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Copa Sudamericana all’Independiente: decisivo il rigore di Ezequiel Barco

Copa Sudamericana all’Independiente: decisivo il rigore di Ezequiel Barco

Il 14/12/2017 alle 07:49

Dal nostro partner Agenti Anonimi

Da un lato il tentativo di rimonta, dall’altro la voglia di tornare ad essere il Rey de Copas a 7 anni dall’ultimo trionfo, avvenuto proprio in Copa Sudamericana e contro una brasiliana (Goias): Flamengo-Independiente è molto più di una semplice partita, è una sfida all’ultimo respiro che mette in palio il trofeo tanto ambito da chi ha iniziato il torneo dal 1° turno (il Rojo) e da chi è arrivato dalla Copa Libertadores (i rubronegros), e che tra l’altro ieri ha generato degli scontri tra i tifosi del Fla e la polizia (dopo un tentativo d’assalto all’hotel avversario).

Si parte dalla vittoria argentina e dal 2-1 dell’Estadio Libertadores de America, e Holan opta per due variazioni che nascono proprio dal vantaggio casalingo: nel 4-2-3-1 spazio all’esperienza e alla garra di Amorebieta e Domingo nel cuore nevralgico di difesa e centrocampo, coi due che vengono preferiti alla folle duttilità di Gaston Silva (difensore centrale qui) e agli inserimenti manovrieri di Sanchez Miño, e chiamati a proteggere i tenorini Benitez-Barco-Meza, confermati alle spalle di Gigliotti. Cambia anche Reinaldo Rueda, che si affida sempre alle doti difensive di Juan (reduce dall’ultimo trionfo internazionale del club, la Copa Mercosur 1999: la competizione, unendosi alla Copa Merconorte, ha dato origine nel 2002 all’attuale Copa Sudamericana) e ai gol di Felipe Vizeu, oltre che alla fantasia di Diego, ma lascia fuori Everton Ribeiro: lo sostituisce O Motorzinho Everton, chiamato a dare maggior velocità, e il Flamengo parte subito forte.

La prima occasione infatti è proprio dei brasiliani, con una zampata di Felipe Vizeu che esce di poco, e lo è anche la seconda: lo stesso numero 25 serve Everton, che si fa ipnotizzare da Campaña e gli tira letteralmente addosso. L’Independiente, come all’andata, parte lento, ma poi cresce tentando di replicare il gran gioco messo in mostra al Libertadores de America e prendere possesso del centrocampo: questo è un po’ l’obiettivo di entrambe le squadre, ma alla fine le occasioni sono poche e la prima rete arriva da una palla inattiva. Ancora una volta le palle ferme fregano il Rojo, che subisce gol su un’azione perfetta del Flamengo, scatenata da una punizione di Diego, proseguita con la spizzata di Juan e il cross di Rever, e finalizzata da Lucas Paquetà: il talento 20enne insacca e porta avanti il Flamengo al 30′, ma il vantaggio dura poco. Nella fattispecie, 9 minuti, con l’Independiente che reagisce, supera l’infortunio di Benitez sostituendolo con un Albertengo che oscilla tra l’attacco e il ruolo di terzino aggiunto, e pareggia al 39′: Gustavo Cuellar stende Meza, Wilmar Roldan assegna il rigore (e la VAR conferma) e Barco lo trasforma, segnando l’1-1 in quella che sarà la sua notte d’addio al Rojo. Da domani sarà un giocatore dell’Atlanta United (per 12mln di $), ma intanto il classe ’99 fa sognare l’Independiente, che va al riposo avanti di una rete nel computo complessivo: 1-1 al 45′, il Flamengo dovrà attaccare nella ripresa per far sognare il Maracanà.

La ripresa scatta subito con un’occasione del Flamengo, ma Campaña neutralizza il tiro di Lucas Paquetà: i ritmi sono più bassi in quest’avvio del secondo tempo, e Rueda si gioca il tutto per tutto inserendo Vinicius Junior per Trauco e arretrando Everton a terzino. Mossa che funziona in fase offensiva, ma che sbilancia il Flamengo, che rischia in contropiede: Gigliotti effettua una grande azione palla al piede, salta Cesar con un pallonetto (lasciato passare da Barco), ma Juan salva sulla linea ed evita il tracollo al 58′. Il Flamengo reagisce con Vinicius Jr e con un colpo di testa a palombella di Willian Arao, lancia ulteriormente l’assedio inserendo Everton Ribeiro al posto di Cuellar e sfiora la rete anche con Rever: il capitano del Fla, munito di cuffia (lanciata via dopo quest’occasione) dopo un tremendo testa-contro-testa con Tagliafico, colpisce a lato. È il rischio che scuote l’Independiente, che inizia a risalire e provare ad allontanare gli avversari dalla propria area: Barco aziona Albertengo, che trova la gran parata di Cesar, e anche Gigliotti ha la sua occasione. È proprio Barco, però, a luccicare nel finale del match con una serie di giocate belle e utilissime, facendo ammonire Juan e scatenando una mezza rissa che però non toglie l’ultima chance al Flamengo: Campaña esce in modo sciagurato, Rever ha la palla dei supplementari, ma sbaglia tutto e manda alto. Finisce così, con l’1-1 che regala all’Independiente la vittoria nella Copa Sudamericana 2017: il Rey de Copas torna tale 7 anni dopo, battendo nuovamente una brasiliana e conquistando un nuovo trofeo. È l’apoteosi per un Rojo che ha conosciuto anche l’onta della retrocessione in questi 7 anni, è l’apoteosi per il tecnico e tifoso Ariel Holan, è l’apoteosi per Ezequiel Barco, che saluta la sua gente con la rete che vale il trofeo: da domani sarà un giocatore dell’Atlanta United del Tata Martino (per 10mln di euro circa, che occasione persa per le big europee) in MLS, ma questa è un’altra storia.

(di Marco Corradi)

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