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Licaoni carneadi, la favola della Guinea Bissau

Licaoni carneadi, la favola della Guinea Bissau

Il 18/01/2017 alle 08:57Aggiornato Il 18/01/2017 alle 10:28

Si chiamano "Djurtus", ovvero i Licaoni, e credono nel sogno con una rosa di perfetti sconosciuti ma dal cuore grande. Da Juary Soares, difensore-goleador scartato da una squadra di terza serie portoghese all'estremo difensore eroe del match di qualificazione contro lo Zambia, Papa M'Baye Fall, che vive in Spagna ma non fa il calciatore, bensì il preparatore dei portieri di una squadra andalusa.

La loro Coppa d'Africa l'hanno già vinta ma, nel calcio, entusiasmo e motivazioni posso spingere a superare limiti impensabili. E' per questo che la nazionale della Guinea Bissau, nella gara di oggi (mercoledì 18) contro il Camerun, scenderà in campo decisa a dar seguito a quel sogno senza precedenti.

Esultanza panchina Guinea Bissau alla Coppa d'Africa 2017 (LaPresse)

Esultanza panchina Guinea Bissau alla Coppa d'Africa 2017 (LaPresse)LaPresse

La cui fiammella è stata tenuta accesa da quel colpo di testa al 90' della sfida col Gabon da Juary Soares e che ha scatenato la gioia incontrollata della folla che, a Bissau, si è radunata di fronte a un maxi schermo, per seguire compatta i propri beniamini. Una sensazione strana, un evento più unico che raro. Perché la Guinea Bissau è alla sua prima partecipazione a una fase finale di un torneo internazionale.

Gabon-Guinea Bissau, Coppa d'Africa 2017: l'esultanza dopo il gol dell'1-1, al 90', di Juary Soares (LaPresse)

Gabon-Guinea Bissau, Coppa d'Africa 2017: l'esultanza dopo il gol dell'1-1, al 90', di Juary Soares (LaPresse)LaPresse

Un paese martoriato dalla storia: la "folla del pullman" non si spiega solo con l'entusiasmo...

E se si guarda la rosa del presente e quelle del passato, ci si dà anche una spiegazione razionale. Con i propri giocatori che, essenzialmente, sono distribuiti tra la seconda e la terza serie del Portogallo, paese predatore, in epoca colonialista. Quel modo di governare diverso, quello lusitano, rispetto agli inglesi o ai francesi, per esempio.

Libreville, tifosi Guinea Bissau allo Stade d'Angondjé per la gara inaugurale della Coppa d'Africa 2017 (LaPresse)

Libreville, tifosi Guinea Bissau allo Stade d'Angondjé per la gara inaugurale della Coppa d'Africa 2017 (LaPresse)LaPresse

Si possono trovare difetti a chiunque, vero, ma la colonizzazione portoghese era di quelle totalmente disorganizzate: sfruttava, senza mai dare nulla in cambio e senza nemmeno un piano specifico. Cercava di centralizzare tutto, senza mai riuscirci. Lasciava isolato il proprio esercito, che spesso si trovava in condizioni tanto disperate quanto quelle dei fronti di liberazione. Impoveriva.

Coppa d'Africa 2017, Guinea Bissau: il difensore Rudinilson Silva (a destra) e il portiere Jonas Mendes (LaPresse)

Coppa d'Africa 2017, Guinea Bissau: il difensore Rudinilson Silva (a destra) e il portiere Jonas Mendes (LaPresse)LaPresse

Oggi la Guinea Bissau è uno dei 20 paesi più poveri al mondo, oltre il 90% della sua gente (estremamente eterogenea in quanto a etnie) vive con meno di 60 dollari al mese, ben al di sotto della soglia della povertà e, negli ultimi anni, il Paese - tra guerre civili e golpe militari - è arrivata ad accumulare un debito pubblico di oltre 920 milioni. Tutti questi fattori hanno portato la gente a vivere nella delinquenza dilagante (per quanto sia per ragioni di sopravvivenza), paura, totale sfiducia nel futuro.

E' da queste breve sintesi storica (non dall'espressione sommaria "l'entusiasmo della gente per il calcio") che si spiega la fiumana di gente al pullman della nazionale in partenza per il Gabon oppure il boato al gol di Juary Soares davanti a quel maxi schermo di Bissau, la capitale.

Força Djurtus! Lo smacco dello Zambia

In Guinea Bissau non ci sono ferrovie, non ci sono le strade asfaltate, non esiste alcun tipo di infrastruttura. Ma oggi ci sono i "Djurtus", come vengono chiamati nell'idioma creolo-portoghese, i ragazzi della nazionale. Che significa "Licaoni", quei canidi primordiali diffusi in alcune zone dell'Africa, tra cui, appunto la Guinea Bissau.

