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Da Belgrado a Roma, Ajax-Juventus: una classica d'Europa spesso dolce per i bianconeri

Da Belgrado a Roma, Ajax-Juventus: una classica d'Europa spesso dolce per i bianconeri

Il 15/03/2019 alle 14:43Aggiornato Il 15/03/2019 alle 18:23

Precedenti e statistiche: dalla prima delle 7 finali perse dalla Juventus, contro l'Ajax di Cruijff a Belgrado nel 1973 all'ultimo successo europeo dei bianconeri, nella notte di Roma nel 1996. Ajax-Juventus è una classica del calcio europeo, che ha però detto quasi sempre bene ai bianconeri. Due squadre oggi profondamente diverse, ma che con modalità opposte hanno una grande voglia di tornare a..

Dici Ajax e incroci inevitabilmente la storia della Champions League della Juventus. Già perché tutto, in un certo qual senso, inizia e finisce lì, contro gli olandesi. Da quella iconica foto di Cruijff in una notte di Belgrado del 1973, quando il fenomeno del calcio olandese, grazie al gol di Rep, inflisse alla Juventus la prima delle 7 delusioni in finale – alzando per altro la coppa con la maglia bianconera, retaggio di un calcio lontano, romantico e decisamente fantascientifico se trasportato ai nostri giorni (l’avreste mai visto, un Messi, nel 2015, farsi le foto di ritiro a Berlino con la maglia scambiata con uno juventino?) – alla notte di Roma nel 1996, ultimo trionfo europeo di una Juventus che da lì in poi, di fatto, si è clamorosamente fermata alla voce ‘argenteria internazionale’ (aggiungendo però supercoppa europea e intercontinentale di quella edizione).

Juventus, con l'Ajax precedenti dolcissimi

Belgrado esclusa, però, per la Juventus, l’Ajax rappresenta un buonissimo ricordo a livello internazionale. Nelle sfide andata e ritorno i bianconeri hanno sempre passato il turno, lasciando per altro alcune pagine storiche all’interno della competizione. Una su tutte, nella Champions league 1996/97, ovvero l’anno successivo al trionfo dei bianconeri. Una straordinaria Juventus guidata da Marcello Lippi e da un attacco stellare – si impose vincendo 2-1 nella neonata Amsterdam Arena – e addirittura 4-1 al Delle Alpi (in quell’occasione Zidane segnò una delle sue reti più belle in maglia juventina, con finta a far scontare difensore e portiere per poi infilare il gol ciliegina).

La formazione della Juventus nella semifinale d'andata con l'Ajax della Champions 96/97. Vittoria Juve 2-1 ad Amsterdam

La formazione della Juventus nella semifinale d'andata con l'Ajax della Champions 96/97. Vittoria Juve 2-1 ad AmsterdamImago

Poi, chiaramente, il trionfo di Roma, con un match trascinatosi fino ai rigori – Ravanelli e Litmanen nei regolamentari – solo per le sciagure dei bianconeri sottoporta, che con Vialli in particolare fallirono almeno 3 occasioni nitidie. Al di là di questo, però, i numeri parlano chiaro: il bilancio è di 8 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, con 22 goal realizzati e 11 goal incassati. Non fa difetto l’ultimo precedente, risalente all’Europa League 2009/10, con una vittoria in trasferta della Juventus (2-1, doppietta di Amauri) e uno 0-0 a Torino che qualificò poi i bianconeri.

1996, la Juventus festeggia la sua ultima Champions League vinta grazie al successo sull'Ajax nella finale di Roma, Ap/LaPresse

1996, la Juventus festeggia la sua ultima Champions League vinta grazie al successo sull'Ajax nella finale di Roma, Ap/LaPresseLaPresse

Juventus favorita: lo dice anche il momento

Juventus favorita dunque dai precedenti, e in un certo modo anche dal momento. A meno di un mese dal confronto con gli olandesi, la sensazione è che dall’incrocio pericoloso col baratro a nome ‘Atletico Madrid’ la Juve sia uscita più forte che mai. Non tanto per la portata di un risultato mai ottenuto prima (ribaltare un 2-0 subito fuori casa), quando per l’acquisizione collettiva della consapevolezza dei propri mezzi. La Juventus ha giocato la sua miglior partita nel momento più complicato, anche dal punto di vista della gestione mediatica. E aver visto il fallimento ad un passo reagendo in quella maniera, non può non essere considerato un fattore da qui in poi.

Ajax, 16 anni di attesa da onorare

Come certamente sarà un fattore la voglia dell’Ajax di continuare a stupire. Il successo fragoroso sul Real Madrid ha rilanciato una nuova pagina per il club, tornato ai fasti internazionali più prestigiosi – ovvero l’elite delle prime 8 squadre d’Europa - 16 anni dopo l’ultima volta, quando una generazione di ottimi giocatori – tra cui spiccava un tale Zlatan Ibrahimovic – fu privata della semifinale solo da un gol a tempo scaduto di Inzaghi (anche se il tabellino recita Tomasson, impossibile non attribuire a Superpippo quel gol del 3-2 che qualificò il Milan dopo lo 0-0 di Amsterdam).

Il celebre "gol di Inzaghi" nei quarti di finale di Champions League 2002/03: ultima volta dell'Ajax tra le prime 8 d'Europa

Il celebre "gol di Inzaghi" nei quarti di finale di Champions League 2002/03: ultima volta dell'Ajax tra le prime 8 d'EuropaImago

Chissà se i giovani Lancieri, guidati da giocatori in ottica bianconera come De Ligt, piuttosto che già futuri blaugrana come de Jong – oltre che gli incantevoli uomini di esperienza come Tadic o Blind – e i talenti di Ziyech e Neres, sapranno portare quel passo in più – la semifinale – che manca proprio dalla partita citata poco sopra, ovvero la semifinale con la Juventus dell’edizione 1996/97 di questa competizione.

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De Ligt, de Jong e non solo: un'infornata che può fare la storia

Un traguardo mai più raggiunto anche – e soprattutto – per le dinamiche di un calcio che proprio da quegli anni iniziò il suo inevitabile processo di trasformazione. La fucina di talenti prodotta dalla scuola olandese e dal vivaio dell’Ajax, subì più delle altre le conseguenze della rivoluzione portata dalla sentenza Bosman e da un business fattosi iper-miliardario nel giro di un nulla. Trasformatosi in un pallone di procure e procuratori, tanti giovani tutt’oggi spariscono ancora acerbi dalle scuole calcio del paese, attratti da denari (certi) e prospettive (assai meno certe) – soprattutto in Inghilterra. Un leitmotif in epoca recente spesso poi trasformatosi in boomerang per un sacco di "promesse", sparite nel nulla o tornate mestamente in patria. Un processo che è parte della spiegazione della sparizione dell’Ajax dai radar internazionali per così lungo tempo; e che questa infornata di grande livello – sopravvissuta fin qui in qualche modo a tutti i richiami internazionali – e a cui sono stati uniti uomini d’esperienza come Bilnd e Tadic, ha saputo riportare ad antico splendore. Sapranno fare ulterirmente la storia? Con la Juventus, di certo, l'occasione sarà di quelle da ricordare.

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