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Massimiliano "il vate" Allegri: le mosse geniali che hanno zittito anche i più scettici

Massimiliano "il vate" Allegri: le mosse geniali che hanno zittito anche i più scettici

Il 13/03/2019 alle 10:14Aggiornato Il 13/03/2019 alle 10:15

L'allenatore bianconero ancora una volta ha stupito tutti. Dalla posizioni di Emre Can, alle scelte di formazione, al timing dei cambi: tutto perfetto

"Poeta che compone opere di ispirazione quasi profetica e sacrale". Nella definizione della parola "vate" risiede gran parte dell'allegrismo. Massimiliano "Max" Allegri è in primis un compositore. Un allenatore che trova l'ispirazione nel momento più complicato e la rende sacra con accorgimenti incomprensibili ai comuni mortali. Più viene attaccato, detronizzato, a volte deriso, spesso contestato, più è in grado di trovare la soluzione ideale per sorprendere gli avversari, incantare i seguaci, traumatizzare i critici. Il capolavoro tattico contro l'Atletico, concretizzato dalle prodezze di quell'extratrerrestre di Cristiano Ronaldo, è la risposta a chi nelle scorse settimane vociferava prima di Zidane, poi di Guardiola e Conte. Allegri è ben saldo alla panchina della Juventus e solo a fine stagione deciderà, in simbiosi con Agnelli, il da farsi.

Massimiliano Allegri Juventus Atletico

Massimiliano Allegri Juventus AtleticoGetty Images

Emre Can in difesa e poi terzino, Dybala per Spinazzola

"Oggi è totalmente merito dei ragazzi e della loro partita lucida e intelligente". Ha preferito confermare la sua signorilità il tecnico bianconero nell'immediato post-partita. Lo fa spesso, soprattutto quando vince. Applausi ai giocatori, ghigno beffardo e consapevolezza nell'aver scritto l'ennesima indelebile pagina di storia. Il 3-0 contro l'Atletico, infatti, rimarrà una di quelle partite indimenticabili nella memoria di tanti tifosi della Juventus. Lui, dopo la batosta del Wanda Metropolitano, dovuta anche alla precaria condizione fisica di alcuni uomini chiave della squadra, si è rimboccato le maniche, ha ascoltato le critiche, si è risentito e ha preparato al meglio la gara di ritorno. Mossa 1): Emre Can basso, spesso terzo della difesa a tre, con Cancelo e Spinazzola larghi e liberi nelle loro prioiezioni offensive. Mossa 2) Dentro al 67' Dybala per Spinazzola, passaggio a quattro dietro con Can largo a destra e Cancelo a sinistra. Scacco matto al "Cholo" Simeone e Juventus ai quarti. Wow.

Dal Real 2015 all'Atletico 2019: le "allegrate" non finiscono mai

Senza ordine logico, ma soltanto come elenco spirituale. Old Trafford, Dortmund, Wembley, Bernabeu, Monaco di Baviera, Real in casa il primo anno, 3-0 al Barcellona in casa, 3-0 all'Atletico in casa. Iniziano ad essere tante le partite di Champions memorabili dell'era Allegri. Nel 2015 si inventò Sturaro esterno a sinistra per limitare Carvajal e James nella semifinale contro il Real di Ancelotti. Nel 2016 Cuadrado e Alex Sandro ali all'Allianz Arena per stordire il Bayern di Guardiola. Da Luis Enrique a Simeone, da Mourinho a Klopp. Uno a uno. Si è preso vittorie di prestigio contro tutti i migliori tecnici d'Europa. Spesso inventandosi sistemi nuovi, con elementi diversi. Perché paradossalmente pur non avendo mai vinto la Champions, è in campo europeo che Allegri ha palesato maggiormente il suo enorme acume tattico e le sue indiscutibili doti manageriali.

Cristiano Ronaldo

Cristiano RonaldoPA Sport

Non piace perché non è sempre spettacolare, ma c'è chi ha la memoria corta

"La Juventus di Allegri gioca male a calcio", il ritornello più scontato. "Con quella rosa vincerei anche io", la più banale amenità. Intanto Max si è preso cinque Scudetti su cinque, quattro Coppe Italia su cinque, ha portato la Juventus due volte in finale e ha sempre superato il girone di Champions. Il 4-0 in finale di Coppa Italia al Milan? Dimenticato. Il 3-1 al Napoli a settembre? Dimenticato. Le continue vittorie su Milan, Napoli, Inter e Roma in Serie A? Dimenticate. La Juventus non esprimerà il gioco computerizzato di Guardiola, non avrà la brillantezza delle ripartenze di Klopp, ma si è sempre dimostrata solida, tosta, pragmatica e vincente. La gestione dei tanti campioni transitati per Torino in questo quinquennio si aggiunge a tutto il resto. Ieri la Juventus ha annichilito l'Atletico, la squadra più difficile da rimontare in Europa e capace di andare in semifinale in tre delle precedenti cinque edizioni di Champions. 16 tiri a cinque. 62% di possesso palla. 32 cross a cinque. Se questo è "giocare male"...

Video - Allegri: "Chi critica deve farsi curare e servono dottori bravi, in 5 anni qualcosa abbiamo vinto"

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