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Dai gol sotto la curva Fiesole al Fiesole: la nuova vita da allenatore di Christian Riganò

Dai gol sotto la curva Fiesole al Fiesole: la nuova vita da allenatore di Christian Riganò

Il 10/10/2019 alle 17:56Aggiornato Il 11/10/2019 alle 15:14

Dai gol a raffica con Messina e Fiorentina, alla panchina: il bomber di Lipari vive a Firenze e, oggi, fa l'allenatore del Fiesole, in Prima Categoria. Subentrato in corsa, subito una vittoria esterna: "Ai miei giocatori insegno a non avere obiettivi a lungo termine ma di vincere ogni partita. Il mio rimpanto? Quella mancata convocazione nella Nazionale di Donadoni...".

" Quando mi chiedono quali obiettivi ha la squadra che alleno, mi scappa sempre una risata. Nel calcio non esiste pensare a mesi di distanza: quello che insegno ai miei ragazzi è scendere in campo, preoccuparsi esclusivamente della partita che si sta giocando e vincerla. Così come quella successiva e quella dopo ancora..."

Parole che si potrebbero pitturare sul muro dello spogliatoio, per spirito motivazionale. Parole di Christian Riganò, che in campo faceva qualsiasi cosa per andare a segno, lottando su ogni pallone, facendo a sportellate con tutti i marcatori che hanno provato (spesso e volentieri invano) a fermarlo.

2006 - Christian Riganò con la maglia della Fiorentina (Imago)

2006 - Christian Riganò con la maglia della Fiorentina (Imago)Imago

Firenze, la curva Fiesole (e, ora, la stessa Fiesole) nel cuore

Un personaggio del genere ha appeso mal volentieri gli scarpini al chiodo, tanto che dal campo non riesce proprio a staccarsi. Dalla scorsa settimana è il nuovo allenatore del Fiesole, in Prima Categoria toscana.

Vive da quelle parti, nell'ormai "sua" Firenze, di cui si è innamorato. E in cui ha fatto innamorare tutti i tifosi i viola: Riganò è stato il simbolo della rinascita dopo il crack Cecchi Gori: dalla Florentia di Serie C2 alla Serie A riconquistata in un percorso record di due anni (anche grazie a quel controverso ripescaggio che, nel 2003, fece saltare al club gigliato la disputa della C1): 57 reti in 94 presenze in riva all'Arno e una serie indimenticabile di esultanze sotto la curva Fiesole. Fiesole, che invece, come detto, oggi allena. Riganò si racconta così a Eurosport:

" Com'è la mia vita finita la carriera da calciatore? Sempre in campo: non ce la faccio proprio a staccarmi. Nel pomeriggio faccio l'istruttore di Scuola Calcio per i più piccoli. Poi, di sera, alleno i grandi, in Prima categoria."

La carriera di Riganò

STAGIONE SQUADRA CAMPIONATO PRESENZE GOL
1993-94 Lipari Eccellenza 25 15
1994-95 Lipari Eccellenza 24 7
1995-96 Lipari Promozione 26 3
1996-97 Lipari Eccellenza 24 12
1997-98 Messina Serie D 29 3
1998-99 Igea Virtus Serie D 22 11
1999-00 Igea Virtus Serie D 28 17
2000-01 Taranto Serie C2 31 14
2001-02 Taranto Serie C1 37 28
2002-03 Florentia Viola Serie C2 32 30
2003-04 Fiorentina Serie B 44 23
2004-05 Fiorentina Serie A 18 4
2005-06 Empoli Serie A 33 5
2006-07 Messina Serie A 27 19
2007-08 Levante (Spagna) Liga 13 4
gen. 2008 Siena Serie A 17 1
2008-09 Ternana Serie C1 5 0
feb. 2009 Cremonese Serie C1 7 1
2009-10 Inattivo - - -
dic. 2010 Rondinella Promozione 8 10
2011-2012 Jolly e Montemurlo Eccellenza 11 10
dic. 2011 Audax Montevarchi Seconda Categoria 16 22
apr. 2013 Benaco Bardolino Promozione 5 4
2013-2014 Settignanese Prima Categoria 16 16

Da istruttore di Scuola Calcio ad allenatore in Prima Categoria

Pronti, via e, da tecnico subentrato, Riganò ha immediatamente conquistato una vittoria esterna per 3-1 nella tana del Chianti Nord. Non è la prima esperienza da allenatore per l'ex attaccante classe 1974, che ha già guidato l'Incisa per due stagioni:

" Mi sono stabilito a Firenze perché qui si sta davvero bene e i ricordi che ho sono fantastici. Ho già frequentato due corsi a Coverciano, ora mi manca il master: dopodiché, il sogno è quello di fare l'allenatore a livello professionistico. Sempre e, comunque, facendo della gran gavetta, quella che ha contraddistinto tutta la mia carriera da calciatore."
Serie B 2003-2004, Livorno-Fiorentina: Christian Riganò (Fiorentina) (LaPresse)

Serie B 2003-2004, Livorno-Fiorentina: Christian Riganò (Fiorentina) (LaPresse)LaPresse

Da muratore a goleador: come in una favola...

Muratore fino a 25 anni, a 32, nella stagione 2006-2007 (la sua terza in Serie A), si piazzò terzo nella classifica marcatori: ben 19 reti con la maglia di una squadra piazzatasi ultima, il Messina. E, per giunta, dovendo fare i conti con 13 partite saltate per infortunio. Una stagione da profeta in patria che fece impazzire i suoi tifosi e lo consegnò alla storia come bomber più prolifico del club peloritano in Serie A:

" I gol che ricordo più gelosamente sono, da una parte, quelli con la Fiorentina realizzati in acrobazia nelle partite contro Como e Cagliari. Col Messina, resta indimenticabile la mia doppietta contro la Reggina (quella di Walter Mazzarri, ndr) nel derby dello Stretto."

L'unico rimpianto: non aver mai vestito la maglia della Nazionale

Una stagione - quella senza la Juventus nel massimo campionato italiano - che vide Francesco Totti trionfare nella graduatoria dei bomber con 26 reti. Sotto di lui, al secondo posto, Cristiano Lucarelli del Livorno a 20. Poi, per l'appunto, Riganò a 19 e, quindi, a seguire, Rolando Bianchi (Reggina, 18), Nicola Amoruso (Reggina, 17), Gionatha Spinesi (Catania, 17). Zlatan Ibrahimovic (che fece vincere lo Scudetto all'Inter, ma che fece anch'egli i conti con qualche guaio fisico), ne segnò 15. Insomma, il bomber di provincia dettava legge in Italia...

2013, Christian Riganò, AP/LaPresse

2013, Christian Riganò, AP/LaPresseLaPresse

" E dire che c'erano difese dure da superare, che nulla hanno a che fare con quelle attuali. A livello personale fu una stagione pazzesca, ma un rammarico ce l'ho: non aver mai indossato la maglia della Nazionale. Vero, all'epoca per andarci, doveva star male una serie di giocatori pazzeschi, in attacco, ma la possibilità ci fu... Arrivò quando, nel corso dell'anno, ero primo nella classifica marcatori: tuttavia il ct Donadoni, quando si trovò a dover rimpiazzare l'infortunato Vincenzo Iaquinta, non mi considerò. Lì ho capito che la meritocrazia, nel calcio, non esiste."

Video - Ibrahimovic: "Alcuni vincono trofei, ad altri fanno statue. Io ho vinto e mi fanno anche una statua"

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