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Da 0 a 10, il Pagellone della Copa America: maledizione Messi, James incanta

Da 0 a 10, il Pagellone della Copa America: maledizione Messi, James incanta

Il 08/07/2019 alle 21:50

Il Brasile rispetta i pronostici della vigilia, ma un voto altissimo va anche al Perù e a Gareca. Prosegue invece il digiuno di trofei dell'Argentina, che ha in Lautaro Martinez una delle poche luci. Ottimo il sogno napoletano James Rodriguez, ma anche Duvan Zapata e Pulgar.

Voto 10… a un Brasile dominante anche senza Neymar

Perdere la propria stella indiscussa a pochi giorni dall'inizio di una grande manifestazione stroncherebbe le ambizioni di chiunque. Non del Brasile, che anche senza Neymar - infortunatosi a una caviglia, nonché accusato di un presunto stupro - ha costruito una squadra solida e vincente. Trovando l'assetto ideale con l'inserimento a torneo in corso di Gabriel Jesus e del capocannoniere Everton e fondando le proprie ambizioni, rese smodate dal fattore campo, su una fase difensiva quasi impermeabile. Pronostico rispettato in pieno.

Les Brésiliens remportent un neuvième titre à domicile

Les Brésiliens remportent un neuvième titre à domicileGetty Images

Voto 9... al Perù di Gareca, a un passo dal sogno

Semifinale nel 2011, semifinale nel 2015, quarti di finale nel 2016, qualificazione ai Mondiali nel 2018, finale nel 2019. Un'ascesa che ha toccato il proprio picco al Maracanã. L'acuto finale non è arrivato, perché il Brasile si è confermato più forte e più qualitativo, ma il secondo posto nulla toglie al cammino vincente del Perù, passato definitivamente da sorpresa a realtà dopo l'arrivo in panchina di Ricardo Gareca. A Lima hanno di che essere orgogliosi, come ribadito anche sui profili social della Selección.

Voto 8... ai lampi di James Rodriguez e Duvan Zapata

Colombia eterna incompiuta, ancora una volta. Eppure, se i rigori le sono stati fatali contro il Cile, negli occhi rimangono soprattutto le giocate a tratti deliziose di James Rodriguez, il suo uomo simbolo, a tratti inarrestabile. Luce per gli occhi dei tifosi del Napoli, dove il mancino del Real Madrid potrebbe approdare a breve. Bene anche Duvan Zapata, che quando è stato chiamato in causa non ha tradito. Una conferma, dopo l'ultima strepitosa stagione all'Atalanta.

James Rodriguez

James RodriguezGetty Images

Voto 7... alla conferma del bolognese Pulgar

Metronomo dello splendido Bologna di Mihajlovic, apparentemente spacciato ma capace di conquistarsi la salvezza con un turno d'anticipo, e punto focale anche del Cile. A proposito di conferme, ecco anche quella di Erick Pulgar. Geometrie, fatica, interdizione e pure un gol. Bella Copa per il regista rossoblù, destinato a diventare un pezzo pregiato del mercato.

Voto 6... ai talenti da calciomercato del Giappone

Uno, l'aggraziato trequartista Nakajima, se l'è appena aggiudicato il Porto. Un altro, il “Messi giapponese” Kubo, giocherà nel Real Madrid (Castilla, ok). Il Bologna prenderà il centrale Tomiyasu e pure l'esordiente Miyoshi, autore di una prestigiosa doppietta all'Uruguay, è destinato a far strada. Insomma, se il Giappone è stato precocemente eliminato, non si può dire che non abbia lasciato traccia. Sia in Brasile che nelle sedi del calciomercato.

Miyoshi esulta in Uruguay-Giappone, Copa America

Miyoshi esulta in Uruguay-Giappone, Copa AmericaGetty Images

Voto 5... a un'Argentina sorretta solo da Lautaro

A un certo punto avevano iniziato pure a crederci, in Argentina, ma la superiore qualità del Brasile ha fatto la differenza in semifinale. Ironia della sorte, a Belo Horizonte l'Albiceleste è stata eliminata dopo aver disputato la sua miglior prestazione in tutta la Copa America. In precedenza aveva invece traballato non poco, iniziando con un punto in due giornate e venendo spinta a forza dalle reti fulminee – la prima col Qatar, la seconda col Venezuela – dell'interista Lautaro Martinez. La nota più positiva in un cammino a due facce. E intanto il digiuno di trofei è arrivato a 26 anni.

