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Le 5 verità che ci ha lasciato Monaco-Juventus

Le 5 verità che ci ha lasciato Monaco-Juventus

Il 04/05/2017 alle 06:50Aggiornato Il 04/05/2017 alle 09:03

I bianconeri vantano campioni in rosa del calibro di Buffon, Dani Alves e Higuain, che il Monaco (ancora immaturo) non può avere. Allegri porta a lezione di tattica l'Europa. E la difesa della Juve continua ad impressionare

1) "Gonzalo Higuain non segna mai nella fase ad eliminazione diretta"

Nessun errore. Titolo volutamente provocatorio. Alla vigilia tutti i principali quotidiani italiani puntavano il dito sulla sterilità offensiva del giocatore argentino nella fase ad eliminazione diretta di Champions League. Due gol nelle prime 24 gare giocate in questa fase della competizione, due nell’andata al Monaco. Critiche zittite, killer spietato, attaccante formidabile. Doppietta pesantissima. Il Pipita c’è e prenota un posto speciale nella storia del club bianconero.

Higuaín

Higuaín Getty Images

2) Buffon e Dani Alves: quando conta, contano i campioni

Il primo lo conosciamo bene. Da oltre 20 anni. Sempre lì, sempre fenomenale, sempre decisivo. Delle quattro parate contro il Monaco, quelle su Mbappè (0-0) e Germain (0-2) valgono doppio. In uscita preciso, tra i pali ancora strepitoso. Buffon è la garanzia che blinda da anni le vittorie bianconere. Il secondo, invece, è arrivato quest’anno. Quasi snobbato dai più, sottovalutato, nonostante in carriera vantasse trofei di ogni tipo. Dani Alves ha risposto sul campo da febbraio in poi, dopo i problemi fisici di inizio anno. Crescita esponenziale, nelle giocate, nella personalità, nella qualità. I due assist per Higuain sono magistrali. Il primo di tacco, il secondo con una delicatezza ammaliante. Com’era? Sì, i campioni vengono fuori in Primavera. Quando conta davvero.

3) Difesa superlativa e nessuno "rischia" la finale

Ancora una partita senza subire gol. L’imbattibilità che sale a 621 minuti. La corazzata bianconera si regge sempre sulla sua fase difensiva e sugli splendidi interpreti del ruolo. Benissimo Barzagli, un po’ ruvido ma efficace Chiellini, in ripresa (dopo un avvio così così) Bonucci. Zero gol subiti nella fase ad eliminazione diretta. E non importa che due dei tre colossi della BBC bianconera siano stati ammoniti. La regola é stata modificata a luglio 2014 e (senza espulsioni) non si rischia piú di saltare la finale con ammonizione all'andata e al ritorno. Servirà comunque attenzione nella gara di ritorno.

4) Monaco ancora acerbo

Mbappè, Lemar, Bakayoko, Bernardo Silva, Fabinho, Jemerson, Sidibè. Avere tanti giovani in squadra può essere un’arma a doppio taglio. Al Monaco è mancata soprattutto l’esperienza per gestire una gara così delicata, contro un avversario così forte. Tanti talentuosi giocatori della formazione monegasca hanno toppato l’appuntamento chiave di questa Champions. Normale potesse accadere. Nulla viene cancellato della fantastica campagna europea della squadra di Jardim, che però è sembrata piccola piccola nei confronti di una Juventus più lucida, concreta, matura.

Kylian Mbappé (Monaco)

Kylian Mbappé (Monaco)Getty Images

5) Allegri fuoriclasse, ancora una volta

Mancava Khedira. E allora dentro Marchisio, ma più fisicità con Barzagli, anche per avere un saltatore in più sulle palle inattive. Dani Alves troppo in forma per esser tenuto fuori, il 4-2-3-1 troppo produttivo per esser modificato. E allora ecco la mossa geniale: fuori Cuadrado, alzato il brasiliano, allargato a destra l’esperto italiano. Un 4-2-3-1 che in fase di possesso diventava 3-4-3. Lezione di tattica all’Europa. Insegna il professor Max Allegri. E non è la prima volta.

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