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Le 5 verità di Atletico Madrid-Juventus 2-2: la Signora c'è, ma le palle inattive sono un problema

Le 5 verità di Atletico Madrid-Juventus 2-2: la Signora c'è, ma le palle inattive sono un problema

Il 19/09/2019 alle 07:04

All'esordio nei gironi, i bianconeri mostrano personalità sul campo di un'altra grande d'Europa. 9 degli ultimi 12 gol subiti in Champions, però, sono arrivati da calcio piazzato: urge trovare una soluzione. Menzione per l'Atletico: la squadra di Simeone non molla mai.

1) Pari amaro, ma la Juve "europea" c'è

4-4-2 puro, sostanza e tanta personalità. Senza lasciare troppo spazio allo spettacolo, ma contenendo bene le sfuriate dell'Atletico Madrid e, anzi, riuscendo a un certo punto della ripresa pure a orchestrare trame e geometrie precise e gradevoli. Così, in maniera più pratica che "sarriana", la Juventus si è lasciata alle spalle il mediocre pomeriggio di Firenze, portandosi in doppio vantaggio e sognando il colpo in uno stadio dal quale, appena sei mesi fa, era uscita con le ossa rotte. È l'aspetto positivo della serata del Wanda Metropolitano. Sensazioni che non vanno buttate, nonostante la doppia rimonta subita dall'Atletico. La Juve europea c'è e, ancora una volta, vuol provare ad arrivare fino in fondo.

Juventus' French midfielder Blaise Matuidi (L) celebrates after scoring during the UEFA Champions League Group D football match between Atletico Madrid and Juventus, at The Wanda Metropolitano Stadium in Madrid, on September 18, 2019.

Juventus' French midfielder Blaise Matuidi (L) celebrates after scoring during the UEFA Champions League Group D football match between Atletico Madrid and Juventus, at The Wanda Metropolitano Stadium in Madrid, on September 18, 2019.Getty Images

2) Allarme calci piazzati: in Champions nessuno perdona

A Madrid, la Juve ha iniziato come aveva finito: venendo punita sui calci piazzati. Pochi mesi fa era stato l'attuale bianconero de Ligt a estrometterla dall'Europa; ieri l'onore di andare a segno è toccato a Savic e a Herrera. Sempre di testa, come l'olandese. Come ricorda Opta, 9 degli ultimi 12 gol subiti dalla Juve in Champions League sono arrivati proprio così: sugli sviluppi di una palla ferma. Un problema che, fuori dall'Italia, può costare carissimo. Sarri dovrà trovare presto una soluzione.

3) Cuadrado può ancora essere utile alla Juventus

Il suo nome era uscito già alla vigilia tra i potenziali rimpiazzi di Douglas Costa, ma in pochi sembravano crederci veramente. Perché Juan Cuadrado, tra un infortunio e una prestazione poco soddisfacente, era da tempo finito in seconda fila alla Juve. Buono per sfruttare la propria vivacità a gara in corso, utile anche nell'ottica di un possibile utilizzo sulla linea difensiva, ma non certo intoccabile. Tanto che pure lui, in estate, era stato inserito tra i famosi e potenziali "esuberi" del mercato bianconero. Al Wanda Metropolitano, invece, Cuadrado ha dimostrato di poter essere una carta importante da giocare in una stagione lunga e tortuosa. Una bella rivincita per il colombiano e pure per Sarri, che ha deciso di puntare su di lui.

Juan Cuadrado esulta per il gol segnato al Wanda Metropolitano, Atletico Madrid-Juventus, Getty Images

Juan Cuadrado esulta per il gol segnato al Wanda Metropolitano, Atletico Madrid-Juventus, Getty ImagesGetty Images

4) L'Atletico Madrid di Simeone non molla mai

Quante squadre, sotto di due reti a 20 dalla fine contro uno dei migliori avversari d'Europa, avrebbero saputo resistere alla tentazione di abbandonarsi, di demoralizzarsi, di dare tutto per perduto? Non l'Atletico Madrid. Non questo Atletico Madrid, da anni plasmato, come un'entità unica e inscindibile, a immagine e somiglianza di Diego Pablo Simeone. Una squadra che sa ricavare forze inaspettate dai momenti di difficoltà, tanto che ancor oggi sorprende l'apatia assoluta dei Colchoneros nel ritorno degli ottavi della scorsa edizione. Il vero Atletico è questo e, in fin dei conti, un pari trovato al 90' è tutto fuorché una casualità.

Herrera esulta in Atletico-Juventus

Herrera esulta in Atletico-JuventusGetty Images

5) Strappi di João Felix: il futuro è dalla sua parte

Avvicinato pure alla Juventus, più per la presenza del connazionale Cristiano Ronaldo che per un reale interesse dei campioni d'Italia, João Felix si è dimostrato anche ieri sera quel che è veramente: un potenziale campione in erba. Complicatissimo da fermare in velocità e in ripartenza palla al piede, bravo a giocare di concerto con la squadra. Nemmeno per lui è stata una serata semplice, così come non lo è stata per il suo evanescente partner d'attacco Diego Costa, ma che i numeri ci siano lo hanno capito, per l'ennesima volta, un po' tutti.

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