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Sarri: "L'infortunio di Milik può essere dovuto al campo, non ho venduto io Pavoletti e Zapata"

Sarri: "L'infortunio di Milik può essere dovuto al campo, non ho venduto io Pavoletti e Zapata"

Il 25/09/2017 alle 15:56Aggiornato Il 25/09/2017 alle 20:57

Il tecnico del Napoli sfoga il proprio malessere alla vigilia della sfida di Champions League contro il Feyenoord: "E' difficile pensare che un movimento capace di generare tanti milioni di euro non riesca a garantire un terreno di gioco in condizioni accettabili, in più si gioca davvero troppo e il calendario andrebbe riformato".

È il giorno dell’operazione di Arek Milik, ma è anche la vigilia di Napoli-Feyenoord. Una partita già decisiva nel percorso dei partenopei in Champions League, specie alla luce del sorprendente ko rimediato nel primo turno contro lo Shakhtar Donetsk. A introdurla sono stati Maurizio Sarri e Jorginho.

Sarri: "E se fosse stato il campo a causare il ko di Milik?"

" Prima di tutto bisogna fare un augurio a Milik, perché guarisca in fretta. È un ragazzo sfortunatissimo. Non ci dobbiamo piangere addosso. Mi dispiace che quando parlo di certe cose vengo accusato di piangere, però nessuno ha parlato delle condizioni del terreno di gioco. E se Milik si fosse infortunato anche per questo? Un’attività che fattura così tanto e non riesce a mettere a disposizione un terreno di gioco degno, è qualcosa che fa riflettere. Per quanto riguarda le alternative tattiche, noi giochiamo ogni 72 ore... E provare è difficile. Va riformato il calendario, allora prenderà valore il lavoro delle squadre. Capisco perché anche gli allenatori parlano solo di mercato, perché il lavoro a questi livelli non conta più. Il campionato a 18 squadre ha i pro e i contro. Riduce le partite, il che è un pro. Ma riduce anche le possibilità di sognare di alcune città e, quindi, finisce per ridurre il bacino d’utenza del calcio. Io penso che si debba puntare il dito sulle nazionali, che portano via tanto tempo per lavorare. "
Maurizio Sarri Napoli 2017

Maurizio Sarri Napoli 2017LaPresse

"Non ho venduto io Pavoletti e Zapata"

" Rimpianti per aver ceduto Pavoletti e Zapata? Ti sembro il presidente? Ti sembro il direttore sportivo? Io non ho venduto nessuno. Però c’è anche ipocrisia sul fatto che si hanno possibilità di avere tanti giocatori e di avere poi le liste ristrette. Avrei dovuto lasciare fuori tanti giocatori e bisogna capire con che testa sarebbero potuti rimanere dei giocatori a fare la terza punta. Il discorso vale per tutti. Penso che se si facessero male Icardi e Higuain, sarebbero nelle stesse condizioni anche Inter e Juventus. Ma la situazione, per noi, è diversa dall’anno scorso. Quando si fece male un anno fa, non avevamo un punto di riferimento. Adesso ce l’abbiamo. Gli infortuni nel calcio ci stanno, non bisogna piangersi addosso e cercare delle alternative. La squadra caratterialmente adesso ha qualcosa in più. Gli altri anni, di fronte agli episodi negativi, si afflosciava. Adesso ha delle reazioni caratteriali forti. 40 giorni possono non fare testo, ma io spero di sì e spero che sia una caratteristica che ci porteremo dietro tutto l’anno."

"Il Feyenoord ci metterà in grande difficoltà"

" C’è retorica. Tutti quando parlano dell’Ajax, parlano di una partita difficile. Loro, però, sono arrivati davanti all’Ajax l’anno scorso e sono davanti all’Ajax adesso. E, alla fine, si parla di una partita più semplice. Hanno un mix di esperienza e giovani, sono una squadra che domani ci creerà delle difficoltà enormi. Spero che il San Paolo possa darci una mano. Nell’ultima sconfitta ho visto uno dei migliori Feyenoord della stagione, condannata da un erroraccio del portiere alla fine. È una partita difficilissima. Toglierò dal campo giocatori stanchi rispetto a sabato, ma fortunatamente abbiamo giocatori che non danno assolutamente segni di stanchezza. "
Maurizio Sarri Napoli 2017

Maurizio Sarri Napoli 2017LaPresse

Jorginho: "Vogliamo dedicare una bella vittoria a Milik"

" Ci siamo rimasti male per l’infortunio di Milik, questa cosa ci darà una motivazione in più. Giocheremo per Arek, per dedicargli una bella vittoria. Il giocatore mancherà, ma la cosa più importante è il gruppo, la rosa a disposizione del mister. Non sentiamo la pressione. Siamo sereni e tranquilli, ma soprattutto fiduciosi nella bontà del lavoro che stiamo portando avanti. Campionato e Champions sono la stessa cosa? Tutte le partite contano uguali, anche le amichevoli del giovedì. Più che all’avversario, dobbiamo pensare a fare bene il nostro gioco. Se facciamo così, non dobbiamo temere nulla."

"Contro la SPAL, due anni fa non avremmo vinto"

" Credo che si possa migliorare sempre, non credo di aver raggiunto il massimo. Credo che ci siano margini di miglioramento e sto cercando di lavorare tanto per migliorarmi ancora. Sto facendo anche un lavoro in palestra e credo di vedere i risultati negli allenamenti e in partita. La strada migliore per vincere è quella di divertirsi giocando. Ma una partita come quella contro la SPAL non l’avremmo vinta due anni fa. Stanno accadendo delle cose importanti, che ci danno ulteriori motivazioni. Cosa è cambiato? La mentalità della squadra, la voglia di portare a casa il risultato anche quando stai facendo un po’ di fatica a giocare bene. La convinzione è cresciuta. Quando si lavora insieme per tanto tempo, ci si conosce di più e si capisce dove andare a migliorare limitando il più possibile gli errori. Adesso ci conosciamo sempre di più e abbiamo tanta fiducia l’uno nell’altro."
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