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Brasile impeccabile

Brasile impeccabile
Di Eurosport

Il 08/07/2007 alle 12:00Aggiornato

Il Brasile schianta il Cile 6-1 e conquista la semifinale della Copa America 2007, dove lo attende di nuovo l'Uruguay, come nell’edizione 2004. Confermata la sua tradizione positiva nei confronti del Cile, battuto negli ultimi quattro confronti con un sal

Il Brasile è tornato, il Sudamerica è avvisato. Contro il suo avversario preferito degli ultimi anni, il Cile subissato da 18 reti in quattro gare, la Seleçao fa saltare di gioia anche Carlos Dunga, liberato almeno per qualche ora dall"enorme pressione che travolge i c.t. della nazionale più famosa del mondo. Il 6-1 di Puerto La Cruz, punteggio roboante a parte, celebra ufficialmente la rinascita della Seleçao, dopo i rassicuranti segnali del match precedente, con l'Ecuador. E la notizia è che il Brasile non è solo Robinho: la squadra, anzi, con i movimenti di Vagner Love e Julio Baptista e la solidità del centrocampo, assiste e sublima le giocate della stella del Real, ora al comando della classifica cannonieri con 6 reti dopo la doppietta al Cile.

Il Brasile di Dunga è solidità e consistenza, ma anche qualità. Quella di Julio Baptista, stupendo realizzatore del 2-0; e di Juàn, che con i cileni ha un conto aperto. Quella di Puerto la Cruz, è la sua terza rete negli ultimi quattro confronti con la selezione andina. Rispetto alle difficoltà di inizio torneo, la nazionale verdeoro sta mostrando anche una brillantezza crescente. Gli esempi principali dei progressi atletici sono rappresentati da Josuè, primo centro in carriera in nazionale, da Vagner Love, protagonista nelle azioni dei gol di Julio Baptista e Robinho, prima di entrare, finalmente, nel tabellino dei marcatori con la rete del 6-1. Una segnatura ininfluente per la sostanza del punteggio, ma fondamentale per dargli ulteriore fiducia e convinzione in vista della volata finale nella Copa.

Dunga, insomma, si esalta perché vede finalmente assemblarsi i pezzi principali del suo mosaico, sino a una settimana fa così caotico. Il Brasile è tornato, il Sudamerica è avvisato: dopo aver probabilmente pensato di potersene sbarazzare prima delle semifinali, Uruguay e Argentina dovranno fare ancora i conti, con la Grande Rivale di sempre.

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