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Tra Champions ed Europa League si profila un clamoroso "sei su sei"

Tra Champions ed Europa League si profila un clamoroso "sei su sei"

Il 09/11/2018 alle 08:08Aggiornato Il 09/11/2018 alle 08:17

Voti difficili, questa volta, perché ci sono stati episodi che non hanno semplicemente invaso i tabellini, ma addirittura ribaltato le trame. Alla fine l'unica insufficienza se la becca la Juventus, che ha sprecato la splendida volée di Ronaldo incappando nella prima sconfitta stagionale. Buoni pareggi per Inter, Napoli e Milan, promosse la Roma e la Lazio, già certa dei sedicesimi di finale.

Hanno vinto solo le romane, ha perso solo la Juventus, ma non è la fine del mondo: tra Champions ed Europa League si profila un clamoroso sei su sei. Voti difficili, questa volta, perché ci sono stati episodi che non hanno semplicemente invaso i tabellini, ma addirittura ribaltato le trame.

Inter 6

Cambia il risultato, rispetto al Camp Nou. Il risultato e basta. Non è poco, vista la reazione alla lezione. Le parate di Handanovic e la zampata di Icardi valgono tonnellate: per gli ottavi e molto altro. Con Messi in tribuna, il Barcellona ha dominato dall’inizio alla fine meno un episodio. Non so se Spalletti sia felice: del carattere, di sicuro. Del gioco, dubito: d’accordo il Barça è di un’altra categoria, ma le distanze, all’ultimo aggiornamento, rimangono nette. Impressionante il pressing con cui Busquets e c. hanno disarmato Brozovic, la chiave tattica del rinascimento interista.

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Napoli 6

Tutti in castigo, noi sputa-sentenze, dopo la figuraccia del Liverpool a Belgrado. Ciò premesso, partita maschia al San Paolo e Napoli più in difficoltà che a Parigi. Nel primo tempo, specialmente. Nel secondo, ha cambiato passo e meritato l’aggancio firmato da Insigne. Ancelotti invocava aggressività: l’ha avuta. Tuchel, lui, aveva tolto una punta, Cavani, e ridisegnato l’assetto. Al diavolo i crepacci dell’andata. Preziosi i rientri di Buffon e Thiago Silva, anche se responsabili della frittata su Callejon. Fra Neymar, Mbappé e Di Maria sapete chi prendo? Koulibaly. E a proposito di rigori, ne manca uno al Paris.

Juventus 5.5

Era da 7 abbondante fino all’86’. Poi è precipitata a 4. Quando Mourinho l’ha rovesciata con gli alluci di Mata e i chili di Fellaini, lo scarto avrebbe dovuto essere di tre o quattro gol: per la straordinaria volée di Cristiano, per i legni di Khedira e Dybala, per gli sperperi di Cuadrado (soprattutto) e Pjanic. E’ la prima sconfitta della stagione, ma non la prima volta che Madama non chiude la pratica e tribola. La mossa Barzagli non ha portato fortuna ad Allegri. E Szczesny, sulla “maledetta” di Young, chissà. Nulla di compromesso, per carità, a patto di far tesoro della “zona United” (vedi alla voce Bayern 1999).

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Roma 7

Missione compiuta. Senza dare spettacolo, e magari senza sfruttare fino in fondo la superiorità numerica. Gira e rigira, la Roma è stata l’unica italiana a vincere in Champions. Il tempismo di Manolas, la velocità di Kluivert e i guizzi di Pellegrini hanno confezionato l’epilogo che serviva e ribadito quanto la Roma europea sia più famelica della Roma domestica. Due i segnali positivi per Di Francesco: l’impatto di Zaniolo e la non centralità di Dzeko. Il Cska, con fortuna, aveva sculacciato il Real: quel Real, un po’ in crisi e un po’ no, al quale la Roma contenderà il primo posto del gruppo. All’Olimpico.

Lazio 6,5

Promossa ai sedicesimi con due turni di anticipo, la Lazio regola il Marsiglia senza toccare i picchi del Vélodrome. Distratta ed efficace, “colpevole” di portarsi dietro l’avversario fino alla fine. Inzaghi ha mescolato le carte, ho apprezzato Correa, Acerbi e Strakosha, meno Berisha. Da Luis Alberto, al rientro, non si poteva pretendere la luna. Garcia e Strootman sono fuori, il gol di Thauvin si è perso fra i titoli di coda. Immobile può andare tranquillo in Nazionale: non ha segnato, ma si è fatto il solito mazzo. Via libera al campionato, adesso: tra gli ultimi due euro-impegni ballerà, esclusivamente, la testa del girone.

Milan 6

E’ stata la classica operazione nel corso della quale il chirurgo, dopo aver addormentato il paziente, si è a sua volta addormentato mentre il paziente si svegliava. E allora: da Lo Celso a Suso, dal Betis al Milan tutti contenti. Tutti, tranne Gattuso per gli infortuni di Musacchio (uscito in barella tra gli applausi: chapeau, Siviglia) e Calhanoglu. Domenica arriva Madama. Come scritto, un tempo per uno. Non c’era Higuain, mancavano altri califfi, domanda: perché, in Europa, il Diavolo segna solo nella ripresa? Risposta: perché parte lento. Il “pass” resta così incatenato alla trasferta di Atene, nella tana dell’Olympiacos.

Concludendo: capisco le "orecchie" di Mourinho, gesto non volgare, agli insulti volgari dello Stadium, voi? E i vostri voti, le vostre considerazioni?

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