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Euro 2016: Maledizione Italia, conto aperto con l'Europeo

Maledizione Italia, conto aperto degli azzurri con l'Europeo

Il 16/06/2016 alle 12:14Aggiornato Il 16/06/2016 alle 14:06

Dal "furto" all'Europeo italiano del 1980 alla finalissima persa contro la Spagna passando per mille e una peripezia: il conto aperto degli azzurri con la massima competizione continentale per Nazionali. Che sia il prezzo da pagare per quel favorevole lancio di monetina nel 1968?

Dai nefasti retroscena di Italia '80 al retrogusto amaro della finale di Polonia-Ucraina 2012: in fatto di Campionati Europei l'Italia ha un ampio credito con la fortuna da riscuotere...Si spera nell'edizione attualmente in corso della kermesse continentale. Considerando traiettoria e vicissitudini della Nazionale azzurra, l'Europeo non può essere considerato alla stregua di una competizione figlia di un Dio minore: abbiamo un conto aperto tra onte da lavare, rivincite da prendere e vendette da consumare. Lo sa bene il ct Antonio Conte che su questo tasto siamo sicuri batterà come un martello: e se il ciclo sarà giocoforza incompiuto per il suo non sfociare nell'avventura mondiale, il tecnico salentino ha comunque un appuntamento con la Storia...Che più stimolante non si può. Che l'anatema sia lo scotto da pagare per quell'Europeo 1968 - l'unico nella nostra bacheca - vinto grazie (anche) al favorevole lancio della monetina in semifinale contro l'URSS?

Euro 1980: Totonero e fischietti poco casalinghi

" L’unica cosa che mi ricordo di questi Europei era la tensione che c’era, in tutti noi proprio perché andavi a giocarti la reputazione. "

Parole e musica di Dino Zoff che ben racchiudono lo stato d’animo dei giocatori della Nazionale Italiana durante gli Europei del 1980 organizzati in casa. Era l’Italia calcistica funestata dallo scandalo del “totonero” con le camionette della polizia a irrompere negli stadi italiani: un’occasione per mostrarci al mondo rischiò di tramutarsi in un drammatico boomerang. Gli azzurri di Bearzot non se la cavarono poi male e, a conti fatti, dopo il pareggio a reti bianche di San Siro con la Spagna e la prestigiosa vittoria con l’Inghilterra furono condannati alla “finalina” dal pareggio con il Belgio, viziato dall’incredibile “mani” in area del difensore del Belgio Julien Cools non ravvisato dall’arbitro portoghese Garrido. Che la maledizione abbia inizio.

Italia-Belgio 1980 - Europeo

Italia-Belgio 1980 - EuropeoImago

Euro 1992: Chi ha fatto palo? Rizzitelli!

Qualificazioni o roulette russa? URSS, Italia, Norvegia, Ungheria e Cipro: solo una guadagna il pass per Svezia 1992, le altre a casa. L’italia di Azeglio Vicini ingaggia un duello all’ultimo sangue con l’armata sovietica, ma per ben due volte non riesce a scuotere l’impasse dovendosi accontentare di due 0-0 carichi di rimpianti. Il pareggio casalingo contro la Norvegia ci condanna, ma quel palo interno sverniciato da Ruggero Rizzitelli al Central Lenin Stadium di Mosca grida ancora vendetta. Fu il canto del cigno dell’era Azeglio Vicini: gruppo tanto valido e talentuoso quanto sfortunato.

Al minuto 2'53'' del video il palo centrato da Rizzitelli

Euro 1996: Kopke ipnotizza Zola

Minuto 9 di Italia-Germania, terza e decisiva gara del Gruppo B, Old Trafford di Manchester: Gigi Casiraghi intercetta l’errato disimpegno di Matthias Sammer e s’invola verso la porta; il portiere tedesco Andreas Kopke lo stende e induce il belga Goethals a concedere il penalty agli azzurri. La maledizione torna a materializzarsi: l’estremo difensore della Germania disinnesca infatti il flebile rigore di Gianfranco Zola e condanna di fatto la Nazionale allenata da Arrigo Sacchi alla prematura eliminazione. Gli azzurri escono a testa alta e ricevono applausi al ritorno in Patria, ma l’incantesimo si perpetua.

Zola-Kopke - Euro 1996

Zola-Kopke - Euro 1996Imago

Euro 2000: Trezeguet e la grande beffa

La finale di Euro 2000 contro la Francia è la madre di tutte le beffe, una ferita mai rimarginata e tutt’ora aperta. Non congeliamo il possesso nei minuti finali – dopo aver sbloccato la gara in avvio grazie alla zampata di Marco Delvecchio – e veniamo puniti dal mortifero diagonale del bomber transalpino di scorta di Silvaine WIltord sul quale Toldo commette l’unico errore di un Europeo sin lì illibato. Nei tempi supplementari il nostro peggiore incubo si materializza: cross di Robert Pires e collo pieno di sinistro sotto la traversa di David Trezeguet ad autografare il golden goal francese. “Abbiamo segnato troppo presto”, aveva dichiarato il commentatore per un giorno Andrea Bocelli dopo il gol italiano: col senno di poi, parole profetiche.

2004: Galeotto fu...Il "biscotto" nordico

Per carità, nella kermesse portoghese del 2004 la sfortuna ce la andammo anche a cercare: Francesco Totti salutò immediatamente la compagnia dopo lo sputo al “provocatore” Poulsen e nella seconda partita contro lo Svezia non amministrammo a dovere il vantaggio venendo raggiunti dal #TaccoDiIbra; a darci l’ultima spintonata fu però il famigerato biscotto di produzione danese-svedese. Solo il risultato di 2-2 tra le due nazionali nordiche poteva estrometterci dalla competizione all’ultima giornata: ovviamente 2-2 fu e per la banda Trapattoni venne il momento di preparare le valigie.

Euro 2008: Maledetti rigori

Maledetti rigori, a distanza di due anni dal trionfo di Berlino la lotteria finale dei penalty torna a voltarci le spalle. La bistrattata Nazionale di Roberto Donadoni è l’unica squadra capace di incartare la Spagna di Luis Aragonés costringendola a “overtime” e calci di rigore nel quarto di finale giocato all’Ernst-Happel-Stadion di Vienna: Casillas respinge con balzo felino il rigore di Totò Di Natale e spegne i sogni azzurri. Difficile chiedere di più a quel gruppo di giocatori: la critica fu senz’altro ingenerosa con il cittì.

Di Natale - Spagna 2008

Di Natale - Spagna 2008LaPresse

Euro 2012: Infortuni e benzina in riserva

L’esaltante cavalcata dell’Italia di Cesare Prandelli si arrestò solamente contro la Spagna, questa volta non ai quarti ma nella finalissima dello Stadio Olimpico di Kiev. Difficile appellarsi alla malasorte al cospetto di un rotondo 4-0 appannaggio delle Furie Rosse, ma quella partita non nacque sotto una buona stella per gli azzurri: vuoi per una condizione fisica in netto calo, vuoi per l’infortunio del faro difensivo Giorgio Chiellini. Piovve sul bagnato per la banda Prandelli, che a mezz’ora dalla fine – a cambi esauriti – rimase in dieci uomini per l’infortunio occorso a Thiago Motta.

2012 Euro Mario Balotelli Italia

2012 Euro Mario Balotelli ItaliaAFP

VIDEO: Le curiosità statistiche sull'Italia a Euro 2016

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