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Argentina da sogno: vola in finale e Messi si prende il record

Argentina da sogno: vola in finale e Messi si prende il record

Il 22/06/2016 alle 04:58Aggiornato Il 22/06/2016 alle 05:22

La Seleccion batte 4-0 gli Stati Uniti e va a New York, con la Pulga che firma il gol numero 55 in nazionale: superato Batistuta. A segno anche Lavezzi, che apre le danze dopo appena 3 minuti, e Higuain, autore di un'altra doppietta. L'unica preoccupazione è per un brutto infortunio occorso al Pocho. Domenica l'ultimo atto contro una tra Colombia e Cile.

Troppo facile il paragone con Brasile-Germania 1-7: il risultato finale è diverso, più morbido, e certamente non rimarrà nella storia, ma come concetto siamo lì. Troppo netto il divario tecnico tra la Seleccion di Martino e tutte le sue avversarie di questa Copa America, e certamente è troppo netta la distanza con gli Stati Uniti: il 4-0 finale disegnato principalmente tra il primo tempo e l'inizio del secondo racconta in maniera solo parziale l'andamento di una gara che deraglia dai binari dell'equilibrio già dopo 3 minuti. A Houston, insomma, hanno un problema solo gli americani di Klinsmann, che per tutta la gara non riescono mai a calciare verso la porta di Romero. Mentre l'Argentina si diverte vedendo il suo trio offensivo, Lavezzi-Messi-Higuain, andare interamente a segno, e celebra l'ennesimo record della Pulga: con la punizione del momentaneo 2-0, Leo supera Gabriel Omar Batistuta (raggiunto solo 3 giorni fa) e, con 55 reti, si issa al comando della classifica dei migliori marcatori argentini di sempre. Appuntamento dunque all'ultimo atto, a cui l'Argentina arriva dopo soli 12 mesi dal doloroso ko di Santiago: a New York, nella notte tra domenica e lunedì, arriverà una tra la Colombia e lo stesso Cile. C'è aria di rivincita?

La cronaca della partita

3 minuti e l'Argentina è già avanti: schema d'angolo, la difesa americana sale malissimo lasciando in posizione regolare Lavezzi e il Pocho, lanciato in area da una scodellata dolce dolce di Messi, inzucca superando in lob un Guzan rimasto nella terra di nessuno. Come si reagisce, quando si subisce un gol a freddo? Non si reagisce, se la forbice qualitativa è così ampia. E infatti gli Stati Uniti si perdono inesorabilmente, nonostante la propositività di Zardes, l'ultimo a mollare. L'Argentina, a dire il vero, non crea moltissimo: un'azione personale di Messi con sinistro ben bloccato dal portiere avversario e poco altro, almeno nei pressi dell'area avversaria. Però è mortifera quando ha la possibilità di chiudere i conti: è il 32' quando Leo calcia quasi dal limite una punizione mancina che va a infilarsi sotto l'angolo opposto. È il gol dello 0-2: quello del record e quello che, nella sostanza, spegne ogni velleità di rimonta di Dempsey e compagni.

La ripresa quasi non ha senso d'esistere, nonostante l'ingresso all'intervallo del giovanissimo Pulisic. Il punto del tris arriva quasi subito: è il 5' quando Higuain zittisce definitivamente quei pochi tra i quasi 71mila che ancora credevano nel miracolo, ricevendo da un gran Lavezzi, venendo fermato una prima volta da Guzan ma trovando la rete al secondo tentativo. Al 50' è 0-3, e la gara in pratica finisce lì: l'Argentina controlla le forze pensando alla finale di domenica mattina, gli Stati Uniti non riescono neppure a giocare con l'orgoglio. Anzi, è ancora Higuain, dopo che Guzan ha detto di no a Messi, a firmare il poker a porta vuota su assist del compagno. La preoccupazione, per Martino, arriva semmai dagli infortuni: Augusto Fernandez lascia il campo acciaccato, ma a far davvero paura è l'infortunio occorso a Lavezzi, che ruzzola al di là dei tabelloni pubblicitari cadendo malissimo su un braccio e dovendo lasciare il campo. L'unica macchia di una serata che, per il resto, ha i contorni della perfezione.

La statistica chiave

Basta un dato per spiegare la semifinale di Houston: in 90 minuti più recuperi, gli Stati Uniti non riescono mai a calciare verso la porta di Romero.

Il tweet

"Dicono che Messi in nazionale non fa nulla, ma scambierei metà di questo nulla con quello che Neymar crede di fare per il Brasile" (Andre Rizek, presentatore dell'emittente brasiliana SporTv, durissimo con la stella della Seleção)

Il migliore in campo

Leo Messi. Un gol, quello del record, e due assist uno più prezioso dell'altro: basterebbe questo per capire l'impatto devastante sul match del miglior giocatore del mondo. Mostruoso, semplicemente mostruoso.

Il peggiore in campo

Chris Wondolowski. Non adatto, probabilmente, per giocare una partita così importante: in un tempo, di lui ci ricordiamo tanta corsa a vuoto, errori in serie, un livello di pericolosità praticamente inesistente e un giallo. All'intervallo Klinsmann lo rimpiazza col baby Pulisic.

Il tabellino

Stati Uniti (4-3-3): Guzan; Yedlin, Cameron, Brooks, Johnson; Beckerman (60' Birnbaum), Bradley, Zusi; Zardes, Wondolowski (46' Pulisic), Dempsey (78' Nagbe). Ct: Klinsmann

Argentina (4-3-3): Romero; Mercado, Otamendi, Funes Mori, Rojo (84' Cuesta); A. Fernandez (59' Biglia), Mascherano, Banega; Messi, Higuain, Lavezzi (67' Lamela). Ct: Martino

Arbitro: Enrique Caceres (Paraguay)

Gol: 3' Lavezzi, 32' Messi, 50' e 86' Higuain

Note: ammonito Wondolowski (S)

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