Getty Images

Le 5 verità che ci ha lasciato Roma-Shakhtar Donetsk

Le 5 verità che ci ha lasciato Roma-Shakhtar Donetsk

Il 14/03/2018 alle 06:58

Di Francesco assoluto protagonista, capace di rigenerare la Roma dopo mesi di risultati non esaltanti. Dzeko torna bomber, ma Ünder si prende una giornata di pausa: non è una tragedia, è giovane e si farà... Che goduria due squadre italiane ai quarti, anche se lo Shakhtar ha deluso su tutta la linea.

1) Di Francesco è stato bravo a ricompattare il gruppo

Džeko, De Rossi, Manolas, Fazio: in tanti hanno contribuito alla vittoria della Roma, ma il protagonista assoluto è stato Eusebio Di Francesco. Tre settimane fa, in pochi avrebbero creduto in questo passaggio del turno. La sconfitta sul campo dello Shakhtar, poi quella in casa contro il Milan, c’è chi parlava addirittura di esonero o di dimissioni. Di Francesco è stato, però, bravo a ricompattare il gruppo e a dare la giusta carica in vista della sfida di ritorno. Lo avevamo detto già dopo Roma-Milan: Di Francesco più che pensare a strategie e tatticismi avrebbe dovuto fare cerchio e ridare ai propri giocatori la voglia di lottare per la maglia. Lui ci è riuscito, prima andando a vincere a Napoli, poi superando lo Shakhtar, regalando ai giallorossi il pass per i quarti di finale... E dire che la Roma non si qualificava per i quarti dalla stagione 2007-2008.

Video - Di Francesco: "Dzeko via? Ho chiesto Messi ma mi hanno detto che non può arrivare..."

01:31

Video - Di Francesco: "Dzeko mi ricorda Van Basten per caratteristiche"

01:28

2) Dzeko voleva (e vuole) essere il trascinatore di questa Roma

Il tira e molla di gennaio aveva destato molti sospetti. Džeko va via o resta? E se resta con quale atteggiamento lo farà? In molti avevano ipotizzato una catastrofe, considerando un errore l'aver trattenuto l'ex Manchester City, già promesso al Chelsea. In realtà il bosniaco è rimasto volendo assumersi, proprio, la carica di trascinatore di questa squadra, sicuro di poter dire qualcosa di importante anche nella seconda parte della stagione. Nella gara d'andata era rimasto a secco, ma ha risposto presente nel momento del bisogno. Anche lui si è 'ricaricato' dopo la partita contro il Napoli - dove ha segnato una doppietta -, e ha finalmente ha sfatato un tabù: non aveva mai fatto gol nelle gare ad eliminazione diretta della Champions. Ora che si è sbloccato, dove potrà arrivare?

Dzeko - Champions League 2018

3) Ünder è giovane e si farà...

Partita dopo partita, la crescita del giovane turco è stata esponenziale. Questa volta però, nella gara più importante della stagione, l'ex Basaksehir ha deluso. E ha deluso su tutta la linea, impalpabile davanti con movimenti senza senso, e poco utile alla fase difensiva, con Florenzi lasciato solo nel duello con Ismaily. Giusto 'bocciarlo' per questa sfida, ma ricordiamo che Ünder è ancora giovanissimo e - ovviamente - non ha grande esperienza in partite del genere. Provando, quindi, a fare un ragionamento ad ampio raggio, questo tipo di prestazione può solo aiutare il classe '97 che affronterà con un altro tipo di atteggiamento questo genere di partite. Bravissimo Di Francesco a rincuorarlo a fine gara e a tesserne comunque le lodi nonostante il 5 in pagella: “Si tratta di un ragazzo giovane. Stasera non è stato brillantissimo nelle scelte che ha fatto. Non dubitate però, avrà un grande futuro”.

" Cengiz ÜNDER 5 - In avanti non riesce a dare il suo contributo, nonostante Ismaily giochi sempre in avanti. Finisce spesso e volentieri in fuorigioco, non dà una grossa mano neanche dietro. [Le pagelle di Roma-Shakhtar Donetsk]"

4) Non è poi da buttare il calcio italiano

Dopo la Juventus, anche la Roma passa il turno. Un fatto quasi epocale avere due squadre italiane ai quarti di finale... Era da 11 anni, infatti, che non accadeva, dalla presenza di Milan e della stessa Roma ai quarti dell'edizione 2006-2007. Non ci sembra vero... Si sta vedendo finalmente un cambio di tendenza? È troppo presto per parlarne, soprattutto alla vigilia di un sorteggio che potrà essere durissimo per le nostre due squadre. Nella stagione, però, che ci porterà ad avere (di diritto) quattro squadre alla fase a gironi di Champions, è un bel segnale ripartire da queste due affermazioni. Ora avanti col tifare Lazio e Milan in Europa League!

5) Shakhtar Donetsk, belli ma non bravi

Una frase che si dice spesso: bella/o e brava/o. Non possiamo, però, dire lo stesso dello Shakhtar... La squadra di Fonseca ha giocatori fenomenali, da Marlos a Dentinho, passando per Fred, Patrick, Bernard e Taison. La colonia di brasiliani mostra all'Olimpico diversi numeri di alta scuola, che però non portano ai risultati sperati. Lo Shakhtar, infatti, oltre a non aver segnato, non è mai riuscito a tirare in porta, con Alisson che ha dovuto pagare il biglietto a fine partita per il poco lavoro svolto. Che delusione questo Shakhtar, una squadra che prometteva bene dopo aver eliminato il Napoli e aver battuto il Manchester City. Vero che la difesa della Roma comincia a far paura (0 gol subiti in casa in Champions, contro Atlético Madrid, Chelsea, Qarabag e ora Shakhtar), ma la squadra di Fonseca si è solo specchiata in se stessa. Numeri su numeri, e le conclusioni verso lo specchio? Ci si aspettava un avversario diverso all'Olimpico, capace di attaccare con profondità e pericolosità. I brasiliani si sono consolati con la maestria. Chiudiamo con una frase del grande professore Franco Scoglio, che parlava sì del bel calcio: “Io non faccio poesia. Io verticalizzo!”.

Video - Fonseca si traveste da Zorro in conferenza: Shakhtar agli ottavi, promessa mantenuta

00:45
0
0