Getty Images

Champions League più ricca: ecco come cambiano i guadagni, c'è più peso per la storia

Champions più ricca: ecco come cambiano i guadagni, c'è più peso per la storia

Il 24/03/2018 alle 12:16Aggiornato Il 24/03/2018 alle 12:20

Dalla prossima stagione scatterà ufficialmente il trienno 2018-2021. Oltre alle novità per lo spazio ai 4 club italiani e il doppio turno a giornata, cambiano ovviamente anche le cifre destinate ai club. Una competizione sempre più ricca, ma il calcolo per la distribuzione dei premi alle squadre è cambiato. A contare di più sono i risultati sul campo, ma soprattutto storia e blasone...

La Champions League è pronta a cambiare. E questa ormai è una notizia nota. Quattro squadre fisse per l’Italia, una riforma anche a livello di orari televisivi – due sessioni a giornata, come l’Europa League – sono le notizie che da tempo ormai tutti hanno assimilato. Ciò che non è ancora stato sottolineato però è come il triennio 2018-2021 andrà a muoversi a livello di spartizione economica dei premi per i club. Già perché la nuova Champions sarà chiaramente la più ricca di sempre, con la UEFA che dovrebbe incassare dalla commercializzazione delle sue due competizioni europee (compresa quindi l’Europa League) circa 3,4 miliardi a stagione, più di un miliardo in più rispetto ai 2,3 miliardi a stagione con cui a Nyon avevano venduto il pacchetto 2015-2018.

Denari destinati a entrare anche nelle casse dei club che vi parteciperanno, ma rispetto al passato, cambia un po’ la modalità di spartizione dei premi. Vediamo come.

Quanto va ai club?

Dei 3,4 miliardi incassati dalla UEFA attraverso televisioni e sponsor, circa 2 miliardi sono destinati al montepremi della Champions League. Si tratta di un incremento importante rispetto all’1,4 miliardi di questa stagione. All’Europa League sono invece destinati 500 milioni di euro.

Come effettivamente verrà divisa la quota per ogni singolo club?

Dal prossimo anno, oltre alle 3 classiche voci premi di partecipazione, market pool e quota da calcolare sui risultati stagionali, viene introdotta anche una nuova voce, ovvero: premi da risultati storici. Il tutto così suddiviso

  • Premi di partecipazione (25%)
  • Market Pool (15%)
  • Premi da risultati stagionali (30%)
  • Premi da risultati storici (30%)

L’ultima è una novità piuttosto importante, perché va di fatto a sottrarre rispetto al passato la quota del market pool. Una voce importante degli ultimi anni per i club italiani, che più di tutti in Europa (esclusa l’Inghilterra), potevano vantare il miglior trattamento economico con la UEFA, ovvero 110 milioni di euro (138 gli inglesi, solo 87 gli spagnoli, 66 i tedeschi eccetera eccetera).

Real Madrid captain Sergio Ramos lifts the trophy after Real Madrid won the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid

Real Madrid captain Sergio Ramos lifts the trophy after Real Madrid won the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real MadridGetty Images

Il market pool (15%)

Il market pool, ovvero quella quota di denaro concessa dalla UEFA e calcolata proporzionalmente sul valore dei diritti tv nazionali, continuerà a esistere, ma come avrete già potuto intuire dalle percentuali avrà un peso nettamente inferiore rispetto al passato. Se nel triennio precedente valeva un totale di 580 milioni di euro, nel prossimo varrà 300 milioni e verrà distribuito con identici criteri.

Premi di partecipazione (25%)

Sono però aumentati i premi di partecipazione. E l’hanno fatto sensibilmente. Ogni squadra che otterrà l’accesso in Champions nel prossimo triennio incasserà 15 milioni di euro. Nel triennio precedente la quota era stata di 12,7 milioni.

Premi da risultati stagionali (30%)

Ma è forse qui che si vede il principale incremento della UEFA. Le prossime due voci sono evidentemente figlie delle pressioni fatte dai club, che hanno voluto spingere maggiormente su quelli che sono i risultati del campo (e sui risultati storici, di cui ci occuperemo in ultimo). Ogni partita giocata e ogni passaggio del turno porterà molti più soldi alle casse delle squadre. Da un semplice pareggio che passa da 500mila a 900 mila euro (nella fase a gironi), alla singola partita vinta, che da 1,5 passa a 2,7 milioni. Poi ci sono tutti i passaggi del turno: 9,5 milioni per l’accesso agli ottavi, 10,5 per quello ai quarti, per quello alle semifinali, 15 alla finale e chi vincerà la coppa potrà portarsi a casa un totale di 19 milioni di euro. Numeri parecchio in crescita rispetto al triennio precedente, come potete vedere nel dettaglio nel visual qui sotto.

Infografica guadagni nuova Champions League

La nuova voce: il ranking storico (30%)

Ma è qui che c’è la vera novità. Ovvero l’introduzione di un coefficiente di calcolo che premia “lo storico” a livello della competizione. Una sorta tabellario di incassi stilato in base al ranking del club. Potete facilmente intuire come questa voce sia stata voluta dai club più blasonati e potenti, perché di fatto un 30% della quota va a premiare "a priori" per quanto fatto in passato.

Come sottolinea il collega Fabio Licari sull’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, i club che maggiormente ne beneficeranno saranno chiaramente Real Madrid, Milan, Liverpool, Bayern Monaco e Barcellona, essendo questi i più titolati della storia. Ma il coefficiente sarà calcolato anche in base ai risultati recenti, quindi un club come la Juventus – sei volte in finale negli ultimi 21 anni – dovrebbe avere la sua discreta quota. Una voce complessiva che premierà con 32 milioni la squadra al primo posto di questo ranking, con una quota a scalare via-via fino all’ultima posizione del ranking. Insomma, per intenderci, se il Real Madrid dovesse continuare a confermarsi, diventerebbe sempre più ricca rispetto al passato in virtù di un meccanismo – per lei – sempre più virtuoso. Diverso invece sarebbe per, supponiamo, una squadra come l'RB Lipsia, che praticamente priva di storico, in un'ipotetica - e utopistica - vittoria della Champions, da questa voce non incasserebbe praticamente nulla.

0
0