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Dall'aggressione con danni permanenti alla denuncia in tv: l'AIA ritira la tessera a Elena Proietti

Dall'aggressione con danni permanenti alla denuncia in tv: l'AIA ritira la tessera a Elena Proietti

Il 13/11/2019 alle 11:42

Invalida al 67% dopo un pugno subito in campo, l'assessore di Terni si era scontrata col presidente dell'AIA Marcello Nicchi denunciando l'aggressione in televisione e affermando di essere stata abbandonata dai vertici arbitrali. Disposto il ritiro tessera per "aver gravemente e ingiustamente e infondatamente criticato l'operato dell'AIA".

La commissione di disciplina per l'Umbria dell'Associazione italiana arbitri ha ritirato la tessera all'ex arbitro e attuale assessore allo sport del Comune di Terni, Elena Proietti, che era stata deferita per aver rilasciato "senza autorizzazione" alcune interviste a televisioni nazionali e a un quotidiano nazionale in merito all'aggressione che aveva subito su un campo di calcio nel 2014 e di "aver gravemente e ingiustamente e infondatamente criticato l'operato dell'AIA". Elena Proietti ha commentato così sulla sua pagina Facebook.

" Ecco l'epilogo di questa tragicomica vicenda in cui chi subisce una violenza non ne può neanche parlare per denunciare pubblicamente. Dopo 15 anni di onorato servizio mi viene ritirata la tessera perché ho cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica contro la violenza sugli arbitri"

La vicenda

Elena Proietti, assessore comunale allo sport di Terni, è invalida al 67% da cinque anni, ossia da quando è stata colpita con un pugno al volto durante un episodio esploso al 94' di una partita di Prima categoria.

" Sono stata lasciata sola anche dall'Associazione Italiana Arbitri"

Per il tribunale di Terni il colpo è stato involontario e il procedimento penale è stato archiviato. Del caso si era già occupato il TG1 e l'ex arbitro si era presentata a "Non è l’Arena" di Massimo Giletti, che già aveva raccontato in precedenza i danni permanenti alla vista e all'udito riportati dalla Proietti. In studio era stato invitato il presidente dell’AIA, Marcello Nicchi, che nell'occasione non si è presentato.

" Chiedo giustizia affinché non accada mai più. Ho iniziato a fare l’arbitro a 15 anni, ho trascorso nell’AIA tutta la mia adolescenza, ma dopo quello che è successo, tolta la prima sera e tolta una visita a titolo personale, non si è mai visto nessuno. Sono stata venti giorni in ospedale, non si è visto nessuno, mi sono sentita abbandonata"

Nicchi, raggiunto in seguito dalle telecamere di "Non è l'Arena", aveva dato la sua versione: "Questa ragazza ha avuto tutto quello che doveva avere. Sono andati da lei dopo l’aggressione il presidente della Sezione di Terni con due collaboratori, è stata assistita, ha fatto causa, sono stati dati cinque anni di interdizione a quel giocatore che avrebbe dato il pugno".

Giletti aveva precisato che "la squalifica al calciatore è stata data per il colpo estremamente violento sferrato a un giocatore avversario", un particolare piuttosto rilevante. In studio l’ex parlamentare Nunzia Di Girolamo si era tolta le scarpe rosse, indossate per la Giornata contro la violenza sulle donne, per protestare contro le parole di Nicchi. Lo scontro con Nicchi e l'AIA si era inasprito quando lo stesso presidente, rispondendo al giornalista che lo è andato a cercare, davanti alle domande sui danni permanenti riportati a 27 anni dalla Proietti, aveva affermato: "Questo lo diranno i certificati quando vedremo se ha perso la vista o no". Gli stessi certificati sventolati dal conduttore in studio per poi dire alla Proietti: "Le cose sono due, gliela faccio dura; o lei ha corrotto questi medici o qui c’è qualcuno che deve chiedere scusa, ma tantissimo". Elena Proietti, invitando la RAI a inviare i referti medici a Nicchi, aveva quindi ribadito:

" Queste parole sono la dimostrazione che sono stata abbandonata, che per loro sono un problema"
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