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Juventus-Ajax: occhio, può essere più difficile che all’andata

Juventus-Ajax: occhio, può essere più difficile che all’andata

Il 15/04/2019 alle 07:15Aggiornato Il 15/04/2019 alle 07:23

Prima di atterrare sull’Ajax di domani, non si può non tornare al decollo di sabato, la sconfitta di Ferrara con i bebè in campo.

Si è gridato allo scandalo, al vilipendio della lotta-salvezza. Quello che ha fatto Allegri, l’ha fatto Valverde in Huesca-Barcellona 0-0, l’ultima contro la prima: turnover massiccio in vista della replica con lo United. Gigi Garanzini ha scritto su "La Stampa" di ieri: "E allora che si fa? Si deferiscono Juve e Barça? Oppure si prova timidamente a domandare all’Uefa perché mai, per esempio, tra andata e ritorno negli ottavi passino tre settimane mentre nei quarti e nelle semifinali una soltanto? Anzi sei giorni".

Por qué, appunto. E adesso Champions. Ad Amsterdam, mercoledì, finì 1-1. L’Ajax giocò meglio, la Juventus soffrì e seppe reagire all’inferiorità alla quale la zavorra di Mandzukic, una colonna fino a Natale, l’aveva costretta.

Ten Hag ha un unico problema: il recupero di De Jong, infortunato nell’ultima di campionato. C’è poi la squalifica di Tagliafico, attutita dal rientro di Mazraoui. A parte le condizioni di Chiellini ed Emre Can - titolari che, se in salute, giocherebbero a occhi chiusi - Allegri deve tagliare un nodo complicatissimo per le sue forbici: Mandzukic o Kean. Cioè: l’esperienza appannata o l’inesperienza frizzante.

Dipende dalla partita che vorrà impostare. Una settimana fa optò per un classico della nostra scuola: difesa e contropiede. E allora sarebbe stato più indicato Douglas Costa o lo stesso Kean. Allo Stadium che cosa bollirà in pentola? Di sicuro, l’Ajax tratterà l’1-1 come l’1-2 con il Real: fregandosene. Allegri, parafrasando Oscar Wilde, dovrà resistere a tutto, comprese le tentazioni di gestire (troppo) il risultato, di aspettare (troppo) gli eventi.

Al netto degli episodi che potrebbero sabotare la trama, non riesco a immaginarmi un Ajax rannicchiato in puro stile Cholo. Ciò premesso, se si salta il pressing «alto» si aprono praterie: con juicio, dunque, ma adelante. Il Real di Solari avrebbe potuto farne un paio, prima di crollare.

E’ verosimile che Cristiano abbia incrementato le scorte post lesione, ed è sperabile che la squadra tutta sappia ribadire i livelli toccati contro i guerrieri dell’Atletico. Attenzione, però: dagli ottavi alla sfida in Olanda ha segnato solo il marziano. Quattro gol: tre di testa e uno su rigore. E’ il motivo per cui l’hanno preso e strapagato, non discuto, ma qualcuno che gli stia vicino e gli dia una mano non guasterebbe. Mi butto: Kean.

Paradossalmente, la gara si annuncia più scabrosa dell’ultima. Senza appello, con i supplementari e i rigori come zattera estrema. Proprio per questo, ripeto, andrà dosato bene il piano di volo. Palla al piede, l’Ajax è grande; palla agli altri, un po’ meno. Serve una Juventus, coraggiosa, che ricavi il massimo dal suo calcio «parziale». Il Dybala spallino e i ricorrenti acciacchi di Douglas Costa sottraggono preziose cartucce al tecnico.

Ecco perché non mi schiodo: Juventus 55% Ajax 45%.

Le vostre quote? Le vostre sensazioni? Mandzukic o Kean?

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