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La follia del Burkina Faso sfida l'Egitto del redivivo Héctor Cúper: la semifinale agli antipodi

La follia del Burkina Faso sfida l'Egitto del redivivo Cúper: la semifinale agli antipodi

Il 31/01/2017 alle 19:13Aggiornato Il 31/01/2017 alle 20:11

Veloci, fisici e istintivi: il Burkina Faso incarna la squadra "africana" per eccellenza. Una delle poche rimaste, nel calcio internazionalizzato di oggi. E che domani incrocerà il team più "europeo" della rassegna gabonese, il pragmatico Egitto dell'hombre vertical. I burkinabè giocheranno per il loro popolo, tra i più straziati al mondo.

Ragionando per paradigmi (per quanto possano valere), l'Europa, in Africa, è sempre più vicina - oltre che al Nord, per evidenti ragioni geografiche - lungo le coste, dove sono collocate gran parte delle capitali del Continente Nero. In Burkina Faso, invece, non c'è il mare e Ouagadougou si trova al centro esatto del paese.

Veduta di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso (LaPresse)

Veduta di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso (LaPresse)LaPresse

Qui è Africa da capo a piedi, senza compromessi: che in sé vuol dire tutto e niente, ma è un concetto che si può riassumere come "capacità di arrangiarsi nelle difficoltà più estreme". Da queste parti la piazza principale si chiama "ONU", si viaggia in sella a scooter e motorini rudimentali.

Tutti, in questi giorni, rigorosamente con la bandierina rossoverde-stellata, che volle fortemente Thomas Sankara, militare rivoluzionario, il "Che Guevara africano", il quale voleva dare un taglio coi francesi ai doveri post coloniali del paese. Che, grazie a lui, guadagnò la propria identità, passando a chiamarsi da "Alto Volta" a "Burkina Faso", letteralmente, "Terra degli uomini Integri".

La formazione del Burkina Faso che ha affrontato e battuto 2-0 la Tunisia nei quarti di finale di Coppa d'Africa 2017. In piedi da sinistra: Bayala, Dayo, Koné, Koffi, Nakoulma, Kaboré. Accosciati: Coulibaly, Yago, B. Traoré, Touré e Ab. Traoré (LaPresse)

La formazione del Burkina Faso che ha affrontato e battuto 2-0 la Tunisia nei quarti di finale di Coppa d'Africa 2017. In piedi da sinistra: Bayala, Dayo, Koné, Koffi, Nakoulma, Kaboré. Accosciati: Coulibaly, Yago, B. Traoré, Touré e Ab. Traoré (LaPresse)LaPresse

Stalloni al Galoppo, con le parole di Tom Sank

Correva l'anno 1984. Tom Sank, com'era anche chiamato (fatto assassinare tre anni dopo dal voltagabbana Blaise Compaoré, che salì al potere e ci stette per 27 anni consecutivi) spiegava: "Non è possibile effettuare un cambiamento fondamentale senza una certa dose di follia". Sono le parole a cui si stanno ispirando gli "Stalloni", i ragazzi che, timonati dal coach portoghese Paulo Duarte, stanno galoppando lungo una favola che, a sorpresa, li ha portati alle semifinali della rassegna continentale di Gabon 2017, dopo aver eliminato 2-0 la Tunisia e, prima ancora, vinto il girone A con Camerun, Gabon e Guinea Bissau.

Esultanza Burkina FAso dopo il match contro la Tunisia. Coppa d'Africa 2017 (LaPresse)

Esultanza Burkina FAso dopo il match contro la Tunisia. Coppa d'Africa 2017 (LaPresse)LaPresse

Istinto africano vs pragmatismo europeo, chi vincerà?

La squadra che, più di tutte, incarna il mito del calcio africano: fisico, veloce, rudimentale ma profondamente generoso. Una sorta di mimesi perfetta della terra che rappresentano. E che dovrà scontrarsi con un concetto di football - anzi, fútbol - completamente agli antipodi, la sintesi europea di un tecnico argentino (!) follemente pragmatico: Héctor Cúper, che ha plasmato (o, per meglio dire, "plagiato") il suo Egitto, trasformandolo con pazienza dalla classica nordafricana dal talento indolente, a una formazione "ermetica", che segna solo gol decisivi. Quelli che bastano. Dato che, là dietro, non passa nulla, grazie a un comparto difensivo ben istruito e comandato dal portiere quarantaquattrenne (punto esclamativo prosaico) Essam El Hadary.

