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Euro 2016, lavagna tattica: Conte ha ragione: per battere la Svezia serve restare coi piedi a terra

Conte ha ragione: per battere la Svezia serve restare con i piedi a terra

Il 17/06/2016 alle 11:05Aggiornato Il 17/06/2016 alle 11:07

Ibrahimovic e compagni, sulla carta, hanno ben poco per impensierire l'Italia: ma attenzione a non concedere loro azioni sporche e palle alte. Ecco come la Nazionale dovrà affrontare il secondo impegno di Euro 2016.

VIDEO: Conte alla vigilia della Svezia

Come gioca la Svezia

Il debutto è stato una mezza stecca. La Svezia, nella sfida da vincere del girone contro l'Irlanda, non è andata oltre un pareggio piuttosto fortunoso. Erik Hamren ha schierato una formazione molto fisica ma poco brillante, ordinata in campo in un 4-4-2 con il solo Ibrahimovic libero di variare sullo spartito. Un modulo che però non prevede un grande gioco sulle fasce, dato che l’unico terzino di spinta è Olsson a sinistra e i due esterni di centrocampo tendono ad accentrarsi. In fase offensiva, soltanto l’ingresso di Guidetti al posto di Berg ha permesso alla Svezia di aggredire l’area adeguatamente, con Ibra meno coinvolto nella manovra e più incentrato sulla finalizzazione a causa del vantaggio irlandese. Nel complesso, una prestazione tutto fuorché esaltante generata da una squadra che non pressa mai e si limita a coprire. Una formazione fisica ma molto lenta, che concede anche parecchio spazio tra le linee di difesa e centrocampo. Vittima sacrificale?

La Svezia al debutto:

Svezia vs Irlanda

La Svezia, nel debutto contro l’Irlanda, si è schierata con un 4-4-2 molto lineare. L’unico libero di muoversi a piacimento è Ibrahimovic, che spesso è costretto a rientrare sulla trequarti per fare gioco. L’unico terzino di spinta è Olsson a sinistra. E, in fase di possesso, Forsberg e Larsson tendono ad accentrarsi.

La probabile formazione della Svezia contro l'Italia:

Svezia vs Italia

Tre cambi di formazione, uno per ruolo. Ekdal per dare un minimo di qualità in più al centrocampo, Guidetti per aggiungere profondità e Johansson in difesa a causa dell'infortunio di Lustig.

Dove l’Italia può soffrire

Può sembrare un paradosso, ma non lo è. La Svezia dispone di una carta non male. Quella della fisicità garantita dal fatto di essere la squadra più alta del torneo (186 cm di altezza media) e di poter forzare molto sulle seconde palle o sulle situazioni sporche. L’ingresso di Guidetti con l’Irlanda ha cambiato la partita, perché Hamren ha iniziato a portare due attaccanti stabilmente nell’area avversaria. Lui e Ibrahimovic, finalmente convinto ad aggredire la profondità sui lanci di Kallstrom e i cross a rientrare di Forsberg. Qui nasce il paradosso. Perché la Svezia, se farà leva su questo atteggiamento, potrà creare più crucci difensivi all’Italia di quanto non abbia fatto il Belgio, quasi ostinato nell’evitare di schierare più di una punta. Hamren, anche per mancanza di alternative, non farà lo stesso sbaglio. E, così, la BBC dovrà stare molto attenta nello scalare su Forsberg e gestire adeguatamente gli uno contro uno con Ibrahimovic e Guidetti. Palle alte, cross e tanta fisicità. Il rischio di una battaglia senza esclusione di colpi è concreto.

I calci piazzati della Svezia

Occhio all’effetto caciara, ovvero alle seconde palle e ai calci piazzati. Kallstrom è lento ma ha un buon piede e, quando la Svezia si muove con tutti i granatieri, crea sempre qualche impaccio, specie sui corner dalla destra battuti dal regista mancino. Le seconde palle potrebbero finire tutte a loro, contrariamente a quanto accaduto contro il Belgio.

Il gol della Svezia contro l'Irlanda

Il gol contro l’Irlanda, ovvero l’autorete di Clark. In parole povere, l’unica vera azione della Svezia nel match di debutto. Kallstrom recupera palla alta e appoggia su Ibra, che scambia con lui e crea lo spazio nel quale si inserisce centralmente Forsberg. Che, nello stretto, inventa la giocata da cui nasce la rete. Lunedì è capitato sporadicamente, visto l’ottimo approccio dell’Irlanda e la lentezza svedese.

Dove l’Italia può fare male

Per fortuna di Conte, però, la Svezia del debutto ha messo in mostra parecchie difficoltà sulle quali l’Italia potrà fare leva per vincere la partita. La prima è quella relativa alla costruzione della manovra. I centrali difensivi non dispongono dei mezzi tecnici sufficienti per provare ad agire con passaggi bassi, per cui Isaksson tende a lanciare lungo e cercare direttamente la prima linea in avvio d’azione. Ciò impedirà all’Italia di andare a pressare alto in avvio di manovra svedese. Ma, se gli Azzurri saranno bravi ad accorgersene, potranno aspettare che il pallone arrivi al regista Kallstrom per tentare la pressione. Lento e spesso impacciato, è pur sempre l’unico giocatore con un minimo di visione di gioco della Svezia. Il boccone perfetto per Conte, se decidesse di andarlo a prendere con un uomo a turno o con un uomo fisso (in questo caso, nessuno sarebbe meglio di Zaza). Senza di lui, la Svezia può andare in tilt e rischia di abbassare Ibrahimovic sulla propria trequarti per fare gioco. Fatto che alleggerirebbe la difesa italiana da compiti di marcatura e permetterebbe alla retroguardia di giocare più alto. Da non sottovalutare, infine, anche le ampie distanze che l’avversario di turno tende a concedere tra mediana e difesa. Il territorio ideale per i movimenti tra le linee degli interni Azzurri. Il vero punto di forza dell’Italia di Conte. Anche per questo - e in senso tattico - ha ragione il ct. Servirà tenere i piedi - e i palloni - per terra per avere la meglio sulla Svezia.

I problemi di Granqvist in costruzione

Le difficoltà in fase di costruzione della Svezia. I centrali non dispongono delle qualità sufficienti per dare il via alla manovra e sono ancor peggio se decidono di portar palla per ovviare al problema. Quando costretti a farlo, si espongono ad errori marchiani come questo, che coinvolge l’ex genoano Granqvist. Andarli a pressare diventa fin troppo facile.

I problemi di Kallstrom in costruzione

Le difficoltà in fase di costruzione della Svezia, parte seconda. Kallstrom è il pensatore della squadra e l’uomo che riesce a innescare meglio le punte con i propri lanci e i calci piazzati (la vera arma di forza della Svezia). Ma quando imposta basso, ha delle notevoli difficoltà dinamiche. In questo caso, l’Irlanda applica una pressione individuale sporadica. Quello che basta per mandarlo in tilt e fargli perdere palla. Se Conte deciderà di alternare su di lui la seconda punta e un interno a turno, potrebbe fare scacco matto.

Ibrahimovic arretra per creare

Quando la manovra non si sviluppa, Ibrahimovic è costretto a tornare anche sulla linea mediana per dare sbocchi e far salire la palla. Questo libera però la difesa avversaria dalla principale minaccia. E potrebbe permettere a Bonucci di alzare notevolmente la linea della retroguardia azzurra, schiacciando gli spazi come preferisce Conte.

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