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Allegri, quel rischio inevitabile per riprendersi la Juventus

Allegri, quel rischio inevitabile per riprendersi la Juventus

Il 22/02/2017 alle 07:05Aggiornato Il 22/02/2017 alle 07:27

Il tecnico bianconero ha deciso di mandare in tribuna Leonardo Bonucci nell'andata degli ottavi di Champions contro il Porto. Scelta dovuta al comportamento del difensore con il Palermo. Decisione coraggiosa, che ha fatto discutere, ma che è parsa inevitabile. Troppi episodi recenti nella Juventus senza prese di posizione. Allegri rischiava di essere delegittimato.

Era già tutto chiaro dalla passaggiata di rifinitura al Do Dragao della vigilia. Tutti i giocatori della Juventus a testare il terreno di gioco, sereni e al tempo stesso concentrati. Tutti tranne uno dei leader: Bonucci siedeva sulla panchina da solo, con il viso cupo e lo sguardo perso nel vuoto. "Contro il Porto Leonardo Bonucci va in tribuna. Era giusto per rispetto dei tifosi e della società che io prendessi questa decisione. Ho fatto questa scelta dopo l'episodio contro il Palermo, in totale autonomia, e poi l'ho comunicato alla società". Parole forti, chiare, decise. Massimiliano Allegri non ha fatto giri di parole per spiegare l'esclusione di uno dei difensori più forti in Europa. Poco prima Gianluigi Buffon, nella conferenza dello stadio lusitano aveva richiamato con decisione il compagno di squadra: "I leader della Juventus devono prendersi le loro responsabilità se davvero tengono a questa maglia".

Da Khedira a Dybala, cronistoria di un nervosismo ingiustificato

Il problema è che quello di Bonucci è solo l'ultimo caso di una lunga serie. In principio fu Sami Khedira a ottobre contro l'Empoli. Reazione furiosa dopo le scelte di Allegri. "È normale che chi rimane fuori è molto arrabbiato, ma sono qui per scegliere", aveva sentenziato il tecnico toscano. Poi è stata la volta di Gonzalo Higuain, che contro il Chievo non ha gradto la sostituzione. Poi Mandzukic a dicembre, lo sfogo dello stesso Allegri a Doha, rivolta a Marotta e Paratici, dopo la finale di Supercoppa Italiana contro il Milan, a Doha ("andrebbero presi tutti a calci nel c..."). E nel 2017 i presunti casi Dybala, contro il Sassuolo, Lichtsteiner e ora Bonucci.

Max vuole ritrovare autorità con i suoi giocatori

A chi sono sembrati gesti sconsiderati e fuori luogo, consigliamo di rivedersi il video dei diverbi dell'allenatore della Juve negli ultimi tempi. Allegri, in quanto allenatore di un top-5 club come la Juventus, ha già (ri)preso atto delle sue scelte. In realtà Allegri si è visto spesso attaccato e discusso in questa stagione, soprattutto per quanto riguarda le scelte meramente tecniche. E la guida della Juve ha presumibilmente cercato soltanto un punto di svolta. "Credo sia un diritto di ogni allenatore quello di poter fare le proprie scelte. Io le ho fatte e poi le ho comunicate al club.". Bonucci paga anche per tanti altri. Allegri, senza mai intervenire, avrebbe rischiato una delegittimazione generale: ogni giocatore della Juve si sarebbe sentito libero di rispondere, anche ad alti toni, alle scelte del proprio allenatore. Escludendo Bonucci in una gara cosí fondamentale, per altro.

Quali scenari? Se perde sono guai..

Normale che in una situazione del genere l'esclusione di Bonucci cambi totalmente le prospettive di una partita in cui la Juve doveva partire ampiamente favorita. Se nella trasferta di Porto non ci saranno debacle o errori difensivi clamorosi, Allegri non rischierà nulla. In caso contrario potrebbero scaternarsi alcune polemiche sul mancato utilizzo di uno dei condottieri bianconeri. Senza dimenticare che tutto potrebbe aver destabilizzato l'ambiente bianconero, togliendo delle certezze. Il risultato e la prestazione del Do Dragao ci chiariranno maggiormente la situazone. Intanto Allegri ha voluto dare un ennesimo segnale forte: escludere Bonucci era l'unico modo per legittimare la sua posizione dopo le recenti polemiche con alcuni giocatori. Vedremo come reagirà lo spogliatoio bianconero a questo repentino (ma necessario) cambio di rotta.

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