essere una top 5, è vero. Ha avuto, però, la meglio l’abbondanza di giovani talenti e per l’ultima piazza disponibile (non in ordine di importanza, sia chiaro) ci sono due giocatori accomunati da una forte impronta territoriale. Gianluca Gaetano napoletano e trequartista del Napoli, e Alessio Riccardi romano e centrocampista della Roma costituiscono un vero patrimonio a km 0 per i due rispettivi club. Il primo è un’esplosione di fantasia, ambidestro e imprendibile nell’uno contro uno. Subito il pensiero vola a Lorenzo Insigne, con cui condivide i natali e doti tecniche – rispettando le dovute proporzioni. Ha segnato 22 reti tra Campionato e Youth League, alcune da vedere e rivedere per coordinazione e bravura.

Ha impressionato anche Riccardi, romanista dall’età di 8 anni è il numero 10 della banda di Alberto De Rossi. Ha realizzato 9 reti e 9 assist in stagione e 8 preziosissimi minuti con la Prima Squadra in Coppa Italia contro l’Entella. Il Barcellona ha messo gli occhi su di lui, ma per continuare la dinastia nella Capitale c’è bisogno di un vero giallorosso.

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