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Le pagelle di Roma-Porto 2-1: Zaniolo predestinato, Dzeko da 'manuale del 9'

Le pagelle di Roma-Porto 2-1: Zaniolo predestinato, Dzeko da 'manuale del 9'

Il 12/02/2019 alle 23:25Aggiornato Il 12/02/2019 alle 23:34

Il migliore in campo è Zaniolo, ma anche Dzeko giocata una partita sontuosa per l'impianto offensivo della Roma. Il peggiore in campo è Fernando, ma alla fine nel Porto non ci sono molto insufficienti per una squadra che riesce a buttarla sul piano fisico ed esce dall'Olimpico con un risultato tutt'altro che da buttare.

===ROMA===

Antonio MIRANTE 6 – Incolpevole sul gol, praticamente mai chiamato in causa su tutto il resto. Nelle poche conclusioni del Porto, si dimostra presente.

Alessandro FLORENZI 6 – Partenza un po’ sottotono, poi esce alla distanza. Certo, il miglior Florenzi è un’altra cosa, ma stasera gioca attento e questo basta.

Kostas MANOLAS 6,5 – Attentissimo nel primo tempo e nella fase più complicata della gara della Roma, ovvero quando il Porto la mette pesantemente sul piano fisico. Manolas si dimostra presente e lancia un segnale di risposta agli avversari.

Federico FAZIO 6 – Un paio di sbavature a livello difensivo, ma alla fine anche un paio di proiezioni offensive importanti – una di queste manda Dzeko in porta. Si conferma giocatore più che affidabile quando non deve coprire 40 metri di campo alle sue spalle.

Aleksandar KOLAROV 6,5 – Nuovamente pizzicato da una parte del tifo giallorosso, Kolarov gioca un più che buona partita. Attento in fase di copertura ed eccellente nei cross in ben più di una proiezione offensiva.

Lorenzo PELLEGRINI 6,5 – Grande personalità in mezzo al campo. A fianco di un perno fondamentale come De Rossi, può sentirsi più libero di sfogarsi anche in fase offensiva, rendendosi pericoloso in almeno un paio di occasioni. Partita di buonissimo livello. Dall’83’ Steven N’ZONZI – sv.

Daniele DE ROSSI 6,5 – Il perno di questa squadra. Quando c’è lui, è un’altra Roma. Lo conferma anche stasera, con un match di assoluta sostanza in un centrocampo iper-muscolare come quello del Porto. Semplicemente imprescindibile.

Bryan CRISTANTE 6 – Si vede un po’ meno degli altri due, subendo probabilmente più dei compagni di reparto la fisicità del Porto. La sua però, al netto di tutto, è comunque una prestazione positiva.

Nicolò ZANIOLO 7,5 – Per 70 minuti è forse l’unico della Roma ad aver reso meno del previsto, poi però, in un nulla, tira fuori il primo gol ed è puntualissimo sul secondo. Momento d’oro per un giocatore che alla prima di sempre agli ottavi di Champions, alla fine, ti tira fuori la doppietta. Una sola definizione possibile: predestinato. Dall’87’ Davide SANTON – sv.

Edin DZEKO 7,5 – Un match semplicemente sontuoso; una prestazione da iscrivere nel manuale del ‘9’ che deve fare reparto da solo. Dzeko fa tutto. Lavora per la squadra. Crea spazi. Corre. Fa a botte. Serve un assist e prende due legni. Non c’è davvero da aggiungere altro se non ‘gran partita’.

Stephan EL SHAARAWY 6,5 – Non è quasi mai pericoloso in una partita che di spunti offensivi alla fine ne ha avuti pochi; ma è assolutamente generoso nei suoi ripiegamenti per 90 minuti fino al limite della propria area di rigore. E questo non può non fare la differenza nel giudizio finale. Dal 90’ Justin KLUIVERT – sv.

All. Eusebio DI FRANCESCO 7 – Esattamente due settimane fa questa squadra prendeva 7 gol dalla Fiorentina in Coppa Italia, in quella che sembrava essere la fine della sua gestione. Di Francesco è però riuscito a sopravvivere alla tempesta in quella giungla tropicale mediatica che è Roma, restituendo ai detrattori una squadra degna di essere tale. Perfetto stasera nello schierare una squadra un po’ più prudente rispetto alle ultime uscite; consapevole che in questa competizione, specie in casa, è sempre meglio prima non prenderle. Sfortunato nell’incassare un gol decisamente casuale. Ma per la natura della stessa Roma forse è meglio così. Con due gol di vantaggio, a Oporto, il 6 marzo, forse qualcuno si sarebbe un po’ rilassato. Adesso invece questo è un pericolo da scongiurare.

===PORTO===

Iker CASILLAS 6,5 – Decisivo con una mini deviazione sul primo palo colpito da Dzeko, ci mette la faccia – in tutti i sensi – per tenere agganciato il Porto fino alla fine.

Eder MILITAO 6,5 – Il migliore del Porto. Gioca da terzino – non il suo ruolo – ma dimostra di avere già quasi tutto. Impressiona, con quella fisicità, la facilità di corsa.

FELIPE 5,5 – Non impeccabile in almeno un paio di occasioni.

PEPE 6 – Una sola piccolo sbavatura per una partita in cui alla fine la linea difensiva del Porto si è mossa sempre piuttosto bene.

Alex TELLES 5,5 Tiene molto bene Zaniolo per 70 minuti, poi concede un po’ troppo nel finale. I veri guai però sono nella fase offensiva, dove combina davvero poco e niente.

Hector HERRERA 6 – Una conclusione nel finale fa tremare la Roma. Il resto della partita è però una lotta con i tre giallorossi dal quale non esce né vincitore né vinto.

DANILO 6,5 – Stazza fisica enorme che la Roma in mezzo al campo soffre per tutta la partita. A livello di contrasti, quasi impossibile da saltare.

FERNANDO 5 – Si vede poco in mezzo al campo, dove certamente mette un gran fisico. Ma poco più. Si mangia poco prima di uscire una grande occasione, ‘ciabattando’ brutalmente al centro dell’area un pallone d’oro. Dal 76’ André PEREIRA – sv.

OTAVIO 6 – Dovrebbe giocare largo, ma alla fine lo si trova spesso in mezzo al campo a dare una mano ai suoi. Compito che svolge con diligenza. Dall’84’ HERNANI – sv.

Francisco SOARES 6 – Combina poco e nulla, ma ha il colpo di fortuna di ‘ciccare’ un pallone che diventa assist. Salvato dalla sua buona stella.

Yacine BRAHIMI 6,5 – Non parte benissimo ma esce poi alla distanza, dimostrandosi il più attivo degli avanti portoghesi e capace spesso di creare superiorità numerica. Dal 68’ Adian LOPEZ 6,5 – Al posto giusto nel momento giusto. Non serve aggiungere altro.

All. Sergio CONCEICAO 6,5 – Il suo Porto non è una squadra di fenomeni, ma sa di avere nella forza fisica qualche speranza e alla fine dal punto di vista tattico riesce anche a metterla su quel piano: pochi spazi, giocatori diligenti, buona attenzione. La qualificazione è tutt’altro che impossibile e alla fine i lusitani, pur non impressionando, sono riusciti a portare via un risultato tutt’altro che da buttare.

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