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Le 5 verità di Juventus-Ajax: Ronaldo non può fare tutto da solo, Allegri sotto accusa

Le 5 verità di Juventus-Ajax: Ronaldo non può fare tutto da solo, Allegri sotto accusa

Il 17/04/2019 alle 07:05Aggiornato Il 17/04/2019 alle 09:13

Eliminazione netta per i bianconeri, surclassati dagli olandesi sul piano del gioco sia ad Amsterdam che a Torino. CR7 non sbaglia mai le partite che contano, ma stavolta sul piatto della bilancia pesano anche gli errori di Allegri, che legge male la doppia sfida con i Lancieri. E ora la squadra di Ten Hag può andare fino in fondo: nessuno gioca come De Ligt e compagni.

1) Allegri e quel salto di qualità in Europa che non arriva mai

La Juventus vista contro l'Ajax è sembrata una squadra timida, confusa e rinunciataria. Raramente (forse mai) da quando esiste lo Stadium si è vista una squadra sbarcare a Torino con la chiara intenzione di dettare legge imponendo il proprio calcio. Complimenti all'Ajax, senza dubbio. Ma il passo falso con i Lancieri non è l'unico in una Champions affrontata troppo spesso con un atteggiamento rinunciatario dai bianconeri, vedi la prova del Wanda Metropolitano contro l'Atletico Madrid o la stessa gara d'andata ad Amsterdam contro i Lancieri. A caldo il presidente Andrea Agnelli ha riconfermato il tecnico livornese e lo stesso allenatore ha detto a chiare lettere di voler rimanere. C'è da metabolizzare questa sconfitta, poi ci sarà tempo per sedersi intorno a un tavolo e ragionare. Una cosa è certa: per tornare finalmente sul tetto d'Europa ai bianconeri serve uno scatto in più dal punto di vista della personalità. Bisogna, in altre parole, alzare l'asticella: Allegri è l'uomo giusto?

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2) Ronaldo impressionante, ma stavolta non è bastato

Cristiano Ronaldo si conferma implacabile quando le partite contano. La scorsa estate Juventus l'aveva comprato proprio per questi appuntamenti e CR7 non ha deluso. Nella fase a eliminazione diretta è stato l'unico bianconero ad andare a segno: tripletta all'Atletico Madrid al ritorno e due reti all'Ajax (una ad Amsterdam e una al ritorno a Torino). Lo score di Ronaldo ai quarti di finale di Champions è di 25 gol in 22 presenze. Un rendimento stratosferico, che tuttavia contro l'organizzazione di gioco perfetta dell'Ajax non è stata sufficiente. Dal 2011 il portoghese aveva sempre raggiunto almeno le semifinali di Champions: stavolta anche a lui tocca assaporare l'amarezza di quello che si può definire un fallimento.

3) Atteggiamento sbagliato e deficit di personalità: Juve, non era la tua Champions

In casa Juventus l'eliminazione brucia soprattutto nel modo in cui è arrivata. L'Ajax - è giusto sottolinearlo - ha ampiamente meritato il passaggio del turno dominando per larghi tratti sia ad Amsterdam che a Torino. Il calcio giocato dai Lancieri nel secondo tempo all'Allianz Stadium rimarrà scolpito negli annali per qualità e intensità. Resta il fatto che il cammino europeo della Juventus è stato troppo altalenante, a prescindere dalla doppia sfida con gli olandesi. Due sconfitte nella fase a gironi contro Manchester United e Young Boys, il secco 0-2 contro l'Atletico Madrid nell'andata degli ottavi e l'1-2 fatale con l'Ajax: troppi scivoloni, troppi passaggi a vuoto per una squadra che si presentava ai blocchi di partenza da favorita.

4) Stanchezza e infermeria piena nel momento clou della stagione

Chiellini, Mandzukic e Douglas Costa fuori, in più Dybala costretto a uscire dopo i primi 45 minuti. La Juventus si è presentata all'appuntamento più importante della stagione con assenze pesanti. Mandzukic è alle prese con un problema al ginocchio che si trascina da troppo tempo, Chiellini e Douglas Costa sono stati fermati da problemi muscolari. Sfortuna? Fatalità? Si può leggerla così, ma sarebbe riduttivo. La sensazione è che qualcosa nella strategia bianconera non abbia funzionato nel migliore dei modi: con un campionato stravinto e una lotta scudetto di fatto mai esistita, il dubbio che le energie si sarebbero potute dosare meglio rimane.

Paulo Dybala

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5) L'Ajax non può più nascondersi: può vincere la Champions

Erik Ten Hag ha costruito un Ajax da favola. Nessuno in Europa gioca come i Lancieri: ruoli intercambiabili, fraseggi corti in ogni zona del campo, possesso palla da urlo persino nell'area avversaria e un ritmo insostenibile. E soprattutto un atteggiamento che non cambia di una virgola al cambiare del risultato. Sia all'andata che al ritorno i Lancieri sono passati in svantaggio (senza meritarlo) ma nonostante questo non hanno smesso di creare gioco. Il loro gioco, unico e irripetibile. E dopo avere eliminato il Real Madrid agli ottavi incantando al Bernabeu e la Juventus ai quarti, ora gli olandesi non possono più nascondersi e si candidano ad andare fino in fondo. La finale di Madrid non è un miraggio, anzi. Mettendo sul piatto della bilancia la qualità del gioco, i ragazzi di Ten Hag sono favoriti.

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