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Napoli pronta la svolta: Ancelotti al passo d'addio, dopo il Genk arriva Gattuso

Napoli pronta la svolta: Ancelotti al passo d'addio, dopo il Genk arriva Gattuso

Il 10/12/2019 alle 08:14Aggiornato Il 10/12/2019 alle 09:51

Una clamorosa decisione scuote il Napoli alla vigilia della decisiva partita contro il Genk che può regalare agli azzurri la qualificazione agli ottavi di Champions League. Secondo tutti i quotidiani indipendentemente dal risultato del match di stasera De Laurentiis ha deciso di divorziare dal tecnico di Reggiolo affidando la squadra a Gattuso che firmerà un contratto di 18 mesi.

Napoli, la svolta di De Laurentiis: via Ancelotti, pronto Gattuso

La stampa italiana – sportiva e non – non ha più dubbi ed è convinta che, a prescindere dal risultato che maturerà questa sera al San Paolo nella decisiva sfida di Champions League contro il Genk, Carlo Ancelotti non sarà più l’allenatore del Napoli. A partire da mercoledì (al più tardi da lunedì, dopo la sfida contro il Parma) il tecnico di Reggiolo non sarà più seduto sulla panchina della formazione partenopeo. Al posto del 60enne pluridecorato allenatore emiliano arriverà Rino Gattuso, il prescelto da De Laurentiis che ha deciso di rinunciare all’idea di un traghettatore ed affidare la propria squadra all’allievo prediletto di Ancelotti, quel Ringhio che ha la fama di duro e che predilige il 4-3-3, il modulo che così tante gioie ha regalato alla compagine campana ai tempi di Sarri. Gattuso come spiegano tutti i quotidiani firmerà un contratto di 18 mesi e guadagnerà 2,5 milioni di euro più bonus. Ora resta solo da capire come si consumerà il divorzio con Ancelotti. Tre le ipotesi sul piatto: dimissioni, esonero o risoluzione contrattuale. Dettagli che però non cambieranno l’idea di ADL che pretende una svolta secca, rapida, da avviare possibilmente già mercoledì mattina.

  • La nostra opinione: Viene da dire che non poteva che essere questo l’epilogo di questo matrimonio, iniziato tra squilli di tromba ma erososi dopo 567 giorni in cui il Napoli è passato dall’essere la principale contendente della Juventus per lo scudetto a squadra spenta, a fine corsa e a secco di vittorie in gara ufficiale ormai da un mese e mezzo (ultimo successo datato 23 ottobre a Salisburgo in Champions League). Ancelotti paga per tutti come sempre accade in questi casi. Il tecnico ha certamente responsabilità ed ha commesso degli errori (l’eccessiva rigidità a non mettere in discussione il 4-4-2 probabilmente quello più grave di tutti) ma si è trovato a gestire una situazione troppo complicata e a dover fare l’equilibratore in una squadra profondamente spaccata e che forse non ha nemmeno più gli stimoli per continuare ad inseguire quello scudetto sfuggito con Sarri. Fra senatori messi alla porta dal presidente (Callejon e Mertens già certi di lasciare il club a giugno a causa della mancata offerta di rinnovo), gioielli trattenuti molto probabilmente contro la loro volontà (Allan e Koulibaly, rimasti in azzurro quasi certamente a malincuore) e uno spogliatoio che via, via si è disgregato: Ancelotti ha provato ad usare tutta la sua esperienza e la sua pazienza per rimettere insieme i cocci e tenere unite le varie fronde. Purtroppo però è stato travolto da qualcosa di più grande di lui e, come a Monaco di Baviera, ha finito per pagare con l’esonero. Gattuso saprà far meglio? Difficile dirlo, di sicuro è una scelta abbastanza logica e di rottura. Riconosciuto come un tecnico di temperamento e temprato dall’avventura rossonera dove ha dovuto gestire il passaggio da Yonghong Li ad Elliott e fare spesso da parafulmine di una società inesistente, Ringhio dovrà fare lo sceriffo e rianimare una squadra che merita una classifica diversa. De Laurentiis lo ha scelto per il temperamento e perché è affezionato al 4-3-3, il modulo che sembra più adatto per questa squadra. Come al Milan dovrà ridare entusiasmo e compattare uno spogliatoio sfilacciato risolvendo alcuni equivoci. Non sarà semplice, dovrà fare delle scelte forti ma potrebbe anche farcela. Di sicuro la rosa del Napoli non merita questa classifica e non pu restare senza vittorie per nove gare.

Il primo regalo per Ringhio sarà Ibra? Il Napoli sfida il Milan

Secondo il Corriere dello Sport il regalo che a gennaio potrebbe fare a Gattuso è Zlatan Ibrahimovic. Nonostante l’addio di Ancelotti lo svedese potrebbe sbarcare in azzurro perché è in ottimi rapporti anche con Gattuso. Con De Laurentiis i rapporti sono ottimi, l’ostacolo è solo il contratto (4 milioni netti per 6 mesi) e la durata dell’accordo (2021) però i colpi di scena possono ancora venire. Anche se secondo la Gazzetta dello Sport lo svedese avrebbe scelto di torna al Milan e da limare ci sia solo la durata dell’accordo: 6 o 18 mesi?

  • La nostra opinione : Con un Mertens ormai con le valigie sull’uscio e un Milik che convive con uno stato di forma sempre precario, Ibrahimovic potrebbe essere quell’uomo di carisma ed esperienza che potrebbe mascherare un po’ di problemi e soprattutto riaccendere l’entusiasmo di una piazza un po’ sfiduciata. Convincerlo però non è semplice, soprattutto perché l’alternativa è il Milan. Milano è la città prediletta della moglie di Zlatan ed Elliott e la dirigenza del Diavolo sembrano essersi convinti a riportare il gigante di Malmoe in rossonero. Si preannuncia una bella sfida anche se a nostro avviso il Milan resta favorito nella corsa a Zlatan.

Ancelotti, il futuro sarà all’Arsenal

Secondo Il Mattino e il Corriere dello Sport se si dovesse davvero materializzare l’esonero di Carlo Ancelotti, il tecnico di Reggiolo potrebbe restare poco senza panchina visto che l’Arsenal sarebbe pronto ad accoglierlo ed affidargli la panchina.

  • La nostra opinione : L’Arsenal potrebbe essere la panchina ideale per Ancelotti. I Gunners hanno bisogno di una persona che riporta serenità e Ancelotti potrebbe essere l’uomo ideale per risollevare la formazione londinese. Non siamo però così certi che Carletto sia pronto a salire subito su un’altra panchina. Più probabile che se il matrimonio si farà, sarà ufficializzato la prossima estate.

Video - Ancelotti, parole di addio? "Non sto facendo bene, ma i giocatori non devono giocare per me"

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