Lautaro Martinez con la maglia dell'Argentina - Copa America 2019

Lautaro Martinez con la maglia dell'Argentina - Copa America 2019Getty Images

Voto 4... alla sceneggiata isterica di Medel

In una Copa America tutto sommato tranquilla, con pochissimi episodi di nervosismo, la finalina per il terzo e quarto posto tra Argentina e Cile ha fatto storia a sé. Contava solo per la medaglia di bronzo, eppure i cileni hanno provato in tutti i modi a incendiarla. Con un episodio simbolo: la doppia espulsione di Gary Medel e Lionel Messi, a dire il vero provocata soprattutto dall'isterico comportamento dell'ex nerazzurro, già nervosissimo. Una delle poche scene davvero da dimenticare della manifestazione.

Voto 3... a Messi e a una maledizione senza fine

A proposito di Argentina. Trofei con il Barcellona: 33. Trofei con la Selección: zero. La maledizione di Leo Messi prosegue, inesorabile e apparentemente inarrestabile. In Brasile s'è visto solo qualche sprazzo del miglior giocatore del mondo, a segno solo su rigore col Paraguay e, complessivamente, ben al di sotto dei propri standard. L'appuntamento con il successo è nuovamente rinviato. E l'espulsione contro il Cile, ma anche le polemiche contro arbitri e CONMEBOL e la mancata presenza alla premiazione per il terzo posto, rappresentano un contorno poco edificante.

Messi deluso in Brasile-Argentina, Copa America

Messi deluso in Brasile-Argentina, Copa AmericaGetty Images

Voto 2... a un Suarez fuori forma e decisivo in negativo

Doveva essere (anche) la Copa del Pistolero, che però l'ha abbandonata prima ancora delle semifinali. Suarez si è presentato in Brasile con una silhouette non esattamente da atleta, ha segnato un paio di gol nei gironi, ma contro il Perù ha tradito l'Uruguay sbagliando l'unico rigore di una serie di tiri dal dischetto altrimenti immacolata. Il momento davvero da ricordare del suo torneo? Le ormai celeberrime proteste per mani in area del portiere cileno Arias...

Luis Suárez, desolado tras fallar su penalti ante Perú

Luis Suárez, desolado tras fallar su penalti ante PerúGetty Images

Voto 1... a una Bolivia troppo modesta per essere vera

Tre partite, tre sconfitte. E un'eliminazione rapida, indolore e probabilmente scontata. Anche in Brasile la Bolivia ha confermato di essere la cenerentola del calcio sudamericano. Pure le “straniere” Qatar e Giappone si sono comportate in maniera più degna. Dimenticatevi gli anni Novanta, quelli di "Platini" Sanchez, del Diablo Etcheverry, della qualificazione al Mondiale americano e della finale di Copa America del 1997: il presente e il futuro della Verde poggiano su un terreno arido e senz'erba.

Marcelo Martins consola Saavedra in Bolivia-Perù, Copa America

Marcelo Martins consola Saavedra in Bolivia-Perù, Copa AmericaGetty Images

Voto 0... ai terreni di gioco brasiliani

Per carità, lì si è iniziato a giocare a gennaio e si è finito un mese fa, poco prima dell'inizio della Copa America, ma la condizione pietosa dei terreni di gioco non è e non può trovare scuse accettabili. Tra zolle infide e ciuffi d'erba misti a tanta terra, le 12 nazionali hanno faticato non poco a giocare col pallone tra i piedi, tanto che più di qualcuno - tra questi pure il ct campione Tite - si è lamentato pubblicamente. Menzione negativa anche per lo scarso afflusso di pubblico, fasi finali escluse: l'idea di alzare i prezzi non si è rivelata vincente.

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