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Roy Keane è tornato e sembra Mourinho

Roy Keane è tornato e sembra Mourinho
Di Eurosport

Il 24/04/2009 alle 13:02Aggiornato

Il nuovo manager dell'Ipswich Town si è scagliato contro colleghi ed ex compagni di squadra: "Non hanno vinto nemmeno un trofeo, non dite che sono più vincenti di me"

Il piede a martello c'è sempre. Anche se non lo vedi e non ne senti il rumore sordo dell'impatto con la malcapitata caviglia di turno. Roy Keane è uno che la gamba non la tira indietro. Mai e poi mai. Nemmeno ora che ha smesso di giocare e prova a cimentarsi con fortune alterne nella carriera di manager. Lo storico capitano del Manchester United non conosce l'arte di seppellire l'ascia di guerra. Anzi.

Con un colpo a sorpresa, l'irlandese è ricomparso sulla scena venendo fuori dal silenzio nel quale si era un po' nascosto dopo le dimissioni da tecnico del Sunderland (4 dicembre 2008). E ha deciso di ricominciare dalla League Championship (l'equivalente della nostra Serie B) con l'Ipswich Town, attualmente nono e alieno da ogni ambizione alla promozione immediata. Una scelta spiazzante, quasi quanto quei dribbling avversari che tanto amava interrompere sul più bello.

Il suo ritorno al calcio, però, non è stato di certo infarcito dei soliti luoghi comuni e delle belle parole di circostanza che tanto si addicono a una conferenza stampa di debutto. Keane è partito all'attacco. E ha spedito al mittente le critiche di chi contestava le sue qualità da allenatore.

"Nessuno può dirmi che sono un manager di minor successo rispetto ai vari Mark Hughes, Steve Bruce, Bryan Robson o Paul Ince – ha sbottato – Non venitemi a dire che loro sono dei buoni manager perché non hanno vinto niente. Fino a quando uno di loro, uno dei miei ex compagni di squadra, non porta a casa un trofeo, io non posso essere considerato inferiore a loro". "Zeru tituli" per loro, "zeru tituli" per me. Verrebbe da dire.

Di certo una sparata alla Mourinho per un Roy Keane che si appresta a vivere una sfida spartiacque nella sua carriera. La promessa fatta ai tifosi è quella di portare i Tractor Boys in Premier League nel giro di due anni. Il club del Suffolk, nel quale ha militato anche l'italiano Matteo Sereni, vi manca ormai da 7 stagioni. Riportare l'Ipswich Town in massima divisione non sarà come vincere un trofeo. Ma di certo equivale a una bella impresa. Da vivere tutta a gamba tesa.

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