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Gabigol, dilemma Inter: riprenderlo a gennaio o venderlo alzando il prezzo?

Gabigol, dilemma Inter: riprenderlo a gennaio o venderlo alzando il prezzo?

Il 24/11/2019 alle 13:03Aggiornato Il 24/11/2019 alle 13:28

Il 23enne brasiliano, con una doppietta nella finale di Copa Libertadores, ha trascinato il Flamengo a un titolo atteso 38 anni. I nerazzurri proprietari del suo cartellino, che si è rivalutato clamorosamente, riflettono: è meglio fare cassa con la sua cessione o utilizzarlo da gennaio vista la carenza di attaccanti a disposizione di Antonio Conte?

Un finale così nessun tifoso del Flamengo osava sognarlo. Sembra un film ma è la realtà con Gabigol nelle vesti di attore protagonista della finale di Copa Libertadores. L'uomo della provvidenza segna due gol, tra l'89' e il 92', e ribalta il River Plate, campione in carica, regalando al popolo rubronegro quel titolo atteso 38 anni. Allora, nel 1981, la vittoria della Libertadores portò la firma di Zico. Stavolta quella di Gabriel Barbosa Almeida, detto Gabigol, che firma il 40° gol stagionale in 54 partite e si laurea capocannoniere della competizione con 9 centri. Stagione mostruosa la sua tanto che l'Inter, proprietaria del suo cartellino, gongola.

" Potrei dire molte cose, ma prima voglio ringraziare Dio per questo momento speciale. Un momento che verrà conservato per il resto della mia vita, momento storico per tutti noi tifosi del Flamengo e per noi brasiliani. Mille grazie alla mia famiglia, allo staff, ai giocatori, alla nazione che ha invaso il Perù. Voglio solo dire grazie. Momento storico [Gabigol]"

"Adesso valgo il quadruplo" ha aggiunto l'attaccante scherzando, ma adesso la società nerazzurra è di fronte a un bel dilemma. Il 23enne segnò la miseria di un gol (al Bologna) in 10 presenze con la maglia dell'Inter: scenari lontani rispetto all'attualità.

Gabigol è tutto di proprietà dell'Inter e il prestito al Flamengo scade a fine dicembre. Un mese fa era stato trovato un accordo di massima intorno ai 22 milioni di euro (più una percentuale sulla rivendita e 5 al giocatore fino al 2024) per l'eventuale riscatto, poi però il club brasiliano non ha affondato, forse convinto di poter giocare al ribasso in assenza di altre proposte, in particolare dall’Europa, sul tavolo dell’Inter. Un atteggiamento che non è però piaciuto a Marotta, non più disposto a trattare sulle cifre precedenti. Secondo la Gazzetta dello Sport, ora servono non meno di 35-40 milioni di euro per stuzzicare la Beneamata, come ha fatto capire lo stesso Marotta. Anche perché con certi numeri sul tavolo (40 reti in 54 partite stagionali), è davvero facile che attorno al ragazzo si scateni una vera e propria asta internazionale.

Questa prima opzione, che è dunque monetizzare il più possibile mettendo nelle casse soldi freschi da reinvestire nel mercato di riparazione, resta la più plausibile ma ce n'è una seconda che non si può scartare. L'Inter è alla ricerca di un attaccante, i dirigenti non ne fanno mistero e Conte si è più volte lamentato circa le poche alternative disponibili nella rosa. Si fa il nome di Giroud o di altri profili low cost per dare respiro alla coppia d'attacco titolare formata da Lautaro Martinez e Lukaku, dal momento che Politano e Sanchez sono alle prese con i rispettivi infortuni mentre Esposito è pur sempre un giovane da impiegare con intelligenza.

" È un grande giocatore e l'idolo della tifoseria. In nessun altro posto riuscirebbe a essere felice come qui. Spero con tutto me stesso che resti [Rodolfo Landim, presidente del Flamengo]"

In una fase iniziale, a gennaio 2020 per intenderci, non è da escludere che Gabigol si alleni direttamente agli ordini di Antonio Conte. Il brasiliano sarebbe meno utile alla causa di Giroud o di un centravanti di tale livello? Il suo rendimento, stupefacente in Brasile, precipiterebbe di nuovo in un contesto diverso come quello della Serie A e del calcio europeo? A queste domande, che in queste ore si stanno ponendo gli uomini mercato dell'Inter, bisognerà presto dare una risposta.

D'altronde, Gabriel Barbosa ha sovvertito tutte le regole, comprese quelle della scaramanzia, accarezzando la coppa all'ingresso in campo prima del fischio d'inizio della finale giocata al Monumental U di Lima.

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