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Le 5 verità di Juventus-Atletico Madrid: Ronaldo in versione monstre, il riscatto di Allegri

Le 5 verità di Juventus-Atletico Madrid: Ronaldo in versione monstre, il riscatto di Allegri
Di Eurosport

Il 13/03/2019 alle 07:05Aggiornato Il 13/03/2019 alle 09:58

I bianconeri giocano una partita superba, trascinati da un portoghese devastante. Meriti ad Allegri che azzecca tutte le scelte, ma la sconfitta è anche figlia di un Atletico lontano parente di quello visto all'andata, tradito dai suoi uomini migliori.

1) Ronaldo finalmente in formato Champions

Eccolo qui il portoghese in versione europea. La prestazione di CR7 ha ricalcato le sue migliori interpretazioni di Coppa negli anni d’oro del Real, facendo fregare le mani al popolo juventino per la tripletta d’autore che è valsa il clamoroso ribaltone. I bianconeri hanno scoperto in un colpo solo lo straordinario feeling che lega il 5 volte Pallone d’Oro a questa competizione, “bagnata” anche con la nuova maglia dopo l’unico (bellissimo) gol segnato in questa stagione, nella gara con lo United. Quello dello Stadium è il suo ottavo hat trick in Champions League, record alla pari di un altro mostro sacro del calcio contemporaneo. Indovinate chi?

2) Simeone stavolta sbaglia tutto: il suo Atletico è irriconoscibile

Simeone ha costruito le sue fortune all'Atletico Madrid preparando minuziosamente ogni partita e prestando attenzione ai minimi dettagli. Proprio per questo fa una certa impressione vedere una squadra del Cholo giocare in modo così sfilacciato e - soprattutto - così rinunciatario. Impostare una gara difensiva dopo il 2-0 dell'andata è una scelta rispettabilissima, ma farlo arretrando fin dai primi minuti i due centrocampisti esterni sulla linea dei terzini lo è decisamente meno. I Colchoneros tornano da Torino senza avere mai tirato in porta: per quanto visto nel 180 minuti, l'eliminazione è meritata.

Uno scontro di gioco tra Juventus e Atletico Madrid durante la gara di ritorno degli ottavi di Champions League

Uno scontro di gioco tra Juventus e Atletico Madrid durante la gara di ritorno degli ottavi di Champions LeagueGetty Images

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3) Il riscatto di Allegri

La vittoria sull'Atletico Madrid è anche il trionfo e la rivincita di Massimiliano Allegri. Criticato negli ultimi mesi per prestazioni giudicate non all'altezza del valore della rosa, questa volta l'allenatore toscano ha messo d'accordo tutti. Coraggiose e decisive le scelte di schierare dall'inizio Spinazzola e Bernardeschi, i migliori in campo insieme a Ronaldo. Sorprendente nell'abbassare Emre Can e far salire Cancelo, dando respiro alla manovra di Pjanic. Bravo a spronare i suoi nella partita dell'anno e motivare chi è entrato dopo, come dimostrano le buone prove di Dybala e Kean. Insomma, una serata perfetta.

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4) Fantasma Morata: flop totale davanti ai suoi ex tifosi

La prestazione di Alvaro Morata è la fotografia della notte da incubo dell'Atletico Madrid. Davanti ai suoi ex tifosi e nel suo ex stadio, lo spagnolo gioca sotto ritmo, viene cancellato dal campo da Chiellini e Bonucci e dopo il 2-0 di Ronaldo dà la sensazione di non crederci più togliendo anche la gamba in qualche contrasto. Suo l'errore a metà campo da cui parte l'azione dell'1-0 della Juve. Ha una sola palla buona, ma la sua girata di testa da pochi passi finisce alta.

5) Vittoria storica che dà consapevolezza

Perdere 2-0 la gara d'andata in campo europeo era un risultato che, storicamente, condannava la Juventus. Non questa volta, non con la straordinaria prova corale sublimata dal singolo. I bianconeri riescono dove non ce l'avevano mai fatta e per forza di cose, una vittoria del genere non può che inondare di autostima e consapevolezza la squadra di Allegri. Ai quarti sarà tutta un'altra storia e le grandi avversarie non mancheranno: il Manchester City, una tra Liverpool e Bayern, il Barcellona se supererà in casa l'ostacolo Lione dopo lo 0-0 dell'andata. Ma la Juventus non può che trarre nuova forza dopo aver rischiato di soccombere ed essere tornata al massimo splendore quando in tanti credevano non fosse possibile.

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