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Valdivia, il Mago del Cile che farebbe comodo a tante italiane

Valdivia, il Mago del Cile che farebbe comodo alle italiane

Il 25/06/2015 alle 03:22Aggiornato Il 25/06/2015 alle 03:46

Il fantasista del Cile contro l'Uruguay ha assistito la rete di Isla ed ha illuminato la scena con una serie di giocate da urlo: un po' Pirlo, un po' Riquelme, un po' Valderrama. Jorge Valdivia è uno dei trascinatori insieme a Vidal del Cile. A 31 anni ha raggiunto la maturità tecnica e nonostante in Europa abbia deluso col contratto in scadenza potrebbe fare gola a tanti

el_mago_oficial. Questo è il suo username ufficiale su Twitter. Già, El Mago. Tradotto (e non è difficle) Il Mago. Mai definizione fu più appropriata. Prestigiatore nato, capace di far sparire e apparire il pallone come pochi al mondo nei dribbling stretti, in grado di vedere traiettorie e linee di passaggio che per i comuni mortali rimangono enigmi. Gioca nel ruolo che in Sudamerica viene definito volante de creación o enganche. Trequartista creativo. Che produce gioco verticale e orizzontale. Un po’ Pirlo, un po’ Riquelme, un po’ Valderrama. Molto Valdivia. Unico, infatti, nel suo modo di giocare, così irriverente, così sfrontato, così inaffidabile. Jorge Valdivia è l’idolo di un Paese intero e più in generale, dovrebbe esserlo di chi ama questo sport.

Prende l’odio e lo trasforma in amore

Nato in Venezuela, dove ha vissuto tre anni, appassionato di baseball, si è sempre sentito cileno. Un amante del calcio: nel senso che adora giocare con il pallone tra i piedi e che fa innamorare chi lo guarda. Un talento vero, che fin dalle giovanili nel Colo Colo ha incantato allenatori e compagni. Non tocca la palla, le fa venire un orgasmo, scrisse di lui un noto giornalista cileno. Sì, Valdivia è sempre stato così. Nella sua carriera tante esperienze: Universidad de Concepción, poi l’Europa tra Rayo Vallecano (Spagna) e Servette (Svizzera), a 21-22 anni, senza sfondare. Allora il ritorno in Sudamerica, nel suo Colo Colo. Infine Brasile: Palmeiras, soldi a palate all’ Al Ain FC negli Emirati e ancora Palmeiras, dove insegna magie dal 2010. Lo adorano tutti, tanto da dedicargli la famose canzone che recita: Prende l'odio e lo converte in amor.

Testa pazza come Vidal

Fuori dal campo viene descritto come un nottambulo e donnaiolo. Nel 2011, dopo che lui e altri tre compagni (tra cui lo juventino Vidal) si presentarono all'allenamento con quasi un'ora di ritardo e con i postumi ben visibili di una nottata particolarmente allegra, finì nei guai. L'allora ct Claudio Borghi, che quando allenava Valdivia nel Colo-Colo lo definì “Uno dei cinque migliori giocatori al mondo” (definizione poi ripresa da un certo Pelè al Mondiale), gli disse che con la Roja aveva chiuso. Sampaoli lo ha richiamato, incentrando lo splendido gioco cileno sulle sue giocate, sia ai Mondiali 2014 in Brasile che nella Copa 2015.

Male in Europa, ma può far comodo a tante: fra 2 settimane è libero

Un tunnel all’uruguagio Fucile nel primo tempo di Cile-Uruguay, quarto di finale della Copa 2015, ha scatenato i social network. Poesia, genialità. Unico squillo di una partita resa noiosa dallo status quo” difensivista della solita Celeste di Tabarez. Poi l’assist decisivo a Isla per il gol-partita. Tanti discutono la sua mobilità e la sua discontinuità. In realtà, con le doti tecniche e le visioni innaturali che possiede, in un campionato a bassi ritmi come quello italiano, può ancora fare la differenza. È un 10 classico, uno di quelli che non ama schemi rigidi e tatticismi forzati. Lui deve essere libero. Tra due settimane scade il suo contratto con il Palmeiras: chiunque volesse regalare un po’ di spettacolo ai suoi tifosi, punti su Jorge Valdivia. Costruitegli una squadra attorno che corre come ha fatto Sampaoli, lasciate gli altri 10 a lavorare”, che poi la partita ve la risolve lui. Un mago speciale, che è già entrato nella storia del calcio sudamericano.

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