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Le 5 verità di Roma-Porto: Dzeko trascinante, Zaniolo fa la differenza anche in Europa

Le 5 verità di Roma-Porto: Dzeko trascinante, Zaniolo fa la differenza anche in Europa

Il 13/02/2019 alle 09:05Aggiornato Il 13/02/2019 alle 11:07

Nella gara di andata degli ottavi, Edin Dzeko ha fatto la differenza per i giallorossi. Le copertine sono ancora per Nicolò Zaniolo, la più giovane doppietta italiana in Champions. Ma la qualificazione resta aperta, per merito di un Porto fisico e aggressivo. Dove spicca la partita di Militao.

1) Zaniolo è anche formato europeo

Il momento magico del classe '99 non sembra avere fine e vive di nuovi step verso l'alto ad ogni partita che gioca. Questa volta il palcoscenico è il migliore che c'è e la colonna sonora è la musica sacra della Champions. E dire che questa volta Zaniolo sembrava aver steccato, poco incisivo e in difficoltà con la fisicità del Porto per 70 minuti. Poi, però, è cambiato tutto. Due gol in 6 minuti per diventare l'eroe del match e far spendere nuovi superlativi nei suoi confronti e nuovi rimpianti per chi l'aveva tra le mani e l'ha fatto partire.

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2) Dzeko animale da Champions

Signore e signori, ecco il Dzeko formato Champions League. Una prestazione magistrale quella del bosniaco, leader tecnico e fisico dell'attacco giallorosso, in grado di mettere in difficoltà la difesa del Porto anche da solo. Quando gioca così, gira tutta la squadra di Di Francesco. Tra le altre cose, due pali e un assist nella sua partita, giusto per aggiornare i suoi numeri in questa campagna europea. Con oggi sono 5 gol e 3 passaggi vincenti per i compagni in 6 partite giocate.

Dzeko - Roma-Porto - Champions League 2018/2019 - Getty Images

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3) Il Porto è una squadra complicata

Squadra rognosa, quella di Sergio Conceicao. Non sarà bello da vedere, ma questo Porto è un avversario ostico per la squadra di Di Francesco e lo sarebbe per molte altre tra quelle presenti in questa fase finale. Il pressing di squadra del primo tempo, la fisicità asfissiante di tutti i suoi interpreti e quella solita abitudine a giocare in questi palcoscenici la rendono una formazione meritevole di rispetto. A questo c'è da aggiungere il buon livello tecnico di una squadra infarcita di brasiliani.

4) Che giocatore Militao

Il brasiliano classe 1998 è stato uno dei migliori dei suoi nella sfida dell'Olimpico, pur giocando nel ruolo non abituale di terzino destro. Tolto il passaggio a vuoto che porta al primo palo di Dzeko, la sua partita ha impressionato per continuità durante i 90 minuti, in cui ha dimostrato una fisicità e una corsa fuori dal comune. Già obiettivo proprio della Roma, il difensore si prepara a fare le valigie per approdare al Real Madrid la prossima estate.

Eder Militao, Getty Images

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5) Qualificazione Roma? Con l'atteggiamento dei primi 80 minuti

Neanche il più inguaribile degli ottimisti darebbe per scontato il passaggio del turno della Roma dopo l'andata. In Portogallo si azzererà tutto e la squadra giallorossa andrà a giocare su un campo che in questa stagione ha visto vincere i padroni casa per 16 volte su 19 in tutte le competizioni. Ma De Rossi e compagni devono ripartire dai primi 80 minuti della gara di andata, quando tutta la squadra ha remato nella stessa direzione con l'atteggiamento mentale giusto per questo tipo di partite.

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