Esultanza Burkina FAso dopo il match contro la Tunisia. Coppa d'Africa 2017 (LaPresse)

Esultanza Burkina FAso dopo il match contro la Tunisia. Coppa d'Africa 2017 (LaPresse)LaPresse

Aristide il globetrotter

Le due nazionali si sono affrontate più o meno un anno fa, era il 27 febbraio 2016 allo stadio di Borg El Arab, non lontano da Alessandria. Come finì? Con l'Egitto inviolato e vincente, all'inglese, 2-0 con la doppietta di Said, il risolutore, che decise a pochi istanti dalla fine, la recente sfida con l'Uganda. Ma domani, alle 20, allo Stade d'Angondjé di Libreville, nella prima delle due semifinali della Coppa (l'altra sarà Camerun-Ghana), gli Stalloni sono chiamati a rompere le regole, come fin qui sono riusciti a fare. Difficile, questa volta, ma non impossibile. Il perché sta scritto, più che nel talento fin qui inesploso della giovane ala destra dell'Ajax Bertrand Traoré, nel cuore dell'attaccante giramondo 32enne Aristide Bancé, che per non perdere la convocazione di Duarte, piuttosto che rimanere svincolato, ha fatto armi e bagagli accettando uno scomodo e "mini" contratto in Lettonia, tra le fila dell'FK Riga.

Bancé erzielte die späte Führung für Burkina Faso

Bancé erzielte die späte Führung für Burkina FasoSID

Favole nelle favole. E poi c'è il contropiedista svincolato Nakoulma

Quella di Bancé è la favola nella favola: con Duarte che, per scardinare la difesa tunisia, a un quarto d'ora dalla fine, si gira verso la panchina e gli ordina di entrare nella mischia. E Aristide ci mette esattamente 5 minuti a far partire, dal suo destro, un colpo da biliardo radente il palo su calcio di punizione, portando avanti i burkinabé, che dove non arrivano con la tecnica (grezza e intermittente), ci arrivano col cuore.

Burkina Faso-Tunisia, Coppa d'Africa 2017: Aristide Bancé e compagni esultano dopo il gol che ha sbloccato il risultato (LaPresse)

Burkina Faso-Tunisia, Coppa d'Africa 2017: Aristide Bancé e compagni esultano dopo il gol che ha sbloccato il risultato (LaPresse)LaPresse

Al resto ha pensato un certo Préjuce Nakoulma, lo svincolato (dal Kayserispor, Turchia) meno famoso rispetto al togolese Adebayor. Che, all'alba dei 30 anni, si è posto come il contropiedista più poderoso di questa Coppa. Dategli una palla lunga e lui fa partire il "turbo", si mette a sportellare con il mondo intero, e alla fine fa gol. Lo ha fatto contro il Gabon, si è ripetuto con le Aquile di Cartagine.

In primo piano (pantaloncini numero 7) Préjuce Nakoulma, che scoppia di gioia insieme ai suoi compagni di squadra dopo aver realizzato il gol del 2-0 in Burkina Faso-Tunisia, quarti di finale di Coppa d'Africa Gabon 2017 (LaPresse)

In primo piano (pantaloncini numero 7) Préjuce Nakoulma, che scoppia di gioia insieme ai suoi compagni di squadra dopo aver realizzato il gol del 2-0 in Burkina Faso-Tunisia, quarti di finale di Coppa d'Africa Gabon 2017 (LaPresse)LaPresse

El Hadary-Koffi: scontro generazionale in porta

Con l'Egitto sarà anche "scontro generazionale": se da una parte avremo il "gatto" 44enne El Hadary, dall'altra abbiamo un ragazzo che potrebbe tranquillamente essere suo figlio: Hervé Kouakou Koffi, classe '96, 23 anni di differenza tra i due. Koffi difende i pali degli ivoriani dell'Asec Mimosas Abidjan, ma ha già spasimanti in mezza Europa, grazie al talento cristallino messo in vetrina in Gabon.

Hervé Kouakou Koffi, Taha Yassine Khenissi - Burkina Faso - Tunisia - Africa Cup of Nations 2017

Hervé Kouakou Koffi, Taha Yassine Khenissi - Burkina Faso - Tunisia - Africa Cup of Nations 2017AFP

Per i burkinabé, contro la povertà. Sensibilizzando il mondo intero

Ad ogni buon conto, i burkinabè giocheranno con una spinta in più: regalare una gioia a un popolo straziato dalla povertà, dalla malnutrizione infantile, la cui economia si regge sugli aiuti umanitari. Gli onori alla squadra di Duarte sono arrivati direttamente dal presidente di stato Roch Kaboré.

E nella capitale Ouagadougou si pensa che la scalata degli Stalloni nella Coppa d'Africa, stia portando benefici ai commercianti ambulanti venditori di gadget.

Sarà il solito effetto "oppiaceo" del calcio nelle manifestazioni riservate alle nazionali, che nasconde sotto il tappeto tutti i problemi. Ma è già qualcosa, in un posto dove le multinazionali del cibo non sono mai arrivate (non c'è alcun tipo di interesse) e l'unica cosa che si può fare è vendere una manciata di ortaggi, per strada. Se poi ci si trova a nord del paese, nemmeno quella, per colpa del clima desertico. Gli Stalloni ci avevano già provato nel 2013, in Sudafrica: arrivarono in finale, sfiorando l'impresa più grande contro la Nigeria, a cui si arresero 1-0. Chissà che, questa volta, non possa andare diversamente...

Burkina Faso's Aristide Bance celebrates scoring a goal with his team-mates

Burkina Faso's Aristide Bance celebrates scoring a goal with his team-matesReuters

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