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Allegri, lo specialista delle imprese in trasferta che deve affidarsi al fattore Stadium

Allegri, lo specialista delle imprese in trasferta che deve affidarsi al fattore Stadium

Il 15/04/2019 alle 15:37Aggiornato Il 15/04/2019 alle 15:44

Nelle gare a eliminazione diretta, tutte le migliori prestazioni della Juventus di Allegri, sono arrivate prima di questa stagione lontano da Torino. Dalla Champions League 2015, in cui la Juventus arrivò in finale giocando sempre 'fuori' il ritorno, alle varie imprese (o quelle sfiorate). Un tecnico 'da trasferta' che prova ad affidarsi però al fattore Stadium. Sperando che...

Fattore Stadium, parte seconda. Dopo l’impresa degli ottavi di finale contro l’Atletico Madrid, Massimiliano Allegri e la sua Juventus provano alla forza tra le mura amiche.

Juventus Stadium che nella sua storia è sempre stato un alleato fedele dei bianconeri in coppa, anche se le ultime statistiche sono piuttosto curiose.

Juventus, i numeri recenti

Già perché la matematica a volte pare giocare brutti scherzi; e i numeri vanno un po’ interpretati. La Juventus infatti prima delle ultime 5 partite di Champions, aveva perso in 45 match disputati a Torino solo due volte. Poi, Real Madrid nell’andata dei quarti della passata edizione e Manchester United quest’anno nei gironi, hanno inflitto 2 ko casalinghi ai bianconeri nelle ultime 5 uscite. Il fattore Stadium si è fatto meno indicativo?

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Vittorie Pareggi Sconfitte
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Allegri, l'esperto dei ritorni in trasferta

Proverà a capirlo anche lo stesso Massimiliano Allegri, da sempre fan del cammino opposto. In più di una conferenza stampa di Champions, il tecnico toscano aveva espresso il suo credo in un differente partito: quello del ‘ritorno in trasferta’ come piccolo vantaggio. Non a caso, il suo primo cammino vincente in Champions League – quello che portò alla finale di Berlino 2015 – arrivò tutto attraverso le gare di ritorno giocate in casa degli avversari: lo 0-3 di Dortmund contro l’ultimo Borussia di Klopp negli ottavi; lo 0-0 di Monte-Carlo contro il Monaco nei quarti; l’1-1 di Madrid contro il Real nella semifinale segnata dal gol dell’ex Morata. Oppure nel 2017, quando dopo il 3-0 dell’andata a Torino la Juventus andò a giocare una delle sue partite più solide di sempre al Camp Nou bloccando il Barcellona di Messi&co. sullo 0-0. Persino nelle eliminazioni la Juve ha fatto grandi match fuori dallo Stadium. Le due migliori interpretazioni di Allegri in Europa sono il beffardo ko di Monaco di Baviera, agli ottavi dell’edizione 2016; e l’incredibile 1-3 al Bernabeu della scorsa stagione deciso dall’ormai famoso rigore di Oliver a tempo scaduto.

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Allegri insomma ha sempre dimostrato la sua forza, nella fase degli scontri diretti, lontano dalle mura amiche. Eppure è allo Juventus Stadium che i bianconeri dovranno fare la differenza quest’anno se vorranno arrivare in fondo. Il match con l’Atletico Madrid è chiaramente di buon auspicio, con il 3-0 di qualche settimana fa come miglior spot anche per la sfida con l’Ajax; ma al di là di questa partita, anche l’eventuale semifinale contro Tottenham o Manchester City avrebbe il ritorno a Torino.

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Il premio: una semifinale dove la Juve non perde (quasi) mai

Una filosofia in cui ‘l’esterofilo’ Allegri dovrà provare a convertirsi nel più breve tempo possibile, consapevole al tempo stesso, nel sempre delicato gioco di statistiche e precedenti, che in caso di semifinale nessuno in Europa ha fatto come la Juventus. Già perché nel paradosso della peggior squadra in finale di Champions League – 7 sconfitte su 9 partecipazioni – c’è anche quello della miglior squadra di Champions League in semifinali, con 9 passaggi del turno su 11 partecipazioni. Numeri che fanno generalmente ‘impazzire’ i tifosi juventini, bravissimi ad arrivare lì salvo poi sciogliersi sul più bello.

I giocatori della Juventus festeggiano il passaggio in finale di Champions League dopo aver eliminato il Monaco nel 2017. 9a semifinale passata su 11

I giocatori della Juventus festeggiano il passaggio in finale di Champions League dopo aver eliminato il Monaco nel 2017. 9a semifinale passata su 11 Getty Images

Ajax, casa o trasferta cambia poco

Un passo però che verrà affrontato, eventualmente, da mercoledì mattina in poi. Prima c’è l’Ajax, che tra le sue forza può certamente vantare la totale indifferenza al concetto casa/trasferta. La squadra di Ten Hag – questo è certo – si presenterà infatti a Torino forte della sua filosofia. I Lancieri infatti, dopo aver espugnato il Bernabeu ribaltando un 1-2 subìto in casa, si presenteranno senza dubbio con la spavalderia che ne ha ormai contraddistinto le prestazioni in Europa. Un concetto ormai ben assorbito dalle giovani e talentuosi menti dei biancorossi olandesi, che indifferenti al palcoscenico e al contorno giocheranno nell’unica maniera che conoscono: pimpante, ambiziosa, propositiva. Chissà se basterà anche questa volta, o se quel volpone di Allegri avrà trovato il modo di tarpare le ali a una squadra che vola.

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