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Roma, dall'1-7 col Bayern al 7-1 contro la Fiorentina: una disfatta che può segnare la stagione

Roma, dall'1-7 col Bayern al 7-1 contro la Fiorentina: una disfatta che può segnare la stagione

Il 31/01/2019 alle 09:03Aggiornato Il 31/01/2019 alle 13:15

I 7 gol subiti dai giallorossi contro la Fiorentina hanno solo 5 precedenti nei 91 anni di storia della società. Un risultato che non può che portare a una riflessione sulla stagione e sul prossimo futuro della squadra e di Di Francesco.

Una di quelle serate che vorresti dimenticare in fretta, ma che, inevitabilmente, resterà nella mente di tutti per tanto tempo. Il 30 gennaio 2019 rimarrà scolpito a fuoco nell'immaginario libro nero dell'Associazione Sportiva Roma, sconfitta e umiliata sul campo della Fiorentina con un 7-1 da annali. Un black out che, al di là dell'eliminazione dalla Coppa Italia, potrebbe avere strascichi pesanti. Un risultato che rievoca precedenti che si contano sulle dita di una mano negli oltre 91 anni di storia di questa società.

6 marzo 1932, Serie A: Juventus-Roma 7-1

Siamo nei primi anni del girone unico del nostro campionato, è la Roma di Rodolfo Volk. I giallorossi sono una delle big della Serie A ma è l'epoca del Quinquennio d'Oro della Juventus. I bianconeri sono in lotta con il Bologna per quello scudetto e alla 22esima giornata chiedono strada ai capitolini. Finirà in goleada, la Juve vendicherà lo 0-2 dell'andata e si involerà verso il secondo scudetto di fila.

22 giugno 1935, Mitropa Cup: Ferencvaros-Roma 8-0

Torneo d'altri tempi questo, ma di un certo spessore nei decenni che precedono l'avvento delle coppe europee che conosciamo oggi. La Roma esordisce alla grande nella competizione, battendo il Ferencvaros per 3-1. Ma al ritorno, in Ungheria, registrerà il peggior passivo della sua storia. I magiari spazzano via le ambizioni giallorosse (con 3 rigori di Sarosi, futuro allenatore della Roma) e arrivano fino alla finale di quel torneo, quando verranno battuti dallo Sparta Praga.

5 ottobre 1947, Serie A: Roma-Torino 1-7

Dai grandi ungheresi al Grande Torino. È una delle squadre italiane più forti di sempre a costringere la Roma a una nuova umiliazione, la prima di queste dimensioni in casa. Alla quarta di campionato, i giallorossi ospitano i granata e "osano" passare in vantaggio con Amadei e chiudere il primo tempo avanti. Ma nella ripresa il Toro si scatena e spazza via la squadra allenata da Senkey.

Manchester United-Roma 7-1 (LaPresse)

Manchester United-Roma 7-1 (LaPresse)LaPresse

10 aprile 2007, Champions League: Manchester United-Roma 7-1

Per trovare un'altra disfatta dobbiamo fare un salto in avanti di 60 anni e arrivare al calcio a colori degli anni 2000. La Roma è ai quarti di finale di quella campagna europea e si è pure tolta lo sfizio di vincere 2-1 la gara d'andata, all'Olimpico. A Old Trafford, però, si materializza l'incubo. Lo United vola in breve sul 3-0 e non ferma la sua corsa. La Roma è al tappeto e il gol di De Rossi, sullo 0-6, serve solo per le statistiche.

21 ottobre 2014, Champions League: Roma-Bayern Monaco 1-7

È l'ultima in ordine di tempo e per questo ancora fresca nella mente dei tifosi. Lo stesso risultato del 1947, ancora una volta davanti alla propria gente. Siamo ai gironi di quel torneo e in panchina c'è Rudi Garcia. I bavaresi sono tra le favorite per la vittoria finale e non fanno sconti. Dopo poco più di mezz'ora, la squadra di Guardiola è sul 5-0 e la partita è già finita. La sconfitta aprirà le porte del baratro per i giallorossi, che da lì faranno un solo punto e saluteranno la Champions.

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Gli strascichi della sconfitta

E veniamo al 7-1 con la Fiorentina. I Viola sono un avversario di tutto rispetto, ma non valgono certo lo strapotere di Manchester United e Bayern, tanto per citare due squadre sopra citate. È per questo che la sconfitta apre ancora più interrogativi sulla situazione attuale in casa giallorossa. A partire dal futuro di Di Francesco. Se perdi 7-1 contro una formazione di livello medio-alto e sei la Roma, squadra costruita con discreta ambizione, l’esonero dovrebbe essere automatico? Domanda difficile. Monchi, nel post partita, ha detto che l'allenatore non rischia e si è addossato le colpe, ritenendosi responsabile di un mercato estivo fin qui fallimentare. Ma rimangono molti dubbi, con il nome di Paolo Sousa che aleggia nuovamente dalle parti di Trigoria.

" Per me è il giorno più difficile nella mia storia di direttore sportivo. Bisogna solo chiedere scusa ai tifosi, tutti, perché immagino come stanno e loro sentono questa maglia come nessuno. Non è un giorno per fare valutazioni, dobbiamo aspettare [Monchi]"

Già, ma aspettare fino a quando? Il 2018/19 della Roma ha vissuto di tanti, troppi alti e bassi. La qualificazione Champions è arrivata in un girone abbordabile ed è la carta migliore che può giocarsi Di Francesco. Il campionato è iniziato male, ha vissuto di brevi momenti di continuità di vittorie ma anche di tremendi black out, vedi la rimonta subito contro l'Atalanta all'ultimo turno. La classifica dice che i giallorossi sono in piena corsa Champions League, più per demeriti altrui a dir la verità. In una situazione piuttosto caotica anche sul rettangolo verde, tra giocatori che sono l'ombra di sè stessi e amnesie gravi su entrambi i lati del campo, la partita della svolta potrebbe essere già la prossima. Roma-Milan ha il sapore dell'ultima spiaggia per l'allenatore. Con una sconfitta saremmo ai saluti, praticamente inevitabili, mentre una vittoria potrebbe valere un parziale riscatto.

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