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Moggi controllava la Roma

Moggi controllava la Roma
Di Eurosport

Il 18/05/2006 alle 15:04Aggiornato

Nuove intercettazioni sull'ex direttore generale bianconero, che con una manovra avrebbe estromesso Franco Sensi dalla guida della Roma. . Un'accusa lanciata da Baldini pochi giorni prima di dimettersi da dg giallorosso trova riscontro in alcuni dialoghi

"I 154,33 milioni di debiti (della Roma - ndr) nei confronti di Capitalia sarebbero stati utilizzati dal clan Moggi come leva per estromettere di fatto Franco Sensi dalla guida della società, imporre come allenatore Gigi Delneri (assistito dalla Gea di Alessandro Moggi e Chiara Geronzi) e spingere il centrocampista brasiliano Emerson alla Juventus". Lo afferma L'Espresso, nel numero domani in edicola, citando il secondo rapporto dei carabinieri di Roma consegnato ai pm di Napoli che indagano sul calcio.

"Le squadre più forti hanno messo in atto in questi anni una politica talmente scientifica, usando tutto quello che avevano a disposizione, per restare il più a lungo possibile le più forti", dice ai carabinieri, il 20 marzo 2005, l'ex direttore sportivo della Roma, Franco Baldini. Che poi - come riporta L'Espresso nel servizio di cui oggi ha anticipato il testo e che riguarda argomenti in parte toccati stamane anche da altri organi di stampa - denuncia gli "esiti finali scontati nel calcio. Negli ultimi 12 anni hanno vinto cinque volte Juve e Milan, poi Roma e Lazio una volta, a prezzi tali che per vincere quasi ci rimettono la pelle... solo l'Inter agli stessi prezzi non ha ancora vinto niente".

Quattro giorni dopo la Roma accetta le sue dimissioni. I carabinieri lasciano passare tre settimane, poi lo interrogano. Baldini, si legge nel loro rapporto, spiega come dopo una guerra durata anni,si sia arrivati all'alleanza giallorossi-bianconeri. "Baldini - scrivono - riferisce come vi sia stata una inversione di tendenza, quando il presidente Sensi nell'autunno scorso è stato indotto ad accettare, per esigenze economiche, le logiche di potere rispondenti agli interessi del gruppo dominante il sistema calcistico". Baldini parla di un accordo sottoscritto dalla famiglia Sensi "per la ristrutturazione dei debiti pregressi con Capitalia" dal quale sarebbero conseguiti una serie di 'eventi', fino al "disgelo nei rapporti con la società dominante il sistema del calcio, ovvero la Juventus, sanciti dalla vendita del calciatore Emerson nonché dal passaggio dell'allenatore Capello alla medesima società. In particolare il passaggio di Emerson era stato favorito da alcuni preventivi incontri tra lo stesso Giraudo e la Sensi, che ha visto anche come propedeutica attività il contributo del sindaco di Roma Veltroni...".

L'Espresso scrive che il 7 luglio del 2004, in Campidoglio, Veltroni, Rosella Sensi e Giraudo si sono effettivamente incontrati, "ma è dalle intercettazioni che emerge come la denuncia di Baldini non sia campata per aria". Il 23 ottobre 2004 il presidente della Lazio Claudio Lotito dice a Moggi senior: "Hai messo sotto botta Sensi eh? Me vié da ride, hai fatto bene ma vaff...". Luciano risponde: "No, ma questo poverino adesso è out completo guarda, ma coi soldi, con tutto". Lotito: "Macché so tutto so tutto". Moggi: "(...) Comunque ne parliamo a voce di queste cose qua". Il giorno dopo, scrive ancora L'Espresso, Chiara Geronzi e Alessandro Moggi discutono della questione Roma e parlano di un incontro da organizzare tra i rispettivi genitori. Il 3 novembre Luciano invita il figlio Alessandro "ad avvicinare il banchiere Geronzi per entrare a far parte della Roma (come direttore generale al posto di Baldini, ndr)". E gli dice: "(devi fare pressioni) su Geronzi. Che ora è il momento". Alessandro è perplesso. Ritiene che sulla "Roma non é che lui comanda come comandava sulla Lazio". Ma Luciano insiste: "Procura di prendere un appuntamento con Geronzi per lunedì".

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