Getty Images

I segreti dell'Ajax, la macchina da calcio che sta facendo innamorare l'Europa

I segreti dell'Ajax, la macchina da calcio che sta facendo innamorare l'Europa

Il 17/04/2019 alle 12:27Aggiornato Il 17/04/2019 alle 15:23

Viaggio alla scoperta del virtuoso modello Ajax, la squadra che a suon d'imprese in Champions League sta facendo innamorare tutti gli appassionati di calcio. L'ultima vittima in ordine di tempo è stata una Juventus annichilita dal calcio totale "made in Ajax". Dove può arrivare la squadra dei ragazzini terribili? Sacrosanto non porsi limiti, arrivati a questo punto.

" Stiamo ancora plasmando la storia"

I numeri del'impresa

La portata dell’impresa è storica: per la prima volta in assoluto nelle competizioni europee una squadra si toglie lo sfizio di battere Real Madrid e Juventus a domicilio nell’arco della stessa stagione. Per l’Ajax si tratta di un dolce ritorno alle semifinali della massima competizione per club dopo la bellezza di 22 anni, traguardo raggiunto dai lancieri in nove occasioni. Un traguardo raggiunto dopo aver superato tre turni preliminari (Sturm Graz, Standard Liegi e Dinamo Kiev): nessuna squadra si era mai arrampicata fino alla semifinale dopo essere uscita indenne da tale estenuante cammino. Dopo 14 anni una squadra che non appartenga ai top 5 campionati entra dunque nel gotha delle quattro squadre migliori d’Europa: l’ultima a riuscirci era stato il PSV Eindhoven di Guus Hiddink; la bandiera d’Olanda torna a sventolare dopo anni di travagliato assestamento e trascurabili comparsate in Champions.

I fatturati non fanno la felicità

I successi dell’Ajax di ten Haag non nascono certo dalla potenza finanziaria: con 92 milioni i lancieri si sono affacciati alla fase a eliminazione diretta della Champions con il peggior fatturato del lotto delle 16 squadre più forti d'Europa (dati Kpmg Football Benchmark). L’intero Ajax, pensate, a livello di monte ingaggi vale 54,5 milioni, 5 milioni in meno rispetto all’ammontare degli stipendi che guadagnano 6/11esimi dei giocatori della Juventus scesi in campo ieri sera all'Allianz Stadium.

Juventus-Ajax, la differenza di monte ingaggi

No, il segreto del successo della squadra del momento non va ricercato nei forzieri societari…

" Se giochiamo bene, è normale che dei giocatori se ne vadano. Non siamo Real Madrid, Barcellona, Manchester City o Juventus. Dipende dall'economia del calcio ma noi siamo creativi nella costruzione di una squadra, con equilibrio. Giochiamo con una filosofia e lo faremo anche nei prossimi anni. Lotteremo per ogni giocatore, spero di non perderne troppi: se ne andranno diversi ma il vivaio dell'Ajax è forte. Abbiamo visto Ekkelenkamp, come lui ce ne sono altri forti. Lo scouting si sviluppa, se alcuni se ne vanno, ne prenderemo altri forti per andare avanti e per crescere: ricominceremo da zero ogni stagione (Erik ten Haag)"

I segreti di un modello virtuoso

L’Ajax è prima di tutta la più prestigiosa scuola calcio d’Europa nonché fucina di talenti senza eguali. Dal vivaio “puro” sono usciti ad esempio Matthijs de Ligt e Donny van de Beek, pilastri dell’Ajax attuale e uomini-gol al ritorno contro la Juventus. Frenkie de Jong, perno del centrocampo, è transitato nel Jong Ajax (squadra riserve, costellata di giovani prospetti, che milita nella seconda serie olandese) dopo esser cresciuto nelle giovanili del Willem II. L’Ajax è un modello virtuoso in cui i giovani talenti raggiungono il loro pieno sviluppo prima di essere ceduti alle grandi d’Europa, consentendo al club di perfezionare ingenti plusvalenze. La perdita dei giocatori cardine non può che risultare sanguinosa, ma viene colmata con la promozione dei gioiellini del vivaio nelle prima squadra (se non avete ancora sentito parlare di Jurgen Ekkelenkamp, Noa Lang e Dani de Wit è solo questione di tempo), con l’acquisizione di giocatori dal dna da Ajax e dalla comprovata esperienza nel campionato olandese (vedi Dusan Tadic), oppure grazie all’attività di scouting tesa a bruciare la concorrenza su giovani prospetti ancora sconosciuti al grande pubblico (Răzvan Marin dello Standard Liegi è stato già “firmato” come sostituto di de Jong). La ciambella non sempre riesce col buco ma, dalla finale di Europa League raggiunta nel 2017, il trend è in costante ascesa e la programmazione ha pagato eccome.

Ajax famiglia allargata

Aaron Winter vice allenatore della prima squadra, Richard Witschge assistente, Michael Reiziger allenatore del Jong Ajax e Winston Bogarde suo vice, Marc Overmars direttore sportivo, Edwin van der Saar direttore generale, Danny Blind membro del comitato direttivo: come è facile intuire, eccezion fatta per l’allenatore della prima squadra, in quel di Amsterdam vige la filosofia de “l’Ajax ai lancieri” con alcuni dei più grandi calciatori della storia del club a occupare ruoli chiave nei quadri dirigenziali. Non solo. Una volta abbandonato il club per raggiungere i più dorati lidi europei alcuni giocatori scelgono di effettuare il percorso inverso riabbracciando la casa madre: è successo con Daley Blind e si vocifera possa ripetersi in futuro con Toby Alderweireld e Jan Vertonghen. Perché l’Ajax forgia talenti puri, votati al calcio al totale e al contempo uomini di mondo, ma in qualche modo il senso di appartenenza viene cementato e come un fiume carsico prima o poi riemerge in superficie.

Video - Agnelli: "Complimenti all'Ajax, ma siam passati dal 43° al 5° posto nel ranking. Avanti con Allegri"

01:50
0
0