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L'ultimo verdetto di Coppa Italia: la Lazio è più squadra dell’Inter

L'ultimo verdetto di Coppa Italia: la Lazio è più squadra dell’Inter

Il 01/02/2019 alle 07:07Aggiornato Il 01/02/2019 alle 07:10

E’ proprio una Coppa Italia che sprizza nerbo inglese: fuori le prime due della classifica, fuori la tiranna delle ultime quattro edizioni, fuori la semifinalista dell’ultima Champions.

Avanti popolo. Deposto il privilegio del fattore campo, è successo di tutto: il Milan ha liquidato il Napoli, l’Atalanta ha demolito la Juventus, la Fiorentina ha travolto e sconvolto la Roma. Se cercate un capo, seguite Gasperini. Eccolo.

Aperta parentesi: a proposito di Madama, mi ero permesso di definire "pericolosa" la vittoria di domenica sera, "pericolosa" in chiave Champions, perché timbrata, esclusivamente, dalla riffa degli episodi. Occhio: l’Atletico è un'Atalanta più massiccia. E se è vero che l’eroe dell’Olimpico, Cancelo, è stato il traditore di Bergamo, è vero altresì che, infortuni o non infortuni, Allegri deve recuperare in fretta l’idea di squadra che impose allo United (di Mourinho, però). Chiusa parentesi.

La solita Lazio: timida, propositiva. La solita Inter: macchinosa, fragile. Handanovic ha parato più di Strakosha; Caicedo, Candreva e Lautaro si sono mangiati le occasioni più ghiotte. Il segno della croce di Spalletti ha un significato molto laico: se non porta a casa almeno un trofeo, la zona Champions non basterà più. E non gli resta che l’Europa League. Il 29 ottobre, all’Olimpico, l’Inter surclassava la Lazio per 3-0. Tre mesi dopo, la Lazio è cresciuta, l’Inter calata. Inzaghi ha recuperato la testa dei suoi, Spalletti non ancora: più degli schemi, conta la zavorra dei singoli.

Tra i protagonisti, l’arbitro Abisso (nomen omen): si fida di Banti e non va al Var per la spinta di Milinkovic-Savic a Icardi (da rigore); è a due passi dalla martellata di Asamoah a Malinkovic-Savic ed estrae correttamente il rosso; poi va al Var e trasforma il vino in acqua, il rosso in giallo (sciocchezza); torna al Var e decreta il penalty, giusto, per la spallata «ignorante» del serbo, sempre lui, a D’Ambrosio. Un vero e proprio slalom speciale.

Per me la Lazio ha meritato. Per voi?

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