In Gabon i Licaoni sono arrivati sotto la guida del portoghese Paulo Torres, che aveva preso il posto di un ct - Luis Norton de Matos - nipote (tanto per cambiare) di un generale (esiliato nelle Indie) sostenitore del colonialismo (per quanto nemico del dittatore Salazar), José Norton de Matos. Poi Torres rimediò quattro turni di squalifica ed ora è stato sostituito da Baciro Candé (in passato già tecnico dei Licaoni).

Coppa d'Africa 2017, il ct della Guinea Bissau Baciro Candé (LaPresse)

Coppa d'Africa 2017, il ct della Guinea Bissau Baciro Candé (LaPresse)LaPresse

Tutta colpa - e merito allo stesso tempo - dello storico match contro lo Zambia, vinto 3-2 all'Estádio 24 de Setembro di Bissau 3-2, grazie a una rete di Toni Silva al minuto numero 97 (!) contro lo Zambia, favoritissimo nel girone di qualificazione che comprendeva anche il Congo francese.

Coppa d'Africa 2017, Gabon-Guinea Bissau 1-1, un duello aereo tra Toni Silva (a sinistra) e Johann Obiang (LaPresse)

Coppa d'Africa 2017, Gabon-Guinea Bissau 1-1, un duello aereo tra Toni Silva (a sinistra) e Johann Obiang (LaPresse)LaPresse

Il portiere-eroe che non gioca a calcio

In quella partita successe di tutto. I Licaoni si presentavano con diverse defezioni tra cui una fondamentale. Mancava il portiere. In fretta e furia fu chiamato un certo Papa Massé M'Baye Fall, nome e origini senegalesi, sangue guineense, da tempo immemore in Europa. Vive in Andalusia ma di mestiere non fa il calciatore, o almeno non lo fa più: è preparatore dei portieri del Polideportivo Aguadulce, quinta serie della piramide calcistica spagnola. Il governo di Bissau gli stampa un passaporto a 24 ore dalla sfida, giocata lo scorso 4 giugno.

La federcalcio zambiana, dallo smacco della sconfitta (e dell'eliminazione) presenta ricorso alla Caf, che risponde "picche": è tutto in regola. Ora M'Baye Fall è, stabilmente, il secondo portiere dei Licaoni, e nella partita d'esordio ha rischiato di entrare in campo, in seguito a un fastidio muscolare patito dal titolare Jonas Mendes, portiere de Salgueiros.

Perfetti sconosciuti, carneadi mitologici

In quella partita, titolare, c'era anche l'"italiano" Idrissa Camará, l'esterno che - prima di essere notato dall'Avellino - giocava in Serie D, alla Correggese. Perfetti sconosciuti, straordinari carneadi, come appunto l'eroe di sabato.

Coppa d'Africa 2017: Juary Soares festeggia il pareggio della Guinea Bissau contro il Gabon (LaPresse)

Coppa d'Africa 2017: Juary Soares festeggia il pareggio della Guinea Bissau contro il Gabon (LaPresse)LaPresse

Il tabellino dei marcatori col Gabon schizza agli antipodi: da una parte, la rete della stella più attesa della manifestazione, Pierre-Emerick Aubameyang, dall'altra quella di un difensore dall'estrazione modesta, scaricato da una squadra di terza serie portoghese, il 1 de Dezembro, che lo ha girato ai pari categoria del Mafra. E che fino a un paio di anni fa giocava nel Benfica di Macao...

Una formazione del Benfica di Macao 2015: Juary Soares è il numero 4, in piedi al centro della foto

Una formazione del Benfica di Macao 2015: Juary Soares è il numero 4, in piedi al centro della fotofacebook

"Sospinti dal popolo, col Camerun si vincerà"

Ma c'è anche il capitano, quello vero, che sabato ha lasciato la fascia a Zezinho a causa di un leggero infortunio, rimediato dovendo partire da una condizione di svantaggio.

Coppa d'Africa 2017, Gabon-Guinea Bissau 1-1, uno scontro di gioco tra Merlin Tandjigora (a sinistra) e Zezinho (LaPresse)

Coppa d'Africa 2017, Gabon-Guinea Bissau 1-1, uno scontro di gioco tra Merlin Tandjigora (a sinistra) e Zezinho (LaPresse)LaPresse

Perché anche lui, come Adebayor, è senza squadra da sei mesi, dopo l'ultima esperienza al Paris FC e un illustre passato al Nantes. E' "l'homme fort de Biombo", come ama definirsi, ripensando alla città natale: Bocundji Cá, che dal ritiro alle porte di Libreville, in esclusiva a Eurosport, ha dichiarato: "Ci sentiamo con le ali ai piedi, sospinti da un intero popolo. E' questa la nostra forza e contro il Camerun vinceremo". Lui, che a giugno ha tifato per l'amico Éder, anch'egli figlio della Guinea Bissau ma che ha deciso l'ultimo Europeo a favore del Portogallo. Quell'Éder, oggi, attaccato alla televisione, "Djurtus" nell'anima.

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