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Il paradosso Montolivo: criticato dai milanisti ma indispensabile per Conte?

Il paradosso Montolivo: criticato dai milanisti ma indispensabile per Conte?

Il 11/05/2016 alle 09:46Aggiornato Il 11/05/2016 alle 10:07

"Odiato" dai tifosi rossoneri, costretti a vederlo per altri tre anni (a tanto arriva il rinnovo già praticamente firmato); può essere la più valida alternativa a Thiago Motta nel centrocampo azzurro, orfano di Marchisio e Verratti

Criticato e malvoluto, Riccardo Montolivo sarà il punto fermo del centrocampo milanista per altre tre stagioni (stando ai tempi del contratto che è prossimo a rinnovare) e, causa infortuni a Marchisio e Verratti, un importante rimpiazzo (ma anche possibile titolare) della nazionale ai prossimi Europei.

La rivincita sulla sfortuna

Fermato dalla sfortuna, che per infortunio (frattura della tibia sinistra nell’amichevole tra Italia e Irlanda del 31 maggio 2014) gli tolse la possibilità di partecipare al Mondiale brasiliano, il destino potrebbe restituirgli una grande chance mandandolo in Francia col "rischio" di essere tra gli 11 di Conte all’esordio contro il Belgio del 13 giugno. Senza le sue certezze da piazzare davanti alla difesa (Marchisio e Verratti) infatti - con Pirlo ormai uscito dai radar del calcio “che conta” - al Ct restano Thiago Motta, che in aprile ha saltato quattro partite per un problema alla coscia e Daniele De Rossi, reduce da una stagione tutt’altro che memorabile: fermo un mese a febbraio per un problema al polpaccio, nelle successive nove partite è rimasto 90’ in panchina in ben quattro occasioni.

Thiago Motta - Montolivo - 2012

Thiago Motta - Montolivo - 2012LaPresse

Coppa Italia (non?) decisiva

E’ il momento di Montolivo allora, che in questo mese ha la grande possibilità di meritarsi quel posto con la spedizione azzurra che comunque dovrebbe spettargli per mancanza di alternative: la finale di Coppa Italia. Alzare il trofeo la sera del 21 maggio nel match del suo Milan contro la Juventus gli regalerebbe la prima gioia da capitano rossonero e con essa buonumore e qualche sorriso in più da parte dei tifosi, che proprio per quella fascia al braccio lo hanno sempre aspramente criticato, a volte anche più del dovuto.

Lento, ma grande recuperatore di palloni

Silenzioso e schivo, Monto non deve aver vissuto bene gli ultimi anni in rossonero con il peso dell’eredità di Baresi, Maldini e Ambrosini da portarsi dietro e delle prestazioni – dovute anche a un contesto generale in cui era difficile spiccare – che hanno poco convinto. Giudicato troppo lento e macchinoso, per la verità fino allo scorso 16 febbraio era il miglior recuperatore di palloni d’Europa davanti a Kanté e Drinkwater, diventati campioni d’Inghilterra con il Leicester e giudicati oggi esempi di centrocampisti moderni.

Non tutto è da buttare

Se il Milan ha deciso di confermarlo per altre tre stagioni è perché, oltre a non avere le possibilità economiche per arrivare ad alternative migliori, sa che il ragazzo è integro fisicamente e tiene alla causa rossonera, nonostante le difficoltà di giocare davanti a un pubblico che è pronto a darti addosso al primo errore. Proprio l’integrità fisica sarà fondamentale nelle scelte di Conte, che ha bisogno di gente affidabile e sa che su Monto può contare anche per impegno e professionalità. Con o senza Thiago Motta, a rischio infortunio, il centrocampo azzurro ha nei soli Parolo e De Rossi le certezze nel ruolo di centrale, con Jorginho unica vera alternativa ma poco gradito a Conte. Sturaro, Baselli, Benassi e Bonaventura hanno delle chances ma poca esperienza internazionale; Montolivo potrebbe quindi essere la soluzione. Con buona pace dei detrattori.

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