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Ali funamboliche, Konoplyanka e compattezza: i segreti dello Shakhtar di Luis Castro

Ali funamboliche, Konoplyanka e compattezza: i segreti dello Shakhtar di Luis Castro

Il 11/12/2019 alle 07:28Aggiornato Il 11/12/2019 alle 10:49

Sbarazzina, aggressiva, spregiudicata, senza calcoli da rispettare. Così dovrà essere l'Atalanta nella notte della verità, quella che questa sera allo stadio "Metalist" di Kharkiv contro lo Shakhtar Donetsk, svelerà se l'avventura in Champions della Dea andrà avanti o meno.

Sbarazzina, aggressiva, spregiudicata, senza calcoli da rispettare. Così dovrà essere l'Atalanta nella notte della verità, quella che questa sera (con fischio d'inizio alle 18,55) allo stadio "Metalist" di Kharkiv contro lo Shakhtar Donetsk, svelerà se l'avventura in Champions della Dea andrà avanti o meno. Un sogno, da inseguire senza paura per svariati motivi: il primo, perché è ammessa solamente la vittoria. Il secondo, è che quest'ultima potrebbe anche non bastare se la Dinamo Zagabria, terza a 5 punti nel gruppo C, dovesse battere in Croazia un Manchester City ormai certo del primo posto, dall'alto dei suoi 11 punti. La squadra del Donbass, seconda a 6 punti, contro la band di Gasperini, a quota 4 e rimessasi in gioco grazie al successo del Meazza proprio contro la Dinamo.

A Kharkiv la notte della verità per la Dea

Tutto è appeso a un filo. Ma poco male: servirà per avere il giusto atteggiamento in campo. La Dea sta facendo quadrato, specie dopo l'infortunio (elongazione muscolare) di Josip Ilicic, che si aggiunge a quella di Duvan Zapata e alla squalifica di Rafael Toloi. I primi due furono protagonisti dell'illusoria gara di andata contro gli ucraini: dopo il rigore sbagliato da Ilicic e la rete della punta colombiana, lo Shakhtar si era rifatta con Junior Moraes e, addirittura, aveva ribaltato i conti al 95' con Solomon.

Junior Moraes in gol in Atalanta-Shakhtar - Champions League 2019

Junior Moraes in gol in Atalanta-Shakhtar - Champions League 2019Getty Images

In patria, dominio totale Shakhtar

Gli arancioneri del Donbass, costretti a giocare nel profondo ovest ucraino sempre per via della situazione instabile nell'est del paese, si possono fermare solamente giocandosi il tutto per tutto. Inutile risparmiarsi o speculare. Si pensi, ad esempio, che lo Shakhtar non ha rivali in campionato e procede come un rullo compressore a 47 punti in 17 partite, frutto di 15 vittorie 2 pareggi e 0 sconfitte con 48 reti realizzate e appena 8 subite. Nell'ultimo turno di Champions ha fermato 1-1 il Manchester City a Etihad e fa della solidità il suo punto di forza.

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Luis Castro alter ego di Paulo Fonseca

Già, perché vien da chiedersi, ovviamente, come sia la squadra "orfana" di mister Paulo Fonseca, approdato a Roma. Ebbene, la risposta è: esattamente la stessa. Quel 4-2-3-1 che dà vitale importanza alle linee esterne, che devono macinare chilomentri in entrambi le fasi di gioco, è ancora lì, intatto. I concetti sono stati portati avanti dall'"uomo-ombra" di Paulo Fonseca, ovvero il 57enne Luis Castro, che nel 2014 si accomodò (da allenatore della squadra B) ad interim sulla panchina del Porto, al posto di chi? Proprio di Fonseca, esonerato dal club lusitano. Castro non ha, finora, allenato squadre particolarmente importanti. Ma con loro si trova a proprio agio, proprio come Fonseca prima di approdare alla Roma, col suo Braga prima e con lo Shakhtar poi. Allo stesso modo, Luis Castro ha portato alla qualificazione in Europa League il Vitória Guimarães.

Luís Manuel Ribeiro de Castro

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Solidità e continuità

Si diceva della solidità. Sul mercato è stato ceduto poco e poco è arrivato da fuori. A sinistra, direttamente dallo Schalke '04, ecco l'esperto Yevhen Konoplianka. Da terzino destro, invece, è rientrato alla base il terzino destro brasiliano Dodô (classe 1998, non l'ex Inter e Sampdoria), dopo l'anno in prestito col Vitória Guimarães, allenato proprio da Luis Castro. I giocatori da tenere in serissima considerazione sono i laterali sinistri brasiliani Ismaily e Taison, letteralmente funambolici, con quest'ultimo impegnato a collezionare cartellini gialli. Lo stesso Luis Castro, ha raccontato la sua idea di gioco:

" Fase offensiva e difensiva devono andare di passo. Lavoriamo affinchè la retroguardia si esprima in campo tutto il suo potenziale per lasciare gli uomini offensivi liberi di svariare su più fronti. Io non credo che l'Atalanta si faccia sopraffare dalle assenze: il gruppo è solido e mediamente molto forte. Non si tratta di una squadra di singoli."

Video - Fonseca: "Non ricordo squadre che hanno giocato come noi contro l'Inter"

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