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La fine di Simeone e del Cholismo: il non gioco non paga più e la Juventus ne ha approfittato

La fine di Simeone e del Cholismo: il non gioco non paga più e la Juventus ne ha approfittato

Il 13/03/2019 alle 16:56

Questa volta la difesa ad oltranza non ha pagato. Anche sul 2-0 per la Juventus, con un risultato che avrebbe portato tutti ai supplementari, l'Atlético ha continuato a difensersi, sperando di prolungare il match senza provare mai ad attaccare. Ronaldo aveva 'fame' e ha regalato un 3-0 che è già un pezzo di storia per il club bianconero.

Loro sono stati più bravi. Nel primo tempo non siamo stati capaci a trovare le giuste posizioni, mentre loro sono arrivati diverse volte in area. Continuavano a creare pericoli e noi dovevamo difendere. Noi abbiamo preparato tutte le situazioni, dobbiamo far loro i complimenti, sono stati più bravi di noi, è andata così ed hanno meritato la vittoria

Questo il commento a caldo di Diego Simeone, il vero sconfitto della sfida Juventus-Atlético. Se all'andata aveva imbavagliato i giocatori bianconeri, costringendo Ronaldo e Dybala a stare fermi sulle fasce, al ritorno il tecnico argentino non è riuscito a rispondere concretamente all'assetto tattico imposto dal collega Allegri. Il suo non gioco, ormai caratteristico a tutta Europa, questa volta non ha pagato. Il 2-0 dell'andata sembrava impossibile da rimontare, considerando le difficoltà di fare gol all'Atlético, ma prima Allegri e poi - soprattutto - Ronaldo sono riusciti a smontare pezzo per pezzo tutte le certezze del Cholismo.

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Garra, difesa e Griezmann: cose che non si sono viste allo Stadium

Le armi di Simeone sono sempre state chiare. Da quando si è seduto sulla panchina dell'Atlético Madrid, il tecnico argentino ha impostato una squadra totalmente devota all'agonismo fisico. Essere superiori sotto l'aspetto fisico, talvolta, può fare la differenza, maggiormente dell'essere superiore sotto l'aspetto tecnico-tattico. Ecco spiegato come l'Atlético sia stato capace, in questi anni, di giocare 2 finali di Champions League e 2 finali di Europa League. Il tutto abbinato ad una perfetta fase difensiva e alla verve dei propri attaccanti: Diego Costa nella prima fase del Cholismo, Griezmann in queste ultime stagioni. Questa volta, però, il “piano partita” non ha funzionato. Contro una Juventus che l'ha voluta mettere sul piano del gioco, aspetto visto poche volte anche in casa Juve, l'Atlético non è riuscito a rispondere. Chi aveva la maggiore garra? Ce l'aveva la Juventus, con pressing alto e gran dinamismo a centrocampo. Anche sul piano fisico, possiamo dire, che l'Atlético sia stato schiantato dalla Juventus. La difesa? La coppia Chiellini-Bonucci, aiutata da Emre Can, è stata fenomenale sul duo Griezmann-Morata mentre dall'altra parte nessuno riusciva a raddoppiare su Ronaldo, anzi. Proprio sui gol presi, è stata imbarazzante la fase difensiva della squadra di Simeone. Infine l'attacco: Morata si è rivelato inadeguato al compito, forse non avvezzo al gioco-non gioco di Simeone, mentre quello che è mancato è stato Griezmann. Il francese è stato isolato dalla difesa della Juventus, ma anche lui ci ha messo del suo. E l'Europa degli ultimi anni ce lo ha insegnato, quando Griezmann non è in partita all'Atlético non basta la sua solita garra.

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La prima volta che il Cholo si fa rimontare, la prima volta che la Juventus rimonta da uno 0-2

Per la Juventus è stata una serata a dir poco storica. Mai nella propria storia la formazione bianconera era riuscita a rimontare da uno 0-2 di partenza in trasferta. Al contrario, Simeone non aveva mai subito una rimonta dopo una vittoria nella gara d'andata. Ronaldo e compagni, infatto, hanno anticipato quello che era un naturale fine ciclo dell'Atlético e del Cholismo. Nonostante una buona gara d'andata, con quel 2-0 che sembrava aver già chiuso i conti, l'Atlético non è stato capace di replicare lo stesso calcio allo Stadium. Difesa ad oltranza, anche sul 2-0 per la Juve, con la speranza di prolungare la gara ai supplementari. Una chanche per Morata nel primo tempo e un affondo tentato da Correa nel finale, proprio dopo aver subito il 3-0 di Ronaldo su rigore. Questo è il misero bottino prodotto dall'Atlético nei 90 minuti e passa dell'Allianz. Davvero poca cosa per una squadra che ambiva ad arrivare alla finale del Wanda Metropolitano, ma sempre con lo stesso gioco, senza riuscire ad evolversi.

" All. Diego SIMEONE, voto 5 - Si presenta a Torino con 2 gol di vantaggio e imposta una partita che più difensiva non si può. Dopo dieci minuti l'Atletico è già tutto dietro la linea del pallone a cercare il rinvio lungo sperando in un guizzo là davanti di Griezmann e Morata. Atteggiamento che in Champions non può portare lontano: e infatti paga un conto salatissimo e rimedia forse la sconfitta più pesante della sua gestione, almeno dal punto di vista tattico. [Le pagelle di Juventus-Atletico]"

Le rimonte non andate a buon fine contro l'Atlético

Partite Risultato
Atletico-Bayern Monaco (semifinale stagione 15/16) 1-0 all'andata; 1-2 al ritorno
Atletico-Leicester City (quarti stagione 16/17) 1-0 all'andata; 1-1 al ritorno
Atletico-Sporting (quarti Europa League stagione 17/18) 2-0 all'andata; 0-1 al ritorno

Il Cholismo: si può replicare al di fuori dell'Atlético Madrid? Sarebbe conveniente?

Come dicevamo, questo può essere stato il canto del cigno per il Cholismo, almeno all'Atlético Madrid. Godin verso l'Inter, Griezmann verso il Barcellona, Saul e Teye Partey verso la Premier. È possibile che ci sia presto una fuga dall'Atlético, e quindi anche Simeone torna in discussione. Quale sarà il suo futuro? L'Inter ci ha provato, ma non c'erano solo i nerazzurri nella lista dei pretendenti per l'ex allenatore del Catania. Questo 3-0, però, non lo 'prendiamo' come una sconfitta dell'Atlético, ma proprio come una sconfitta di Simeone. Ogni squadra che voglia far partire un progetto vincente, anche e soprattutto in Europa, farebbe bene ad ingaggiare il Cholo? Quelle dell'argentino sono state armi efficaci per un eccellente cammino in Europa, ma come dice il palmarès, non sono state sufficienti per vincere delle Champions. L'Inter ci pensi, le altre big anche...

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